Pc, cuffie e telecamera

Youtuber, ecco cosa ti serve per diventare uno streamer di successo

di Francesco Serino


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3' di lettura

In questo momento, su Twitch, un cinquantenne videogioca al pirata mentre oltre cento persone fanno il tifo per lui; ha oltre 10mila fan e tra le informazioni del suo canale specifica di essere disoccupato da qualche anno. Nella finestra accanto, immersa in un effetto glitter e con delle compromettenti orecchie da gatto applicate digitalmente alla sua immagine in diretta, una giovanissima parla della sua nuova vita da universitaria al doppio del pubblico che ti aspetteresti di trovare un giovedì mattina sulla piattaforma. Nel mentre, un pop-up su schermo avverte che a breve inizierà il nuovo talk show con ospiti di uno degli streamer più popolari in Italia, con oltre 200mila fan pronti a mettersi comodi in poltrona per godersi lo spettacolo tra diretta e differita. Pubblico e offerta sono estremamente trasversali, e il merito va anche nell'estrema semplicità con la quale è possibile entrare in questa nuovissima declinazione dell'oramai vecchia televisione.

Iniziare a fare streaming è davvero molto semplice, ma se per Facebook basta un cellulare e un po' di faccia tosta, su Twitch è necessaria una postazione leggermente più elaborata. Servono naturalmente un computer e una telecamera, e con circa 50 euro se ne trovano di discretamente buone (la Logitech c920 Pro svolge per esempio molto bene il suo mestiere), e prima o poi sentirete anche la necessità di un microfono dedicato per evitare fastidiose distorsioni alla voce (il Samson Meteor è un istituzione nelle fasce di prezzo più amichevoli). Indispensabili le cuffie (sono sufficienti dei normalissimi auricolari), in modo che possiate ascoltare eventuali sorgenti audio senza che queste rientrino nel microfono, provocando un insopportabile effetto eco che allontanerà velocemente il pubblico.
Il passo successivo, la scelta del programma che consente la trasmissione vera e propria, è forse quello più elaborato da mettere in pratica. Fortunatamente è lo stesso Twitch (che dispone anche di una pratica scuola di streaming interna) a consigliare ai suoi utenti i programmi migliori, e tra questi spicca per semplicità OBS (Open Broadcast Software). Nella sua versione base, oltre ad essere totalmente gratuito OBS è anche semplicissimo da utilizzare: basta “montare” la scena aggiungendo il segnale della telecamera, applicare alla bisogna grafiche e testi, inserire la chiave di stream (che va tenuta segreta perché personale) e infine premere il pulsante apposito. Anche in questo caso, arrivati ad avere una certa dimestichezza, sarà necessario passare a programmi più complessi, nei quali sono integrate tutte quelle funzioni pensate per massimizzare professionalità e soprattutto eventuali guadagni.
Le cose si complicano leggermente se vogliamo trasmettere un gioco da console (PlayStation 4, Nintendo Switch...) con la stessa professionalità. È vero che PlayStation permette uno streaming diretto su Twitch (oltre che su Youtube), ma così facendo non avrete nessun controllo di regia sulla trasmissione, il che va bene all'inizio ma non nell'eventualità in cui le vostre incursioni in diretta inizino ad avere un po' più di seguito. Per aumentare la qualità sarà necessario avvicinare la console al computer, o viceversa, e utilizzare come ponte video strumenti appositi come il Corsair Elgato (il prezzo di listino è 249 euro ma si trova spesso a meno).

Da qui in poi non serve molto altro, se non esperienza e qualche rifinitura, come per esempio un set di luci che illumini uniformemente il vostro volto, oppure uno “streaming deck” programmabile in modo da lavorare in regia senza dover ogni volta uscire dal gioco, o distogliere lo sguardo dalla telecamera. Tutto questo, che non è molto e non richiede spese folli, sarà abbastanza per superare in qualità molte televisioni private regionali.
Infine la parte in assoluto più difficile: trovare l'argomento giusto e la spigliatezza necessaria per esporlo al vostro potenziale pubblico. Ci vuole coraggio per rimanere impassibili davanti a quella luce rossa che si accende e ci conferma che sì, da quel momento in poi tutto il mondo potrebbe guardarci affannarci davanti alla camera.

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