Sostenibilità innovativa

Zalando e la sfida anti sprechi: riparare è bello come comprare

Laura Coppen, responsabile della circolarità di Zalando, racconta le strategie della piattaforma per aumentare l’impegno e il convolgimento dei consumatori, dal design dei capi a servizi speciali e investimenti nelle fibre riciclate

di Giulia Crivelli

Un look dell’etichetta di Zalando

3' di lettura

Teutonica concretezza, pragmatico idealismo – forse più tipicamente femminile che maschile – e visione aziendale di medio-lungo periodo: sono i tre elementi che rendono il progetto e il percorso di Zalando verso la circolarità ambizioso, ma anche credibile e d'esempio per altre aziende.

La strategia per la sostenibilità dell’azienda tedesca, tra i leader in Europa nell’e-commerce di moda, ha un nome che è già un programma: do.MORE (fare di più). La circolarità è parte integrante della strategia e l’obiettivo appena dichiarato è prolungare la vita di almeno 50 milioni di articoli entro il 2023. «L’industria della moda opera in base a una sequenza lineare: produci-usa-smaltisci – spiega Laura Coppen, responsabile della circolarità di Zalando –. Noi stiamo muovendoci verso un sistema circolare riprogettando ogni fase del ciclo di vita del prodotto in maniera olistica, in modo che la sequenza possa diventare: disegna e produci-usa-riusa-chiudi il cerchio».

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Il servizio Solefresh, lavaggio e cura delle sneakers, a Berlino

Per i giovani la circolarità di un capo è fondamentale

Molte le iniziative necessarie per raggiungere l’obiettivo, sostiene Laura Coppen, che è un’esigenza sempre più sentita anche dai consumatori e in particolare dalla Gen X. «Secondo il nostro rapporto sul divario tra atteggiamento e comportamento, oltre il 60% dei consumatori ritiene importante che i capi di abbigliamento abbiano una seconda occasione, piuttosto che finire in discarica. Il nostro obiettivo è stimolare a cambiare i comportamenti, indirizzandoli verso prodotti ed esperienze circolari. Non abbiamo ancora tutte le risposte – sottolinea la manager di Zalando –. Circolarità e sostenibilità sono da vedere in una logica open source: ognuno può contribuire con idee e suggerimenti».

Per la prima fase, il design, Zalando collabora con la Fondazione Ellen MacArthur e la start-up berlinese Circular fashion per definire criteri circolari per tutto il settore e far acquisire maggiori competenze nel campo del design circolare ai team impegnati nelle etichette di proprietà di Zalando, come ZIGN, che ha appena presentato la capsule redeZIGN for circularity, 50 capi e accessori da donna e da uomo con un passaporto digitale. Con un codice Qr sull’etichetta, i clienti scoprono dove il prodotto è stato fabbricato, come prendersene cura e come scambiarlo su Zalando.

Un’app per favorire la riparazione e il successo del second hand

Per la fase dell’uso, l’11 ottobre è partita da Berlino un’importante sperimentazione: «In collaborazione con la start-up londinese e la relativa app Save Your Wardrobe – racconta Lisa Coppen – offriamo servizi di cura e riparazione di qualità per abbigliamento e calzature in atelier e sartorie berlinesi e il ritiro e la consegna dei capi riparati sono gestiti dalla nostra logistica». Poi c’è la fase successiva, il riuso: per consentire ai clienti di riutilizzare e rivendere i propri capi, Zalando ha lanciato nel settembre 2020 la possibilità di acquistare articoli di seconda mano di qualità pari a quelle dei nuovi. «L’offerta è ora disponibile su 13 mercati e dal lancio si è decuplicata, passando da 20mila capi a più di 200mila. Anche in questo caso – sottolinea Laura Coppen – i servizi e la logistica sono quelli tipici di Zalando: comodità dei metodi di pagamento, possibilità di reso e imballi plastic free». La chiusura del cerchio è il riciclo, strettamente legato alla prima fase, il design, perché a seconda di come è concepito un prodotto, sarà più o meno facile “disassemblarlo” e riciclarlo.

L’investimento nelle fibre riciclate

Per far crescere l’attuale 1% di prodotti tessili riciclati utilizzati in nuovi tessuti nel settore, Zalando punta sulle tecnologie di riciclo. «Abbiamo appena annunciato l’investimento nell’azienda di rigenerazione tessile Infinited Fiber Company, che sta mettendo a punto una fibra circolare di alta qualità derivata da scarti tessili per ridurre la dipendenza del mondo da materie prime vergini», conclude Laura Coppen.

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