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Zelensky al Congresso Usa: «I vostri soldi non sono beneficenza, ma un investimento»

Il Presidente ucraino porta ai parlamentari americani una bandiera firmata dai soldati al fronte. E chiede continuo sostegno per un 2023 “vittorioso”

di Marco Valsania

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3' di lettura

Forte e accorato. È stato l'appello lanciato da Volodymyr Zelensky, in prima persona, al Congresso americano. Parlando in inglese per dare ancora più peso alle sue parole, il leader dell'Ucraina ha invocato a chiare lettere il continuo e crescente sostegno degli Stati Uniti e degli alleati contro l'aggressione russa, sottolineando quanto sia cruciale.
“I vostri soldi non sono beneficenza, sono un investimento”, per difendere ovunque la democrazia, ha scandito Zelensky in una delle affermazioni di maggior effetto.

Aiuti per accelerare il successo

Con gli aiuti “potete accelerare il nostro successo”, ha continuato. “Abbiamo artiglieria? Sì, grazie. Ma è sufficiente? Non veramente”. Gli aiuti vengono ben spesi, ha aggiunto rivolto a parlamentari che tra i loro ranghi vedono serpeggiare resistenze a proseguire indefinitamente l’ingente sostegno a Kiev.

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I trumpiani si defilano

Non questa volta, però. Applausi e ovazioni sono stati scroscianti e dominanti nella sala del Congresso che ospitava le camere riunite durante i 25 minuti dell’intervento. Ad eccezione solo di alcuni repubblicani, esponenti di spicco della destra populista vicina a Donald Trump, rimasti in disparte o defilatisi del tutto da quello che i più hanno considerato come uno storico appuntamento a Capitol Hill. Sono rimasti seduti o con le mani in tasca anche mentre echeggiava la frase “l'Ucraina vive!”.

Biden, sostegno “per tutto il tempo necessario”

Il discorso di Zelensky è giunto al termine di un viaggio lampo a Washington che lo ha visto alla Casa Bianca a fianco di Joe Biden. Durante una conferenza stampa congiunta, Biden ha promesso di aiutare fino in fondo l'Ucraina, “per tutto il tempo necessario”, indicando nei fatti, come anche Zelensky, di non aspettarsi che il conflitto finisca presto. La visita del leader di Kiev, ha sottolineato, evidenzia “la necessità di essere uniti nel 2023 e il popolo americano è stato con l'Ucraina passo dopo passo e continuerà a esserlo”. I vertici militari di Washington sempre più ritengono che la guerra possa entrare in una fase di violento stallo, con avanzate difficili per ucraini e russi.

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Zelensky, una pace giusta non può compromettere l’Ucraina

Zelensky, a chi gli chiedeva quale possa essere una pace giusta in grado di porre fine alla guerra, ha risposto di non essere sicuro cosa sia. Ma che, questo è certo, non può compromettere la sovranità, libertà e integrità territoriale del suo Paese. L'Ucraina, ha detto, combatte per gli stessi valori sposati dagli Stati Uniti e per un “comune successo contro la tirannia”.

La bandiera dei soldati ucraini dispiegata a Capitol Hill

Casa Bianca e Congresso sono stati testimoni anche di gesti carichi di emozione e simbolismi. Zelensky, vestito con il consueto maglione verde chiaro omaggio alla dura lotta della popolazione, ha consegnato a Biden una medaglia al valore in arrivo dal fronte ucraino. Biden ha ringraziato, dicendo di non meritarla. Al Parlamento Zelensky ha portato con sé una bandiera nazionale firmata da soldati, immediatamente dispiegata in aula dal vicepresidente Kamala Harris e dallo Speaker della Camera Nancy Pelosi.

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“Felice anno nuovo vittorioso”

Da Washington Zelensky ha ricevuto intanto un nuovo pacchetto di 1,8 miliardi di dollari in nuove armi, tra cui una batteria di sofisticati sistemi missilistici Patriot. Una sola per ora ma con valenza anche politica oltre che militare, perché è il sistema difensivo mobile più d’avanguardia delle forze armate americane. È inoltre un anticipo su ulterori, significative forniture. È imminente l'approvazione parlamentare di quasi 45 miliardi in nuove forniture per l'anno prossimo diretti in gran parte a Kiev. Un anno, il 2023, che sarà “di svolta”, ha dichiarato il Presidente ucraino. Il quale ha poi concluso con un augurio di un “felice anno nuovo vittorioso”.


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