A Montecitorio

Zaki: sì all’unanimità della Camera alla mozione per la cittadinanza allo studente

Il governo dovrà «avviare tempestivamente mediante le competenti istituzioni le necessarie verifiche» per farlo diventare cittadino italiano

di Nicoletta Cottone

Patrick Zaki: un altro compleanno in carcere

3' di lettura

Dopo il via libera del Senato dello scorso aprile, anche la Camera ha approvato la mozione per chiedere il conferimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, lo studente dell’Università di Bologna arrestato il 7 febbraio 2020 all’aeroporto del Cairo mentre stava tornando a casa per un breve periodo di pausa prima di iniziare il suo secondo semestre di studi. A Montecitorio il via libera è arrivato con 358 voti favorevoli, 30 astenuti, e nessun contrario.

Il governo dovrà avviare le procedure per conferire la cittadinanza

Il governo dovrà «avviare tempestivamente mediante le competenti istituzioni le necessarie verifiche al fine di conferire a Patrick George Zaki la cittadinanza italiana». Lo prevede la mozione, approvata all’unanimità e con la sola astensione dei deputati di Fdi, dall’Aula della Camera, che nel testo approvato a Montecitorio impegna l’esecutivo anche a «continuare a monitorare, con la presenza in aula della rappresentanza diplomatica italiana al Cairo, lo svolgimento delle udienze processuali a carico di Zaki e le sue condizioni di detenzione».

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Iniziative per sostenere il rilascio di Zaki

In base al testo approvato, viene previsto per il governo l’impegno «a continuare a sostenere, nei rapporti bilaterali con l’Egitto e in tutti i consessi europei ed internazionali, l’immediato rilascio di Patrick Zaki e di tutti i prigionieri di coscienza: difensori dei diritti umani, giornalisti, avvocati e attivisti politici finiti in carcere solo per aver esercitato in modo pacifico i loro diritti fondamentali», e «a continuare ad adottare iniziative affinché le autorità egiziane rispettino i diritti alla libertà d’espressione, di associazione e di manifestazione pacifica e spezzino il circolo dell’impunità per le gravi violazioni dei diritti umani in corso nel Paese».

La sorella: «Non è stato ancora vaccinato»

«Sono sicura che non è stato vaccinato» contro il Covid: lo ha scritto all’Ansa Marise, la sorella di Patrick Zaki, senza voler aggiungere altro nel rispondere a domande su quali siano le condizioni attuali di detenzione del fratello.

Sassoli: «Da 17 mesi aspettiamo un gesto autorità Egitto»

«Speravamo in qualche gesto da parte delle autorità egiziane ma sono 17 mesi che aspettiamo inutilmente», ha sottolineato l presidente del Parlamento europeo David Sassoli che a Strasburgo ha ricevuto dalla community Station to Station le 270mila firme raccolte in tutta Europa per concedere la cittadinanza italiana a Patrick Zaki. Nella giornata odierna«“ci sentiamo di rilanciare la richiesta di cittadinanza italiana» per Patrick George Zaki, «perché per trascinamento diventerebbe un cittadino europeo e questo ha un valore non solo per la difesa della sua condizione così crudele, ma anche il valore di una testimonianza». Zaki, ha ricordato Sassoli, «è un giovane che ha pensato che un Egitto moderno potesse lavorare e collaborare con l’Europa e noi non possiamo dimenticarci o tradire questo messaggio».

Letta: «Il Governo faccia la sua parte su cittadinanza Zaki»

«Anche la Camera ha approvato la mozione perché sia data la cittadinanza a #PatrickZaki. Ora che il Parlamento nella sua completezza e si è pronunciato sta al Governo a fare la sua parte», ha scritto su Twitter il segretario Pd Enrico Letta.

Palazzotto: «Ora non ci sono più scuse»

«Anche la Camera ha fatto la sua parte: approvata all’unanimità la proposta di cittadinanza a Patrick Zaki e perché si sostenga nei rapporti con l’Egitto e in tutti i contesti internazionali, l’immediato rilascio di Zaki e di tutti i prigionieri di coscienza. Adesso non ci sono più scuse», ha scritto su Facebook il deputato di Leu Erasmo Palazzotto, presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulla morta di Giulio Regeni.

Patrick Zaki, a Bologna 50 ritratti per chiedere la liberazione

Ferro (Fdi): «Noi astenuti, mozione deleteria»

«Fratelli d’Italia si astiene sul conferimento della cittadinanza italiana a Patrick Zaki, ritenendo questa mozione controproducente, se non addirittura deleteria, ai fini della sua liberazione. Questa linea trova riscontro anche nelle posizioni del governo, laddove anche la viceministra Sereni ha espresso il timore che questa azione possa venire letta dall’Egitto come un atto di forza da parte del governo italiano, causando possibili effetti negativi sul rilascio di Zaki», ha dichiarato Wanda Ferro di Fdi, nel corso delle dichiarazioni di voto sulla mozione per il riconoscimento della cittadinanza a Patrick Zaki.

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