Europa

Ucraina, ultime notizie. Mosca usa missili ipersonici. Sindaco Mariupol: migliaia di deportati in Russia

Per il presidente ucraino se la guerra continuerà «le perdite della Russia saranno tali che il Paese impiegherà diverse generazioni per riprendersi». Intanto è allarme per il rincaro dei cereali. Secondo il Center for Global Development «40 milioni di persone rischiano di finire in situazione di povertà assoluta»

Zelensky: "Russi pensavano di venire in Ucraina come nel 2014. Ora sappiamo difenderci"
  • Media ucraini: morti e feriti in bombardamenti a Kharkiv

    I media ucraini riferiscono di bombardamenti su Kharkiv, con morti e feriti. Secondo l’Ukrainska Prava, che cita testimoni oculari, l’attacco avrebbe colpito alcuni edifici residenziali causando anche degli incendi. Secondo le informazioni del Centro medico di emergenza ci sarebbe anche un bambino tra le vittime.

    Una scuola di Kharkiv (ANSA)

  • Vuglegirsk, ripreso il trasporto gas alla centrale termoelettrica

    Gli specialisti dell’operatore del sistema di trasporto del gas hanno ripreso a rifornire la centrale termoelettrica di Vuglegirsk dopo i bombardamenti degli occupanti e hanno ripristinato la fornitura di elettricità a quasi 100.000 ucraini. Allo stesso tempo, come si legge nella chat telegram dell’Ukrainska Pravda, più di 273mila consumatori rimangono senza fornitura di gas. Più di 1.327 insediamenti e un totale di oltre 872.000 consumatori sono senza elettricità.

  • Sindaco di Mariupol: migliaia di cittadini deportati in Russia

    Migliaia di residenti di Mariupol sono stati portati in remote città della Russia, “deportati come fecero i nazisti durante la seconda guerra mondiale”. La denuncia è del sindaco della città martoriata dalla guerra Vadym Boichenko, che ha postato su Telegram un comunicato, riferisce Ukrinform. “Nell’ultima settimana, diverse migliaia di residenti di Mariupol sono stati portati in Russia. Gli occupanti hanno portato via illegalmente persone dal distretto di Livoberezhny e da un rifugio antiaereo nell’edificio di un club sportivo, dove più di mille persone, soprattutto donne e bambini, si nascondevano dai bombardamenti”, ha detto.
    Secondo una nota del Comune, i residenti catturati a Mariupol vengono prima portati nei campi di filtraggio, dove vengono controllati telefoni e documenti, e poi reindirizzati in città remote della Russia. “Quello che gli occupanti stanno facendo oggi è familiare alla generazione più anziana, che ha visto gli eventi orribili della seconda guerra mondiale, quando i nazisti hanno catturato con la forza le persone”, ha detto il sindaco di Mariupol Vadym Boichenko.

  • Mosca: nazionalisti ucraini tramano attacchi a diplomatici Usa

    “Un ufficiale del Servizio di sicurezza ucraino, che si è arreso alle truppe russe, ha rivelato che i militanti del battaglione Azov tramano attacchi terroristici a Leopoli contro missioni diplomatiche degli Stati Uniti e di altri paesi occidentali per spingere la Nato a dichiarare una no-fly zone sull’Ucraina e a fornire più armi”. Lo ha detto il portavoce del ministero della Difesa russo Igor Konashenkov, citato dalla Tass. Konashenkov ha fatto inoltre sapere che “oggi l’aviazione russa ha colpito 59 infrastrutture militari in Ucraina” e “le truppe hanno superato il fiume Kashlagach e fatto breccia nelle difese nemiche, avanzando di cinque chilometri”.

