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Zegna stima una crescita dei ricavi dell’11% medio annuo nel triennio 2021-2013

Nello stesso periodo il risultato operativo, ante oneri finanziari e delle imposte (Ebit), dovrebbe salire del 25% medio annuo .

di Monica D’Ascenzo

3' di lettura

Il 2021 dovevrebbe registrare ancora un segno meno per i ricavi del gruppo Ermenegildo Zegna rispetto al 2019 pere covid, ma già dal 2022 le stime sono di crescita. I dati sono emersi dalla documentazione che la società ha fornito alla comunità finanziaria per la presentazione della quotazione a Wall Street attraverso la business combination con Investindustrial Acquisition Corp, una special purpose acquisition corporation (Spac) promossa da società di investimento affiliate ad Investindustrial VII.

Le prospettive del gruppo

La Ermenegildo Zegna Holding aveva chiuso il 2019, ultimo bilancio disponibile, con ricavi per 1,32 miliardi di euro, un risultato ante imposte di 73,363 milioni e un utile netto da 40,83 milioni. È proprio il 2019 il livello a cui conta di tornare la società a fine 2021. Sul futuro post Covid, infatti, Gildo Zegna, durante la conferenza stampa epr la presentazione della quotazione, è stato molto chiaro: «Pensiamo di tornare al fatturato 2019 nel 2021, visto l’andamento di questi mesi. Non escludiamo acquisizioni di eccellenze a monte della filiera, come quella di un’azienda di maglieria fatta in giugno in partnership con il gruppo Prada e neppure di marchi, come è accaduto con Thom Browne nel 2018. Ma la crescita – ha concluso – sarà soprattutto organica». Gli ha fatto eco Bonomi: «Zegna non diventerà un conglomerato di brand, ma continuerà a svilupparsi attraverso acquisizioni che siano coerenti con la storia e la strategia. Non ci saranno acquisizioni opportunistiche».

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Ermenegildo Zegna Group

Il gruppo di fatto dopo l’operazione avrà comunque nuova liquidità che potrà essere impiegata per continuare l’espansione per linee esterne. Al momento, comunque, secondo la presentazione alla comunità finanziaria, la Ermenegildo Zegna conta di chiudere l’esercizio 2021 con ricavi, realizzati per il 51% in Cina, pari a 1,207 miliardi (-8%), un margine operativo lordo (Ebitda) di 264 milioni e un risultato operativo, ante oneri finanziari e delle imposte (Ebit), di 111 milioni. Per il triennio 2021-2023 è prevista poi una crescita media annua dell’11% del fatturato, che passerà a 1,342 miliardi nel 2022 e a 1,476 miliardi nel 2023. Nel contempo la crescita media annua stimata per l’Ebit è del 25%: 142 milioni nel 2022 e 173 milioni nel 2023.

Ermenegildo Zegna Group

La scissione delle attività non core di Zegna

Il gruppo per presentarsi al meglio agli investitori ha razionalizzato le attività, separando quelle non core e conferendole a una società di nuova formazione. La Ermenegildo Zegna Holding, infatti, lo scorso 5 luglio, aveva tenuto un'assemblea straordinaria con all'ordine del giorno la scissione di alcune attività.

Nel documento in cui viene illustrato il progetto di scissione si legge: «Nel quadro di una serie di azioni finalizzate a rendere più efficiente la struttura del gruppo Zegna si procede alla realizzazione della prospettata operazione di scissione che ha quale obiettivo principale il rafforzamento della vocazione tessile di Ermenegildo Zegna Holding e l’apporto di partecipazioni riferite ad altre attività non caratteristiche in una nuova società, che si può focalizzerà nella gestione delle società partecipate consentendo in tal modo alla capogruppo di focalizzare le sue risorse sulla propria attività caratteristica di industria tessile. Dalla prospettata operazione ci si attende la razionalizzazione della gestione e amministrazione delle società partecipate con significativi benefici economici e una più semplice di mediata gestione delle attività sociali nel loro complesso».

Nel dettaglio alla nuova società EZFO, nata dall'operazione, sono andate la partecipazione del 100% in EZ Real Estate, la quota del 10% detenuta in Elah Dufour, la quota del 30% in Agnona, il finanziamento di 10 milioni alla società 61 West 23rd Street, opere d’arte per un milione e un debito relativo a diritti d’opzione su partecipazione in Elah Dufour per 1,8 milioni. La scissione, con ogni probabilità, è stata decisa per lasciare in Ermenegildo Zegna Holding solo le attività core in vista della quotazione a Wall Street.

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