E-car

Xiaomi prepara l’auto elettrica. Il gigante tech cinese entra nel mercato delle e-car con 10 miliardi

Il gigante asiatico, noto per smartphone e monopattini lancia un progetto per lo sviluppo di veicoli elettrici smart sfidando i gradi costruttori automobilistici

di Mario Cianflone

Xiaomi. Lei Jun, fondatore e ceo del gruppo

4' di lettura

Alla fine è successo davvero: una azienda del mondo della tecnologia, un primo attore dell' industria digitale lancia un auto elettrica e si apre al business delle e-car. Si tratta di Xiaomi, il colosso cinese noto per gli smartphone, al terzo posto per vendite globali e monopattini, che ha annunciato l’intenzione d enetrare nel mercato Bev, battery electric vhicle con un’auto a ioni di litio progettata, sviluppata e costruita insieme a un partner cinese che secondo le indiscrezioni dovrebbe essere Great Wall. Xiaomi, confermando i rumours, già esplosi qualche settimana fa, nel progetto ha deciso di investire 10 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Ed è una cifra considerevole ma non enorme nella scala dei valori dell’industria automobilistica.

«Il consiglio di amministrazione - si legge in una nota di della Società ha deciso di avviare il business dei veicoli elettrici intelligenti. La Società creerà una consociata interamente controllata per gestire il business dei veicoli elettrici intelligenti. La fase iniziale dell'investimento sarà di 10 miliardi di RMB, con l'importo totale dell'investimento nel corso dei prossimi 10 anni stimato in 10 miliardi di dollari. Il signor Lei Jun, amministratore delegato del gruppo, fungerà contemporaneamente da amministratore delegato del settore dei veicoli elettrici intelligenti. Xiaomi spera di offrire veicoli elettrici intelligenti di qualità per consentire a tutti nel mondo di godersi una vita intelligente sempre e ovunque».

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Per anni lo storytelling portato avanti da media online e offline ha ipotizzato, con voci più o meno fondate lo sbarco di Apple nel mercato delle automobili e nonostante i rumors crescenti di questo ultimo periodo, non si è visto nulla e in molti si chiedono cosa farà da grande il gigante di Cupertino forte della sua stellare quotazione di borsa. L’auto è ancora nei sui piani? Forse ora con lo sbarco di Xiaomi e con gli annunci simili di Huawei, Apple potrebbe rilanciare la sfida, ma al momento è stata anticipata dai cinesi.

Al contrario, Sony due anni fa al Ces di Las Vegas Sony ha infatti svelato Vision S, un'auto elettrica che in forma di show car è un laboratorio per tutte le cronologie automotive made in Sony. La vettura è stata effettivamente prodotta, ma non sarà a quanto pare costruita in serie.

Diverso il caso di Dyson che in pompa magna lanciò un miliardario programma per sviluppare un'auto elettrica , ma poi fece una clamorosa retromarcia: il progetto fu cancellato perché fare auto elettriche è una cosa ben diversa da costruire un' aspirapolvere e bisogna avere conoscenze tecniche industriali molto precise e occorre tempo e denaro. E questo nonostante che un battery electric vehicle sia enormemente più semplice di una vettura termica.

La macchina di Google, altra mega hype del mondo tech e delle e-car, non ha visto la luce perché il gigante di Mountain View ha deciso di trasformare il suo progetto di auto che guida da sola in un programma di sviluppo per software e mappe al servizio della guida autonoma e questo perché Big G ha ben compreso che costruire un'autovettura con tutte le implicazioni industriali economiche e sociali, non è un gioco alla portata di tutti e di chi non ha esperienza.

Xiaomi - fondata appena nel 2010, capitalizzazione 82 miliardi di dollari al Nasdaq, dove in un anno ha guadagnato il 140% (ma da inizio 2021 ha perso il 22% con la rotazione dei portafogli che ha colpito i titoli tech), quotata anche a Hong Kong - invece è stata in grado di presentare il progetto un'automobile vera e propria grazie al fatto che l'azienda cinese vive già in un unico sistema tecnologico sia proprio sia a livello di sistema paese. Infatti, Xiaomi produce smartphone e monopattini (ma anche Tv e gadget di ogni tipo) è una sorta di hub della tecnologia di un paese, la Cina, che “vive” di batterie a ioni di litio e accelera ogni giorno verso la rivoluzione delle auto elettriche. Xiaomi si appoggia per produrre l'auto a una grande costruttore. E in Cina i grandi player anche conto terzi con join venture con blasonati brand occidentali non mancano e la vettura di Xiaomi, rischia di essere dirompente: un vero tsunami per l'industria dell'auto.

Infatti, il brand Xiaomi e il un sub-brand Mi sono molto noto e apprezzato tra i millennials e lo sarà sempre di più per i cosiddetti ragazzi della generazione Alpha ovvero gli automobilisti del prossimo futuro. Quelli che oggi hanno 14-15 anni e vanno in giro con un monopattino Xiaomi e sono naturalmente portati a comprare non solo uno smartphone del gigante cinese ma anche un automobile di un brand del quale hanno fiducia.

Non per nulla, Xiaomi ha realizzato un ecosistema fatto da dispositivi dell'internet delle cose: dalle bilance Smart Watch dei monopattini a oggi le automobili alla spina. La reputazione dl brand è enorme e questo scardina le regole del gioco nel mondo dell'auto, nel quale, un marchio, basti pensare a Skoda o persino ad Audi, ha bisogno di tempo per affermarsi.

Xiaomi, invece, parte da un posizione di leader per le nuove generazione di nativi digitali e non è da escludere che altri seguiranno il suo esempio a iniziare da Apple per finire con Samsung che una casa automobilistica l'aveva ma ora è di Renault ed ha rimediato comprando, qualche hanno fa, il gigante del car tech Harman. Da oggi l'auto elettrica, che già ha messo in campo protagonisti hi-tech come Nio e Xpeng, parla sempre di più il cinese e si annunciano tempi duri per i grandi gruppi tradizionali. E anche per Tesla.

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