Esposto all'antitrust Usa

YouTube sotto accusa: raccoglie dati sui bambini sotto ai 13 anni per aumentare i profitti

di Alberto Magnani

Accuse a Youtube, raccoglie dati bambini


3' di lettura

Le ombre del datagate si allargano anche su Youtube, la piattaforma online di video comprata da Google nel 2006. Con un'accusa abbastanza pesante: aver raccolto dati di minorenni per “targettizzare” meglio le proprie pubblicità. Un gruppo di 23 studi legali e associazioni a difesa dei consumatori ha sporto un reclamo alla Federal trade commission, l'antitrust degli Stati Uniti, chiedendo di indagare Google per violazione del Children's Online Privacy Protection Act (Coppa), una legge federale che disciplina la raccolta di informazioni su bambini sotto ai 13 anni di età. Il Center for digital democracy (Cdd), uno dei promotori della denuncia, fa notare che Google dichiara che «Youtube è riservata agli utenti dai 13 anni in su, ma è utilizzata dall'80% dei bambini americani dai 6 ai 12 anni». Il reclamo, prosegue la nota stampa della Cdd, dovrebbe risultare in «miliardi di dollari di sanzioni» contro il colosso di Mountain View.

«Google fa soldi con i dati dei bambini»
Sempre secondo gli autori del reclamo, Google genera «profitti significativi raccogliendo vari tipi di informazioni sui bambini su YouTube, inclusi geolocalizzazione, identificativi unici del dispositivo, numeri di telefono mobile». Le informazioni vengono raccolte «senza fornire una notifica diretta ai genitori e ottenerne il consenso, e Google le use per “targettizzare” le pubblicità su tutto il Web». La denuncia alla Ftc chiama in causa alcuni canali diretti al pubblico dei giovanissimi e particolarmente popolari negli States, come ChuChuTV Nursery Rhymes & Kids Songs (15,9 milioni di sottoscrittori e oltre 10 miliardi di visualizzazioni) o LittleBabyBum (14,6 milioni di abbonati e oltre 14 miliardi di visualizzazioni). «Google ha agito ambiguamente, dichiarando in maniera ingannevole nei suoi termini di servizio che YouTube è riservato a chi ha più di 13 anni – dice Jeff Chester del Center for digital democracy – Mentre ha deliberatamente attirato giovanissimi dentro a un “campo di gioco” digitale pieno di pubblicità. Come Facebook, Google ha concentrato le sue enormi risorse sulla generazione di profitti e non sulla protezione della privacy».

Sul “tubo” si trovano oltre 240 milioni di video per bambini
Nelle 59 pagine del reclamo, i promotori spiegano che YouTube è diventato di fatto «la nuova televisione dei bambini», fornendo a Big G una ulteriore miniera di ricavi pubblicitari.In aggiunta, si legge nel documento, «molti bambini guardano i video da dispositivi mobile, diminuendo la possibilità di una visione accompagnata dai genitori». Nel 2017, secondo i dati citati nel reclamo, il 98% delle famiglie americane ha un dispositivo in casa e il 69% dei bambini ne fa uso. Anche in autonomia e in assenza dei genitori, esponendosi all'enorme quantità di material pubblicato ogni ora sul Web. L'azienda ha lanciato già nel 2015 una app dedicata ai bambini (YouTubeKids), ma i dati mostrano che il servizio è solo un ponte verso il “vero” YouTube.

Portavoce Youtube: "Siamo come una famiglia"

Nel suo complesso, la stringa di ricerca «video per bambini» produce infatti oltre 240 milioni di risultati, dai cartoni animati ai canali di recensioni sui videogame. Negli Stati Uniti, uno dei canali che guadagna più clic in assoluto è Ryan ToysReview, autopubblicizzata come una pagina «di recensioni sui giochi per bambini fatte da un bambino». RyanToysReview conta su 13 milioni di abbonati e oltre 20 miliardi di visualizzazioni, incassando 11 miliardi di dollari in ricavi pubblicitari l'anno. Considerando che il “tubo” trattiene il 45% delle entrate da advertising, il canale gli ha fruttato circa 5 miliardi di dollari.

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