corte di giustizia ue

Youtube e Google non obbligati a fornire email e telefono dei pirati del web

La norma comunitaria prevede che in caso di violazione del diritto di proprietà intellettuale l'intermediario sia obbligato a fornire solo l'indirizzo postale

di Alessandro Galimberti

default onloading pic
(Anadolu Agency)

La norma comunitaria prevede che in caso di violazione del diritto di proprietà intellettuale l'intermediario sia obbligato a fornire solo l'indirizzo postale


2' di lettura

Via libera definitia alla riforma del copyright europeo

Diventa più in salita la strada per individuare i pirati del copyright sulla rete. Con la sentenza C-264/19 depositata ieri la Corte di giustizia dell'Unione europea ha escluso che le piattaforme su cui viene commesso l'illecito (YouTube e Google, nel caso specifico) debbano trasmettere ai titolari del diritto di copia gli indirizzi email e i numeri di telefono di chi ha caricato i video illegalmente.

La vicenda

I fatti su cui si è espressa la Corte, interpretando la direttiva comunitaria 2004/48, riguardavano la riproduzione abusiva di due film di successo – Parker e Scary Movie 5 – caricati sulle piattaforme di condivisione da utenti privati ai danni del titolare dei diritti, la Constantin Film Verleih. In poche ore i due film erano stati visti da decine di migliaia di

utenti del web. La Constantin aveva pertanto chiesto ai tribunali tedeschi di imporre a YouTube e Google di fornire indirizzi mail e numeri di telefono dei “pirati”, oltre a dettagli circa il caricamento dei due film contestati. In primo grado il tribunale locale aveva respinto la domanda, accolta invece in appello e infine rimessa al giudice comunitario per verificare la compatibilità della norma nazionale tedesca (del 1965) con la direttiva europea di 39 anni successiva.

La decisione

La Cgue con una lunga motivazione ha fornito un'interpretazione restrittiva, cioè letterale, della norma comunitaria, che in caso di violazione del diritto di proprietà intellettuale prevede che l'intermediario debba fornire l'indirizzo postale del responsabile e non invece

altre informazioni coperte da privacy. Le conseguenza della decisione della Corte sono però importanti, se è vero – come del resto risulta dagli atti del processo – che i pirati del web non hanno neppure compilato il campo relativo all'indirizzo “fisico”, avendo fornito a Google e YouTube solo un nickname associato all'indirizzo IP. In mancanza anche di questi indizi, individuare i pirati dei film diventa di fatto un'operazione impossibile.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti