Lo studente e ricercatore

Zaki: nuovo rinvio al 7 dicembre

Seconda udienza del processo presso il Tribunale per le emergenze e la sicurezza di al-Mansour che vede imputato lo studente e ricercatore egiziano dell’Università Alma Mater di Bologna detenuto da quasi 20 mesi

Zaki resta in carcere ma protesta: "Non ho fatto nulla"

2' di lettura

Ancora un rinvio. Il processo nei confronti di Patrick Zaki, lo studente e ricercatore egiziano dell’Università Alma Mater di Bologna detenuto da quasi 20 mesi, è stato aggiornato al 7 dicembre, quando si terrà una nuova udienza. Lo ha annunciato un poliziotto in aula nel tribunale di Mansura.Quella che si è svolta oggi, 28 settembre, presso il Tribunale per le emergenze e la sicurezza di al-Mansoura era la seconda udienza del processo a Zaki. Lo studente è accusato per gli articoli scritti per il sito libanese Daraj. Rischia 25 anni di carcere.

Legale Zaki, rinvio deciso per ottenere documenti

«Il rinvio del processo è stato deciso affinché la difesa possa ottenere copia ufficiale degli atti, fare le proprie memorie e rappresentare Patrick nel migliore dei modi con una forte memoria», ha spiegato la sua principale legale, Hoda Nasrallah. Finora «ci hanno presentato gli atti senza fornircene una copia o fotocopia ufficiale», ha aggiunto parlando davanti al Palazzo di Giustizia. «Abbiamo alcuni punti in mente ma per fare le memorie è necessario avere i documenti in mano in modo da poterli utilizzare in ogni punto, e finora questo non è stato possibile», ha aggiunto la legale.

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Fonti Eipr, rinvio processo Zaki per ottenere copia atti

Il processo è stato aggiornato al 7 dicembre per «permettere ai legali dello studente di ottenere una copia» degli atti e preparare la difesa. È quanto hanno reso noto fonti dell’Egyptian Initiative for Personal Rights (Eipr), l’ong con la quale Zaki collaborava in Egitto. Secondo le fonti, l’udienza si è svolta presso il Tribunale per le emergenze e la sicurezza di al-Mansoura ed è durata «solo un paio di minuti». Come hanno messo in evidenza gli attivisti che curano l’account Twitter “Patrick Libero”, si è tenuta «alla presenza di Zaki e dei rappresentanti delle ambasciate di Italia e Canada».

Amnesty Italia, rinvio lungo che sa di punizione

«Un rinvio abnormemente lungo che sa di punizione». Così Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International in Italia, sul nuovo rinvio del processo per Patrick George Zaki. «Il giudice - ha detto Noury - poteva sì accogliere come ha fatto la richiesta della difesa di un rinvio, ma poteva disporre un rinvio tra una, due settimane. Tra l’altro questa data della prossima udienza, il 7 dicembre, è amaramente simbolica perché segnerà il ventiduesimo mese di detenzione arbitraria e illegale di Patrick e quindi una sofferenza continua». «Abbiamo del tempo davanti - ha proseguito - per fare qualcosa di importante, di efficace nelle relazioni tra Italia ed Egitto. La richiesta che facciamo è che la diplomazia italiana utilizzi questo tempo nel migliore dei modi».

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