sport e ambiente

Yoga e pilates, è boom per l’abbigliamento sostenibile

Tra collezioni fresche di lancio e marchi storici dello yogawear a basso impatto, ecco tre marchi che raccontano il trend ecologico nelle discipline sportive più olistiche

di Marta Casadei


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3' di lettura

Se lo yoga è una disciplina che porta chi la pratica a sviluppare una maggiore consapevolezza non solo di sé, ma anche del rapporto con la natura circostante, in chiave sostenibile, il punto d’incontro tra questo approccio e la moda sta proprio nelle recenti evoluzioni green dell’abbigliamento dedicato alla disciplina ( e non solo).

Il leggings bio e 100% made in Italy di Tightings

In questo filone tientrano alcuni dei Tightings (acronimo per tights, collant, e leggings), linea lanciata dal gruppo mantovano Duelegs Bbf group , che fa capo alla famiglia Gambetti e da 50 anni è un pilastro della calzetteria made in Italy: «Vestiamo il 55% del corpo delle donne - ha spiegato il ceo William Gambetti - e abbiamo pensato di creare una linea di abbigliamento per lo yoga e per il pilates che avesse la stessa comodità di una calza senza cuciture, il nostro core business».

Due modelli di leggings sono realizzati - al 100% in Italia - con fibre bio ed ecosostenibili prodotte da un’altra azienda italiana, la Fulgar. Il modello Celeste, per esempio, è realizzato con la fibra Evo derivata dai semi di ricino (non destinato all’agricoltura), 100% bio-based: è il 25% più leggero di un prodotto in poliestere e realizzato, dunque, nel rispetto dell’ambiente. «Abbiamo pensato fosse giusto creare un prodotto di questo tipo, confortevole ma anche a basso impatto ambientale, perché la clientela attenta alla sostenibilità sta crescendo», ha commentato Gambetti.

Ecoalf estende la sua filosofia all’activewear (ringenerato)

La collezione Ecoalf Yoga

Anche Ecoalf , marchio di abbigliamento e accessori sostenibili fondato dieci anni fa da Javier Goyeneche e da sempre in prima linea sul fronte ecologia, ha lanciato da poco una collezione Yoga 100% sostenibile.
In questo caso si tratta di capi realizzati con filati rigenerati (ricavati dalla Pet, ovvero la plastica delle bottiglie d’acqua, riciclata), Tencel, tessuto ricavato dalla polpa degli alberi di eucalipto, e Q Nova, una fibra rigenerata prodotta sempre dall’azienda italiana Fulgar.
La collezione comprende bra (reggiseni sportivi) e leggings in diverse tonalità, alcuni dei quali sono personalizzati dalla scritta “There’s no planet B”, motto del brand che sottolinea come il pianeta non abbia alternative alla scelta di un prodotto sostenibile . L’idea di base di Ecoalf è sempre stata quella di utilizzare la tecnologia per creare una collezione che fosse davvero sostenibile. E dai prezzi non proibitivi: i leggings, infatti, si aggirano intorno ai 70 euro.

Vent’anni di fair trade per Mandala

Un look Mandala

Se il lancio delle prime due collezioni segnalate è recente, il marchio Mandala , fondato dalla designer e imprenditrice Nathalie Prieger, pioniera nel segmento della moda sostenibile, ha già 18 anni. Il brand tedesco produce abbigliamento da yoga (il Mandala è proprio la rappresentazione del cosmo nella filosofia buddista) in materiali a basso impatto ambientale impiegando sia fibre naturali come il cotone organico e la lana merino sia fibre e tessuti rigenerati che nascono dalla trasformazione delle bottiglie di plastica.
La produzione - che ha ottenuto varie certificazioni tra cui l’Oeko Tex Standard 100, il Global recycled standard e il Peta approved vegan - viene gestita direttamente dal brand che ha due fabbriche di proprietà in Cina e Turchia dove garantisce ai dipendenti un salario equo e l’assistenza sanitaria. Infine, i prodotti utilizzano packaging totalmente plastic free. I prezzi? Si arriva fino a 120 euro per i leggings, mentre il costo dei top si aggira sui 65 euro.

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