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Zanetton (Tifosy): «I club in crisi pensino a finanziamenti alternativi»

Per Fausto Zanetton, Ceo di Tifosy (fondata con Gianluca Vialli), si valuta lo strumento più adatto tra equity e mini bond in base alla situazione finanziaria della società

di Marcello Frisone

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Per Fausto Zanetton, Ceo di Tifosy (fondata con Gianluca Vialli), si valuta lo strumento più adatto tra equity e mini bond in base alla situazione finanziaria della società


3' di lettura

«In questo periodo di crisi per il mondo dello sport, molte società potrebbero non sopravvivere. Pensare a soluzioni di finanziamento ad hoc è forse una via da esplorare». Così Fausto Zanetton, ex banchiere per gli investimenti in Morgan Stanley e Goldman Sachs, Ceo di Tifosy (fondata con Gianluca Vialli), la società che si occupa sia di investimento online (tramite equity e mini bond), sia di M&A e consulenza per la raccolta di capitali nello sport. L’anno scorso, infatti, sempre con Vialli e investitori stranieri, hanno trattato l’acquisto della Sampdoria, poi sfumato.

Per quali ragioni una società sportiva dovrebbe ricorrere all’emissione di azioni/mini bond e non al classico canale bancario?

A parte il fatto che la maggior parte dei club non ha accesso ai finanziamenti bancari o al mercato dei capitali, la principale ragione è probabilmente la flessibilità delle soluzioni e il modo con le quali possono essere adattate alle specifiche esigenze del club. Per esempio, i bond possono essere strutturati con clausole di rimborso anticipato che una banca in genere non permetterebbe. Questi bond sono poi pensati in modo da poter includere incentivi proprio per i tifosi, come i bonus basati sulle prestazioni, o gli interessi pagati in parte a credito da spendere al club. Un’offerta come questa può anche essere un modo per entrare in contatto con una base di tifosi e permettere loro di far parte del percorso del club, per contribuire al suo successo.

Tifosy offre soltanto la piattaforma di crowdfunding oppure si occupa anche della preparazione dei documenti informativi e del business plan da presentare a sostegno della campagna, oltre a tutte le attività di marketing per il lancio dell’ iniziativa?

Il nostro modello è “end-to-end”: ci occupiamo di tutto, dalla progettazione dell’offerta alla documentazione, dalla piattaforma online al marketing, fino a contattare i potenziali investitori. Gran parte del lavoro che svolgiamo richiede l’autorizzazione di un’autorità di regolamentazione finanziaria e non può essere intrapreso dalla società stessa. Per esempio, siamo tenuti ad approvare tutto il materiale promozionale e a garantire che siano indicati i gradi di rischio: le società non hanno le risorse o le competenze necessarie per mettere insieme e distribuire un’offerta in modo professionale.

Come è strutturata la vostra offerta? Prevedete una quota fissa e una variabile sul capitale effettivamente raccolto? A quanto ammontano i costi?

A causa della quantità di lavoro richiesto per la due diligence, per la strutturazione dell’offerta e per la stesura della documentazione, chiediamo ai clienti di pagare una upfront fee che però verrà sottratta dal compenso finale, che è variabile e basato sul successo dell’aumento. Ci piace essere pienamente allineati con i nostri clienti: tutti incentivati a raccogliere il capitale richiesto dal club.

Su quali basi selezionate i progetti di crowdfunding? Avete degli indicatori quantitativi (bilancio) e qualitativi di riferimento per la selezione delle società?

Siamo molto selettivi. Il nostro compito è quello di raccogliere capitali per i club, ma anche di proteggere gli investitori. Svolgiamo una due diligence legale e finanziaria completa su tutti i clienti e lavoriamo duramente affinché i rischi siano accettabili e le ricompense adeguate.

In base a quale criterio decidete se è meglio effettuare una emissione di mini bond o una di azioni? E quale soluzione tra le due consigliate per le società sportive?

Dipende in che situazione finanziaria si trova il club e degli obiettivi che vuole perseguire. Per progetti infrastrutturali come lo sviluppo di stadi o campi di allenamento, l’indebitamento ha spesso senso. Tuttavia, alcuni club non sono nella condizione di stipulare ulteriori debiti e di conseguenza l’emissione di capitale proprio potrebbe essere la scelta giusta; questo dà anche ai tifosi un maggiore senso di proprietà nel club, che può essere un obiettivo già importante di per sé.

Tra i progetti lanciati in Italia da Tifosy negli ultimi anni, hanno avuto tutti successo o qualcuno si è fermato?

Nei primi tempi alcuni dei nostri progetti di crowdfunding delle donazioni non hanno raggiunto i loro obiettivi e abbiamo imparato molto. Da quando siamo una società regolamentata e offriamo investimenti finanziari, tutti i nostri progetti in Italia e altrove hanno raggiunto i loro obiettivi.

Riproduzione riservata ©
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    Marcello FrisoneRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, francese

    Argomenti: Sport-Risparmio-Finanza-Norme-Tributi

    Premi: 31 marzo 2017 - Menzione d'eccellenza giornalista economico al premio Loy, banking and finance award

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