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Zangrillo a Radio24: «Non sono pentito. Ho detto la verità»

Il direttore della terapia intensiva torna sul dibattito innescato dalle sue dichiarazioni: «Sono molto più scienziato io di tanti che parlano»

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Il direttore della terapia intensiva torna sul dibattito innescato dalle sue dichiarazioni: «Sono molto più scienziato io di tanti che parlano»


2' di lettura

«Non sono assolutamente pentito, sono rinfrancato dalla forza della verità perché quello che ho detto non è che il virus è scomparso, come maliziosamente qualche testata ha messo nei titoli. Io sono certo che il virus sia ancora tra di noi, però ci sono tanti virus tra di noi. Io ho detto testualmente “il virus è clinicamente inesistente, scomparso”. Se uno omette il clinicamente per farmi del male, fa del male a sé stesso». Si è espresso in questi termini Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano, a Uno, nessuno, 100Milan su Radio24, tornando sulle dichiarazioni che hanno suscitato violente reazioni nella comunità scientifica e non solo.

«Sono più scienziato io di tanti che parlano»

«Io non invito i ragazzi a festeggiare nelle piazze senza mascherine abbracciandosi o baciandosi. Io invito alla prudenza e a osservare le norme di buonsenso che ci porteranno nel giro di un mese a dimenticarci del dramma che abbiamo vissuto. Quando dico queste cose le dico con un retropensiero molto doloroso a tutte le persone che non ce l’hanno fatta e ai loro congiunti», ha proseguito il medico. Infine, Zangrillo replica alle polemiche che si sono innescate con il comitato tecnico scientifico: «Una cosa che trovo fastidiosa di questo paese è che i clinici siano da una parte e gli scienziati dall’altra. Noi dobbiamo intenderci sulla qualifica di scienziato perché se andiamo a vedere i parametri io sono molto più scienziato di tanti autoproclamatosi scienziati, anche facenti parte del comitato tecnico. Perché in Italia e nel mondo per esser scienziati bisogna produrre scientificamente e la produzione scientifica ha dei parametri molto precisi: basta andare nei motori di ricerca e nelle librerie internazionali e vedere quello che ha prodotto scientificamente Zangrillo. E alla fine si vogliamo facciamo la classifica».

Richeldi: «Dichiarazioni a effetto da evitare»

Nel dibattito, alla trasmissione 24Mattino, è intervenuto anche Luca Richeldi, componente del Comitato tecnico scientifico della Protezione civile, ordinario di Malattie dell’Apparato Respiratorio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, presidente società italiana pneumologia. «Questa è una situazione talmente drammatica e nuova - ha dichiarato - che io credo che le dichiarazioni a effetto andrebbero evitate perché non sappiamo che effetti potrebbero avere. Quello che ha detto il professor Zangrillo è una cosa che è nei numeri e nei dati ormai da settimane, con questo “clinicamente non esiste più” ha fotografato una situazione che è nei fatti da molte settimane ed è quello che si voleva ottenere con le misure di distanziamento, così drastiche e prolungate, che abbiamo avuto. Ma questa frase, estrapolata dal contesto clinico e tecnico, può dire alla persona che non ha queste capacità di interpretazione, che il virus non esiste più, e questo è rischioso». Conclude Richeldi: «Trovandoci con un virus così nuovo e in una situazione così delicata andare a rischiare per una frase mi sembra una mancanza di cautela».

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