FISCO

Zafarana (Gdf): lotta all’evasione mirata sui soggetti a rischio, alzare il prelievo sui beni nei paradisi fiscali

Il generale di corpo d’armata della Guardia di Finanza: serve un sistema più equo e semplice, sforzo corale

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2' di lettura

Prevedere un «prelievo aggiuntivo sulle disponibilità finanziarie» tenute nelle «giurisdizioni non collaborative» inserite nella black list. È la proposta del Generale della Guardia di Finanza, Giuseppe Zafarana in audizione davanti alle commissioni Finanza di Camera e Senato nel quadro dell'indagine conoscitiva sulla riforma fiscale. La proposta, ha sottolineato Zafarana avrebbe «il vantaggio di rendere più onerosa la detenzione di ricchezze presso Stati o Territori a rischio fiscale o finanziario introducendo una sorta di costo incrementale per i servizi off shore».

Quanto al contrasto all’evasione fiscale Zafarana ha spiegato come «è ormai riconosciuto, anche a livello internazionale, che i controlli fiscali, per essere davvero efficaci e non generare ostilità, devono essere orientati sui soggetti a rischio, combinando un’azione più rigorosa nei confronti degli evasori abituali con una dialettica partecipativa verso gli altri contribuenti».

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Un sistema più equo e semplice

«Un fisco più equo, semplice e trasparente, oltre a migliorare la compliance consentirà di orientare più efficacemente l'azione di controllo, che la Guardia di Finanza porta avanti con impegno senza sosta» ha detto il comandante generale delle Fiamme gialle. «Riscrivere le regole di un sistema così articolato e interconnesso come quello fiscale richiede lo sforzo corale di tutti gli attori istituzionali e la Guardia di Finanza intende dare il proprio sostegno», ha aggiunto.

Concentrare il «cashback» dove c’è maggior rischio evasione

Zafarana ha spiegato poi che «è prematuro stimare risultati» del cashback «al netto dei costi per l’assegnazione del bonus» ma «sarebbe meglio concentrarlo sulle categorie a maggior rischio di evasione fiscale rispetto alle altre». Il comandante generale della Guardia di Finanza ha fatto notare che oggi «il rimborso è previsto per qualsiasi pagamento anche presso la grande distribuzione, le spese per utenze e trasporti ferroviari che sono categorie in cui non si rileva evasione fiscale».

Zafarano ha inoltre segnalato che “per la categoria di spese per cui spetta la detrazione Irpef del 19% non si è invogliati a pretendere lo scontrino”; infine ha segnalato la categoria degli incapienti. Ha quindi ipotizzato «correttivi, periodici interventi di manutenzione, anche per migliorare il saldo di finanza pubblica».

L’Irpef vale il 75% delle imposte dirette

Il generale della Guardia di Finanza ha ricordato che «l’Irpef assicura allo Stato un gettito che nel 2019 è stato superiore a 191 miliardi di euro». Da sola l’Irpef corrisponde al 75% delle entrate complessive da imposte dirette e pari al 40% delle entrate in toto. «Dai dati sulle dichiarazioni del 2018 - ha proseguito Zafarana - si rileva che solo il 6,3% dei contribuenti Irpef ha un reddito derivante prevalentemente dall’esercizio di attività d’impresa o di lavoro autonomo e che la maggioranza dei contribuenti Irpef detiene, in via principale, reddito da lavoro dipendente o pensione».

Sempre con riferimento al 2018, l’Istat stima l’evasione dell’Irpef «riconducibile all’esercizio di attività d'impresa e di lavoro autonomo in 32,6 miliardi, con una propensione al gap del 67,6%, di cui il 63,9% da omessa dichiarazione dell’imposta e il 3,7% da mancati versamenti, mentre l’evasione dell’Irpef da lavoro dipendente, ossia derivante dall’impiego di lavoratori “in nero” o irregolari, è pari a oltre 4,4miliardi di euro».

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