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Xylella, chiuse le prime mille istruttorie per rimborsare gli agricoltori

Dopo più di due anni dal decreto che stanziava 300 milioni di euro, la Regione completa la prima graduatoria. Ma per i fondi bisognerà aspettare la fine dell’anno

di Micaela Cappellini

(ANSA)

2' di lettura

Dopo più di due anni di attesa, si è finalmente chiusa la fase istruttoria che dovrà assegnare i primi 22 milioni di euro di rimborso agli agricoltori pugliesi colpiti dalla Xylella. L’Arif, cioè l’agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, ha infatti fatto sapere che sono state completate le pratiche tecnico-amministrative di 965 aziende agricole, di cui 68 collettive e 276 individuali. Tali richieste di risarcimento sono quindi state ammesse al finanziamento previsto nell’ambito del Piano Straordinario per la rigenerazione olivicola pugliese, che sostiene il reimpianto di ulivi nelle zone infette da Xylella. Gli uffici pugliesi stanno procedendo all’istruttoria anche delle 4.646 domande di indennizzo per i danni derivanti da Xylella per il 2018, alla quale seguirà l’istruttoria delle 3.848 domande relative all’annualità 2019: «Il nostro obiettivo - fa sapere il direttore generale dell’Arif, Francesco Ferraro - è quello di erogare tutte le risorse entro la fine di quest’anno».

Dall'ottore del 2103, da quando cioè a Gallipoli fu trovata la prima pianta infetta, l'avanzata della Xylella in Puglia non si è mai fermata. Ad oggi ha colpito oltre 8mila chilometri quadrati di terreni, il 40% del territorio pugliese, con oltre 21 milioni di ulivi infettati, molti dei quali monumentali, e 5mila posti di lavoro persi nella filiera dell'olio extravergine di oliva. A marzo del 2020, con un decreto firmato dall'allora ministro dell'Agricoltura Teresa Bellanova, furono stanziati d’urgenza 300 milioni di euro per il sostegno degli agricoltori colpiti, che avrebbero dovuto procedere agli espianti degli ulivi malati e quindi al reimpianto con varietà resistenti. Ma le procedure si impantanarono fin da subito, tra ricorsi amministrativi, ritiri delle graduatorie e nuove istruttorie. Ora, dopo mesi di protesta da parte delle associazioni degli agricoltori, qualcosa si comincia a muovere, anche se per l’effettiva consegna dei soldi sarà necessario attendere la fine dell’anno

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