  • Cina: sanzioni contro la Russia sempre più scandalose

    Le sanzioni contro la Russia “stanno diventando sempre più scandalose”. La Cina, attraverso il vice ministro degli Esteri Le Yucheng, torna a criticare le sanzioni contro Mosca, dopo che già ieri il presidente cinese Xi Jinping le aveva condannate nella videoconferenza con il presidente americano Joe Biden. Secondo Li, i cittadini russi vengono privati dei loro beni all’estero “senza alcuna ragione”. “La storia ha dimostrato più volte che le sanzioni non possono risolvere i problemi”, ha continuato il vice ministro, ricordando che “colpiscono solo la gente comune, hanno un impatto sul sistema economico e finanziario e danneggiano l’economia globale”.

  • Kiev: respinti dieci attacchi sul fronte di Donetsk e Lugansk

    Le forze armate ucraine hanno respinto dieci attacchi russi sulla linea di contatto con le autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk. Lo rende noto Serhii Haidai, governatore dell’amministrazione militare di Lugansk, specificando che le forze ucraine hanno ucciso 100 soldati e distrutto dieci veicoli corazzati da combattimento, due veicoli trasporto truppe cingolato, otto carri armati, veicoli di trasporto truppe e dieci autoveicoli da trasporto.

  • Kiev: evacuati 190mila civili dalle zone del conflitto

    Dall’inizio dell’invasione l’Ucraina, attraverso corridoi umanitari, ha evacuato 190.000 civili dalle zone del conflitto. Lo ha detto in un’intervista la vice premier, Iryna Vereshchuk, secondo cui, al contrario dei corridoi nelle regioni di Kiev e Lugansk, quello pianificato per la città (assediata) di Mariupol è solo parzialmente operativo, perché le truppe russe non consentono il passaggio degli autobus.

  • Kiev, ministero delle Finanze: l’invasione ha bloccato il 30% dell’economia ucraina

    L’invasione russa ha portato allo stop del 30% dell’economia ucraina, ha affermato il ministro delle finanze Serhiy Marchenko in un’intervista televisiva. “Le entrate fiscali non ci consentono di coprire i nostri bisogni, quindi il principale flusso di entrate rimane quello del prestito”, ha affermato Marchenko.

  • Unhcr: oltre 3,3 milioni di profughi dall’inizio dell’invasione russa

    Oltre 3,3 milioni di persone sono fuggite dall’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa. È quanto riferisce l’Unhcr, l’Agenzia Onu per i rifugiati, nell’ultimo aggiornamento. Il totale dei rifugiati si è distribuito in gran parte nei Paesi confinanti all’Ucraina, secondo i dati forniti dai relativi governi: in particolare 2.010.693 in Polonia, 518.269 in Romania, 359.056 in Moldova, 299.273 in Ungheria, 240.009 in Slovacchia.
    Secondo il Global Protection Cluster, si stima che quasi 6,5 milioni di persone siano sfollate all’interno dell'Ucraina. E che oltre 12 milioni di persone siano bloccate nelle aree colpite. “Più di 200mila persone sono senza accesso all’acqua in diverse località dell’oblast di Donetsk” - afferma l’Agenzia delle Nazioni Unite - mentre nella regione di Lugansk ci sono “quasi 100mila famiglie senza elettricità”. In questa regione, le autorità locali stanno evacuando circa 500 persone al giorno (dal 24 febbraio al 18 marzo sono state circa 11mila le persone evacuate).

    Profughi in attesa di salire sugli autobus, fuori dalla stazione polacca di Przemysl (AFP/Wojtek Radwanski)

  • Gli Usa confermano: la Russia ha lanciato missili ipersonici

    Fonti dell’amministrazione americana confermano che i russi hanno usato missili ipersonici in Ucraina, nel primo impiego di quest’arma in un conflitto. Gli Stati Uniti hanno tracciato il lancio in tempo reale, hanno detto le fonti, citate alla Cnn. Lo scopo di questa azione da parte di Mosca, sottolineano, era “testare le armi e lanciare un messaggio all’Occidente sulle capacità della Russia”. Il ministero russo della Difesa ha infatti annunciato di aver lanciato ieri missili ipersonici contro un deposito di armi nel villaggio di Delyatin, in Ucraina occidentale.

    Un militare russo esamina un missile ipersonico agganciato a un jet, prima di un volo di esercitazione (EPA/Ufficio stampa del ministero della Difesa russo)

  • Zelensky in video a Berna: nei conti svizzeri i soldi degli oligarchi

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in collegamento video con Berna, dove si stava svolgendo una manifestazione contro la guerra, ha attaccato il sistema bancario svizzero. “Nelle vostre banche - ha detto - si trovano i soldi delle persone che hanno scatenato questa guerra. Questo è doloroso. Aver congelato i loro conti significa lottare contro il male”. Zelensky, secondo quanto riporta il Guardian, ha aggiunto che gli ucraini sanno che le loro città vengono distrutte “per ordine di persone che vivono in Europa, in bellissime città svizzere, che godono di proprietà nelle vostre città. Sarebbe davvero bello privarli di questo privilegio”. La Svizzera, che non è membro dell’Ue, ha pienamente adottato le sanzioni europee contro individui ed entità russe, compresi gli ordini di congelare la loro ricchezza nelle banche svizzere.
    Secondo l’emittente pubblica svizzera Srf, il presidente ucraino ha criticato la multinazionale svizzera Nestlé, che ha deciso per ora di non ritirarsi dalla Russia, al contrario di molte altre società internazionali.

    Manifesti contro la multinazionale svizzera Nestlé, durante le proteste anti-russe a Berna (AFP/Fabrice Coffrini)

  • Usa: pronti a inviare truppe Nato di supporto in Bulgaria

    Gli Stati Uniti invieranno un contingente militare in Bulgaria per rafforzare il fianco orientale della Nato, di fronte alla crisi provocata dall’invasione russa dell’Ucraina. Lo ha annunciato il primo ministro bulgaro Kiril Petkov, dopo aver ricevuto a Sofia il ministro americano della Difesa Lloyd Austin. Il contingente Stryker dell’esercito americano farà parte del battle group della Nato nel paese balcanico. Petkov ha intanto ribadito che non vi sarà nessun invio di armi dal suo paese verso l’Ucraina. “Non abbiamo parlato in alcun modo di sostegno militare all’Ucraina”, ha dichiarato, riferendosi ai colloqui con Austin. Paese affacciato sul mar Nero, la Bulgaria non confina direttamente con l’Ucraina.

  • Kherson, 14 camion con aiuti umanitari e cibo bloccati dai russi all’ingresso della città

    Quattordici camion con aiuti umanitari e cibo, partiti da Apostolovo, nella regione di Dnipropetrovsk, per raggiungere Kherson, sono stati bloccati dai militari russi e costretti a cambiare direzione e muovere verso la regione di Dnipropetrovsk. Lo rendono noto le forze armate ucraine in una chat telegram, spiegando come all’interno dei mezzi ci fossero prodotti per l’igiene di bambini e adulti, conserve, carne, semilavorati, pappe e soprattutto molti medicinali, in particolare insulina, necessari a tanti residenti di Kherson.

  • Dati Onu: in Ucraina 847 civili uccisi e 1.399 feriti

    Sono 897 i civili rimasti uccisi e 1.399 quelli feriti dall’inizio “dell’attacco armato della Federazione russa contro l’Ucraina”. È questo l’ultimo bilancio delle vittime accertate del conflitto, diffuso dall’Alto commissariato per i diritti umani. Il bollettino comprende solo i casi documentati dall’Onu. Lo stesso Alto Commissariato sottolinea come il dato reale sia “considerevolmente più alto” ma difficile da verificare a causa del conflitto. I morti sono 155 uomini, 119 donne, 21 bambini maschi e sette bambine. A loro si aggiungono 509 adulti e 36 bambini non identificati. I feriti sono 142 uomini, 107 donne, 18 bambine e nove bambini maschi. Rimangono da identificare 51 bambini e 1.072 adulti feriti. Per quanto riguarda i luoghi, 607 morti e 671 feriti sono nella zona controllata dagli ucraini, 187 morti e 547 feriti nelle aree disputate del Donbass e 53 morti e 181 feriti nelle due repubbliche separatiste di Donetsk e Luhansk.

  • La Bulgaria vuole rescindere il contratto con Gazprom entro il 2022

    La Bulgaria intende rescindere il contratto con Gazprom entro la fine del 2022 a causa della guerra in Ucraina. Lo riporta l’agenzia di notizie Unian. Secondo il vice primo ministro bulgaro Asen Vassilev, la Bulgaria sarebbe già alla ricerca di altri fornitori di gas, e ha intrattenuto colloqui con Grecia e Turchia, oltre a voler aumentare gli acquisti in Azerbaijan.

  • Autorità ucraine: 10 civili uccisi a Kiev e Lugansk in due giorni

    Dieci civili, tra cui due bambini, sono rimasti uccisi nei bombardamenti russi a Kiev e nella regione di Luhansk negli ultimi due giorni. Lo hanno reso noto le autorità ucraine, secondo cui sette persone sono morte e cinque ferite in un attacco di mortaio ieri a Makariv, nella regione di Kiev. Una donna e due bambini sono invece stati trovati morti oggi sotto le macerie di una casa distrutta da un bombardamento nella città di Rubizhne, nella regione di Luhansk. Un terzo bambino recuperato da sotto le macerie non sarebbe in gravi condizioni.

  • Kiev: avanzata russa ferma in tutto il Paese

    “Durante la giornata non ci sono stati cambiamenti significativi nella situazione operativa, il nemico è stato fermato in quasi tutte le direzioni in cui stava avanzando”. Lo riporta l’agenzia Unian citando un briefing del portavoce del ministero della Difesa dell’Ucraina Oleksandr Motuzyanyk. “Non ci sono stati cambiamenti significativi nella situazione operativa durante il giorno. Il nemico è stato fermato in quasi tutte le direzioni in cui stava avanzando”, ha ribadito.

    Militari ucraini di guardia a un checkpoint nella città di Kiev (EPA/Atef Safadi)

  • Medvedev: «le sanzioni non faranno crollare la Russia»

    L’economia russa non crollerà a causa delle sanzioni. Ad affermarlo è Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, come riferisce l’agenzia Tass. “In molti modi, le sanzioni imposte in precedenza ci hanno solo avvantaggiato, costringendoci a sviluppare attivamente la sostituzione delle importazioni in tutti i settori, compresi quelli ad alta intensità scientifica, per sviluppare nuove tecnologie, prodotti e medicinali”, ha scritto Medvedev su Telegram. Aggiungendo che: “la Russia ha molti partner affidabili non solo nello spazio post-sovietico, ma anche in Cina, sud-est asiatico e paesi africani. Questo è un mercato enorme e promettente, che non è lacerato da contraddizioni come in Europa”.

  • Zelensky: «se la Russia non viene fermata, altri aggressori inizieranno guerre»

    “Se la Russia non viene fermata ora, se la Russia non viene punita ora, altri aggressori nel mondo inizieranno altre guerre”. Lo scrive in un post il premier dell’Ucraina Volodymyr Zelensky. Nuove guerre rischiano di iniziare “in diverse regioni del mondo. In diversi continenti. Ovunque uno Stato sogni di conquistare i suoi vicini”, aggiunge, pubblicando una serie di foto della distruzione di case e palazzi dopo gli attacchi dei miliziani.

  • Consigliere di Zelensky: «La Cina può essere elemento importante se sostiene la coalizione dei paesi civili»

    “La Cina può essere l’elemento importante del sistema di sicurezza globale se prende la decisione giusta sostenendo la coalizione dei paesi civili e se condanna le barbarie russe. È una chance per sedere al tavolo come pari: l’Occidente “deve spiegare a Pechino come 1,6 trilioni di dollari differiscano da 150 miliardi di dollari”. Lo afferma, in un post sul suo canale Telegram, Mykhailo Podolyak, capo negoziatore dell’Ucraina e consigliere del presidente Zelensky.

  • Mosca: le mine ucraine nei porti rischiano di finire nel Mediterraneo

    Il Servizio federale per la sicurezza russo (Fsb) ha affermato che le mine posizionate dalla marina ucraina nei porti del Mar Nero potrebbero andare alla deriva verso lo stretto del Bosforo e il Mediterraneo. Lo riporta la Tass. L’eventualità, secondo il documento dei servizi russi, è dovuta al fatto che alcuni dei cavi di ormeggio che legano le mine alle ancore sono già stati danneggiati e tranciati, per cui gli ordigni potrebbero essere trascinati dalla corrente. In particolare l’Fsb segnala 420 mine - anche di fattura non modernissima, risalenti alla prima metà del Ventesimo secolo - piazzate fra Odessa, Ochakiv, Chermorsk e Yuzhne. “Guidati da venti e correnti, le mine stanno già andando liberamente alla deriva nella parte occidentale del Mar Nero”, specifica il documento.

  • Lugansk, uccisi una donna e due bambini nella città di Rubizhne

    Due bambini e una donna sono stati ritrovati morti sotto le macerie a seguito dei bombardamenti nella città di Rubizhne nella regione di Lugansk. Lo riferisce l’esercito ucraino su Telegram, come riporta l’agenzia di stampa ucraina Ukrinform. “Due bambini senza segni di vita sono stati portati fuori dalle macerie. Le cure mediche hanno dichiarato la morte di bambini. I soccorritori hanno continuato a smantellare i detriti e hanno trovato un’altra donna e un bambino. Attualmente, gli operatori sanitari hanno dichiarato la morte della donna. La bambina è stata salvata, le sue condizioni sono stabili e soddisfacenti”.

  • Kiev, ministero della Difesa: «dalla Russia 1.403 raid aerei sull’Ucraina»

    Dall’inizio delle ostilità le forse russe hanno condotto 1.403 raid aerei sull’Ucraina. Lo sostiene il ministero della Difesa ucraino. Dall’inizio delle ostilità, rileva Ukrainska Pravda citando il ministero della Difesa, sono stati effettuati 291 attacchi missilistici e sono stati utilizzati 459 missili terrestri, marittimi e aerei.

    Edifici danneggiati dai bombardamenti a Kiev (EPA/Atef Safadi)

  • Kiev, da inizio invasione uccisi 14.400 russi e abbattuti 95 aerei e 115 elicotteri

    Dall’inizio dell’invasione russa l’Ucraina ha ucciso finora 14.400 soldati russi e ha abbattuto 95 aerei e 115 elicotteri. Lo sostengono in una nota le forze armate ucraine. Inoltre, rilevano, sono stati distrutti 466 carri armati, 1.470 veicoli corazzati, 231 pezzi di artiglieria, 44 batterie antiaeree, 914 veicoli, 60 cisterne di carburante, 17 droni (Uav) e tre imbarcazioni.

