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Xiaomi, scommessa sull’Italia e 10 smartphone 5G nel 2020

Il quarto brand mondiale negli smartphone punta ad accrescere le sue quote di mercato in Italia e in Europa. L’intervista a Ou Wen, capo della Western Europe di Xiaomi

di Andrea Biondi

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(Imaginechina via AFP)

Il quarto brand mondiale negli smartphone punta ad accrescere le sue quote di mercato in Italia e in Europa. L’intervista a Ou Wen, capo della Western Europe di Xiaomi


3' di lettura

Ou Wen, Head of Western Europe di Xiaomi

Un 2019 chiuso con risultati positivi sia su fatturato (+17,7%) sia riguardo agli utili (+34,8%). E per il 2020 barra dritta su 5G «con il lancio di almeno 10 smartphone ad hoc» e Internet delle cose con «un piano di investimenti – spiega al Sole 24 Ore Ou Wen, Head of Western Europe di Xiaomi – da almeno 50 miliardi di yuan (6,5 miliardi di euro, ndr.)».

Ai più il nome non suona così familiare come quelli di Samsung, Huawei e Apple, rispettivamente il primo, il secondo e il terzo produttore di smartphone nel mondo. Ma sconosciuto ormai non lo è più Xiaomi, quarto brand di smartphone al mondo che ha creato una piattaforma IoT consumer del mondo con oltre 235 milioni di dispositivi intelligenti (esclusi smartphone e laptop) connessi.

E da metà 2018 la società (26,9 miliardi di euro di ricavi nel 2019 e utile netto per l’equivalente di 1,5 miliardi di euro) è quotata a Hong Kong. L’Italia e l’Europa saranno terreni di caccia, spiega in questa intervista al Sole 24 Ore Ou Wen, a capo dell’area Western Europe di Xiaomi.

Nel 2020 aumenterà il peso dell’Europa sul vostro business?

Xiaomi ha compiuto 10 anni proprio in questo mese di aprile e ha iniziato a espandersi all’estero solo nel 2014. Tuttavia nel 2019 il fatturato dai mercati esteri è stato di 91,2 miliardi di yuan (11,9 miliardi di euro, ndr.), con un aumento del 30,4% su base annua. Nel quarto trimestre del 2019 le entrate all’estero sono cresciute del 40,7% su base annua a 26,4 miliardi di renmimbi (3,4 miliardi di euro, ndr.) pari al 46,8% delle entrate totali. Attualmente, i prodotti Xiaomi sono presenti in oltre 90 Paesi e regioni in tutto il mondo. Nell’Europa occidentale, abbiamo continuato ad espandere la quota di mercato. Secondo Canalys, le spedizioni di smartphone Xiaomi nella regione sono cresciute del 115,4% su base annua nel quarto trimestre del 2019. Le spedizioni di smartphone in Spagna, Francia e Italia sono cresciute rispettivamente del 65,7%, 69,9% e 206,2 per cento.

Avete anche negozi a marchio proprio.

Esatto. Abbiamo quasi 200 Mi Store offline in tutta Europa (12 in Italia) e diversi uffici di rappresentanza tra cui Milano, Madrid, Parigi, Varsavia, Dusseldorf. Inoltre, la nostra piattaforma di e-commerce “mi.com” ha visto una grande espansione nei mercati di tutti i principali Paesi europei.

Siete preoccupati per l’impatto del coronavirus in Europa? Potrebbe avere un impatto sul vostro business.

La pandemia sta avendo un impatto significativo su diverse aziende in diversi settori, e questo vale anche per noi. Sta influenzando la nostra catena di approvvigionamento e la disponibilità dei prodotti nonostante noi si lavori con aziende e fornitori in tutto il mondo. Ma penso che le conseguenze siano limitate a questi mesi e sono abbastanza sicuro che una volta contenuta la pandemia la domanda rimbalzerà, così i consumatori e fiducia negli affari. In Xiaomi crediamo che il nostro successo commerciale a lungo termine sia supportato da innovazioni tecnologiche. Mentre il nostro settore e il mondo intero stanno affrontando enormi sfide, abbiamo assoluta fiducia nella nostra capacità di superare questi tempi straordinari insieme ai nostri partner. Ad oggi, la nostra capacità di approvvigionamento è tornata al 90% dei livelli normali e stiamo vedendo la luce alla fine del tunnel in Cina. Nonostante l’impatto di Covid-19 ci siamo concentrati molto sull'efficienza per far fronte a questo periodo economico non facile. Quindi voglio essere ottimista sul fatto che presto le cose miglioreranno anche in Europa.

Quali sono i tuoi vostri piani per l’Italia?

L’Italia è un mercato di massima priorità in questa regione dell'Europa occidentale. Siamo arrivati in Italia a maggio 2018 e stiamo guadagnando quote di mercato in modo rapido e costante. Vogliamo essere un’azienda radicata localmente, quindi vogliamo investire, pensare e comportarci da azienda radicata sul posto. E continueremo sicuramente a perseguire il nostro obiettivo di espansione globale nel 2020. L’accoglienza in Italia è stata così buona che abbiamo ampliato i nostri canali di vendita al dettaglio e soprattutto rafforzato le nostre partnership con i corrieri.

Quindi l’obiettivo è crescere localmente?

In Italia, il nostro obiettivo è aumentare quote di mercato e scalare posizioni, portando al cospetto dei consumatori il maggior numero possibile di prodotti e il più velocemente possibile. Ovviamente, soprattutto, miriamo a offrire i servizi post-vendita senza soluzione di continuità, come parte integrante di questa esperienza utente.

Nel futuro di Xiaomi potrebbe esserci il business delle reti come per Huawei o Zte?

No. Ci concentriamo ancora sull’elettronica di consumo. Continueremo a presentare smartphone e hardware smart e con il miglior rapporto qualità-prezzo. È questo ciò in cui siamo veramente bravi.

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