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Yakuza Like a Dragon, la rinascita di un criminale scapigliato della mafia giapponese

Esilarante e assurdo. Il nuovo titolo di Sega è un reboot ispirato che riscrive una serie di successo. Lo abbiamo provato su Xbox Series X

di Luca Tremolada

2' di lettura

Lo abbiamo provato su Xbox: la mafia giapponese non è mai stata così esilarante.
Yakuza Like a Dragon è un reboot fortunato di una serie che sembrava avere detto tutto quello che c'era da dire. Ripensato il sistema di combattimento ma non l'ironia che attraversa un franchise esilarante e unico nel suo genere. Per chi non fosse mai entrato in contatto con la serie Yakuza quello che scoprirete è un film interattivo, un gioco di esplorazione esplosivo e surreale.

Le immagini di Yakuza Like a Dragon

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All'inizio del 2000 a Kamurocho, il quartiere a luci rosse di Tokyo, siamo Ichiban Kasuga, un esattore di una delle famiglie della mafia giapponese. Siamo leali in modo patologico al nostro padrone che ci ha cresciuto e siamo al tempo stesso un gangster atipico nel nostro modo di intendere “il suo mestiere le relazioni e l'onore”. Ci viene chiesto di prenderci la colpo per un omicidio commesso dal nostro clan. Diciamo di sì e trascorriamo 18 anni in prigione. Quando usciamo tutto è cambiato.

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Yakuza Like a Dragon, il trailer

Cosa ci è piaciuto

Lo strappo rispetto alla tradizione è legato al sistema di combattimento, più strategico e a turni. La continuità invece è tutta nei mini-giochi che troverete in città, si passa dalla massiccia offerta di cibo giapponese nei ristoranti, alle corse sui go-kart alle interminabili partire ai cabinati Sega. Alla fine passi il tuo tempo a giocare a Majong in uno scantinato o a leggere le descrizioni delle centinaia di scagnozzi che abbiamo affrontato. Ma il cuore dell'esperienza è tutta nel dialoghi assurdi con l'umanità borderline persa tra le strade dei quartieri. Kasuga poi è irresistibile, sensibile e antico. La sua banda gli assomiglia, Lupin ha trovato il suo più assurdo erede. Il gioco gira con risoluzione 4k e 60fps.

Cosa non ci è piaciuto

È un gioco antico, non antiquato. Non va toccato. Da questo punto di vista non ci sono critiche sostanziali.

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