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Xiaomi esce dalla lista nera Usa. E i conti polverizzano le stime

Complice la caduta di Huawei, ancora sotto “ban” americano, in aprile Xiaomi è salita al secondo posto nelle vendite in Europa

di Alberto Annicchiarico

(Afp)

2' di lettura

Fuori dalla lista nera voluta dall'Amministrazione Trump, in cui restano la rivale Huawei e Zte, confermate a marzo. La big tech cinese Xiaomi, terzo produttore mondiale di smartphone (secondo in Europa) e ormai dichiaratamente un nuovo attore nell'affollata arena della corsa all'auto elettrica, ha registrato un balzo del titolo al Nasdaq dopo avere annunciato che un tribunale degli Stati Uniti le ha tolto di dosso il marchio di Compagnia militare cinese comunista (CCMC). Sono state revocate tutte le restrizioni sui cittadini statunitensi che acquistano o detengono le sue azioni.

«Il tribunale distrettuale degli Stati Uniti del distretto di Columbia (che coincide con la capitale Washington, ndr) ha emesso un'ordinanza finale che libera la designazione dell'azienda come CCMC da parte del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti», ha fatto sapere il produttore di smartphone in un documento depositato alla borsa di Hong Kong. L’ordinanza risale a martedì. «La società ribadisce di essere una società aperta, trasparente, quotata in borsa e gestita in modo indipendente», ha affermato il presidente di Xiaomi, Lei Jun.

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Questo nel giorno in cui la società con sede nel distretto di Haidian, a Pechino, ha comunicato risultati che sono andati ben oltre le stime: il fatturato totale è stato di 76,9 miliardi di renminbi (12 miliardi di dollari), in crescita del 54,7% rispetto all'anno precedente e contro i 74,5 attesi; l'utile lordo è stato di circa 14,2 miliardi, con un aumento del 87,4%. L'utile netto rettificato non-IFRS è stato di 6,1 miliardi (954 milioni di dollari) contro i 4 miliardi attesi e in crescita del 163,8% rispetto al 2020.

Le fortune di Xiaomi, player comunque in ascesa da anni, sono coincise con la disgrazia di Huawei, colpita due anni fa dal ban dell’Amministrazione Trump. Huawei, che dal 2 giugno avrà un suo sistema operativo dovendo fare a meno di Android, ha visto crollare le sue quote di mercato mentre Xiaomi è letteralmente esplosa anche per meriti propri, visto il successo degli ultimi modelli, tra i quali spiccano quelli della serie Mi 11, ma anche prodotti di fascia più bassa come i Redmi e i Poco. In aprile Xiaomi è salita al secondo posto nelle vendite in Europa, con il 21% del market share dietro il 35% di Samsung, ma davanti al gigante Apple (20%). Già nel 2020 Xiaomi aveva sorpassato Huawei, scesa a meno del 10% dopo essere stata a lungo seconda in coda a Samsung e averla superata con il 20% di quote di mercato nel secondo trimestre 2020. Giusto prima di entrare nella lista nera Usa. (Al.An.)

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