MOZIONE ALLA CAMERA

Yemen, M5S-Lega: stop alla vendita di bombe ad Arabia ed Emirati

Il documento dal valore politico ha ottenuto il via libera della Camera. Si chiede la sospensione delle «esportazioni di bombe d'aereo e missili che possono essere utilizzati per colpire la popolazione civile e loro componentistica verso l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti sino a quando non vi saranno sviluppi concreti nel processo di pace con lo Yemen»

di Andrea Carli


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3' di lettura

Dopo la Germania, la Danimarca, la Finlandia, la Norvegia, i Paesi Bassi e il Regno Unito, ora anche l’Italia, attraverso una mozionne di maggioranza votata alla Camera, chiede al governo di bloccare le esportazioni di alcuni tipi di armi verso l’Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti, finché non ci sarà una svolta concreta nel processo di pace con lo Yemen. Tutto questo avviene a pochi giorni dalla decisione degli Usa di riprendere la vendita di armi a Riyad, suo alleato, una mossa che l’amministrazione Usa ha fatto in funzione anti Iran.

L’Italia, invece, si allinea ai partner europei. Mercoledì 26 giugno è stata approvata alla Camera la mozione presentata dalla maggioranza giallo verde per chiedere al governo di sospendere le esportazioni di bombe d’aereo e missili che possono essere usate contro i civili verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, finché non ci saranno sviluppi concreti nel processo di pace con lo Yemen. La mozione è passata con 262 voti favorevoli, nessuno contrario e 214 astensioni.

Secondo l’organizzazione Armed Conflict Location & Event Data Project (Acled), una ong legata al governo americano, quasi 100mila persone sono state uccise in Yemen nella guerra in corso tra Arabia Saudita e insorti filo-iraniani dal 2015. Secondo le Nazioni Unite, almeno dieci milioni di persone rischiano la carestia.

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Che cosa prevede la mozione di maggioranza Lega-M5S
Il testo approvato prevede la sospensione delle «esportazioni di bombe d’aereo e missili che possono essere utilizzati per colpire la popolazione civile e loro componentistica verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti sino a quando non vi saranno sviluppi concreti nel processo di pace con lo Yemen».

Embargo mirato
La mozione chiede inoltre di «valutare l’avvio e la realizzazione di iniziative finalizzate alla futura adozione, da parte dell’Unione Europea, di un embargo mirato sulla vendita di armamenti ad Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, prevedendo al contempo consultazioni con gli altri Stati membri dei consorzi internazionali in relazione ai programmi di coproduzione industriale intergovernativi attualmente in essere». La maggioranza impegna il governo «a continuare ad assicurare una applicazione rigorosa delle disposizioni della legge 9 luglio 1990, n. 185» sul commercio delle armi e «a proseguire, in tutte le sedi competenti, l’azione volta ad ottenere l’immediato cessate il fuoco e l’interruzione di ogni iniziativa militare in Yemen, continuando a sostenere, in particolare, l’iniziativa dell’inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen Martin Griffiths affinché si giunga quanto prima al ritiro delle truppe in campo».

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Il sostegno all’iniziativa Onu per la soluzione della crisi
Infine, M5S e Lega chiedono di «proseguire, con i partner internazionali, nell’azione umanitaria coordinata sotto la guida delle Nazioni Unite per alleviare le sofferenze della popolazione yemenita, come stabilito nella terza conferenza dei donatori che si è svolta a Ginevra».

In Sardegna la fabbrica delle bombe
La vendita di armi all’Arabia Saudita coinvolge direttamente l’Italia. In Sardegna il 19 giugno associazioni, comitati e cittadini si sono dati appuntamento davanti alla sede del Tar Sardegna, a Cagliari, per sostenere il ricorso presentato, tra le altre cose, contro le autorizzazioni rilasciate dal Comune di Iglesias alla Rwm Italia Spa per l’ampliamento della fabbrica di Domusnuvas, nel Sulcis, che produce gli esplosivi poi venduti all’Arabia Saudita.

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