    Tank russi distrutti nella regione di Kiev (ANSA/foto tratta dal profilo twitter @ArmedForcesUkr)

  • Di Maio: «l’Ue deve fissare un tetto ai prezzi del gas»

    “Come Italia stiamo chiedendo all’Ue di intervenire per fissare il tetto massimo ai prezzi del gas, mitigare i costi dell’energia e creare un fondo compensativo per gli Stati membri”. Lo scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Facebook, ricordando che “come governo ieri in Cdm abbiamo adottato le prime misure concrete per abbassare i costi della benzina”. “Intanto - aggiunge il ministro - stiamo portando avanti il nostro Piano per diversificare le fonti di approvvigionamento e salvaguardare la nostra sicurezza energetica. Avanti uniti, al fianco di cittadini e imprese italiane”.
    “Anche in Mozambico - ha affermato DI Maio - abbiamo raggiunto l’accordo per rafforzare la partnership energetica tra i nostri Paesi. Le massime autorità locali mi hanno confermato la loro disponibilità. Così come già fatto con Algeria, Qatar, Congo e Angola, continuiamo a consolidare rapporti sull’energia, in modo da renderci autonomi dal gas russo e tutelare famiglie e imprese italiane”.

  • Lavrov: «nessun motivo per ridiscutere l’accordo Opec+ sul petrolio»

    “Non c’è nessuno motivo per rimettere in discussione l’Opec+”, che è formato dall'Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (Opec) e dai suoi partner guidati dalla Russia: “al momento nessuno ha questo interesse”. Ad affermarlo è il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov secondo quanto riferisce l’agenzia russa Tass. “Abbiamo osservato che gli americani si stanno impegnando in quel senso in Arabia Saudita, negli Emirati, in Qatar sia sul petrolio che sul gas. E tutti i paesi che ho menzionato, così come il Venezuela e l’Iran, dicono chiaramente che quando consideriamo le questioni relative all’emergere di nuovi partecipanti sul mercato petrolifero, siamo tutti impegnati nel formato Opec +, in cui le quote per ciascun partecipante sono discusse e concordate sulla base del consenso. E non vedo ancora alcun motivo per credere che questo meccanismo sarà in qualche modo distrutto. Nessuno è interessato a questo”, sottolinea Lavrov.

  • Kiev, arrestati 127 sabotatori filo-russi nella capitale

    L’Ucraina ha arrestato 127 sabotatori filo-russi a Kiev dall’inizio della guerra. Lo ha riferito all’agenzia Unian il capo dell’amministrazione militare della città Mykola Zhyrnov. L’installazione di posti di blocco intorno alla capitale è stata fondamentale per localizzare e detenere i sabotatori, ha affermato Zhyrnov.

  • Farnesina respinge con fermezza minacce russe su sanzioni

    La Farnesina “respinge con fermezza le dichiarazioni minacciose del Direttore del Dipartimento europeo del Ministero degli Esteri russo Alexei Paramonov, secondo cui eventuali nuove sanzioni” alla Russia “comporterebbero conseguenze irreversibili per l’Italia e invita il Ministero degli Esteri” russo ad “agire per la cessazione immediata dell’illegale e brutale aggressione” nei confronti dell’Ucraina, “che la Farnesina condanna fortemente”. L’Italia coi partner europei ed internazionali - sottolinea una nota - continuerà a esercitare ogni pressione affinché la Russia torni nel quadro della legalità internazionale.

  • Croce Rossa a Leopoli per evacuazione di 60 persone

    “Dopo un lungo viaggio, siamo arrivati a Leopoli, in #Ucraina, per l’evacuazione di oltre 60 persone fragili tra cui bambini, anziani e diversamente abili in fuga dall’emergenza che porteremo in Italia”. Così la Croce Rossa Italiana ha annunciato stamattina via social l’arrivo della missione umanitaria partita venerdì all’alba da Roma per l’evacuazione di civili. Oggi sono in corso le prime operazioni e domani è prevista la partenza.

  • Suonano ancora sirene a Leopoli, seconda volta in poche ore

    Nuovo allarme anti-aereo a Leopoli, il secondo nel giro di poche ore. Le sirene hanno suonato alle 14.15 circa, ora locale e in città è di nuovo scattata la corsa al rifugio più vicino.

  • Lavrov, pressing Usa su Kiev per non accettare richieste russe

    Washington sta esercitando pressioni sulla delegazione di Kiev impegnata nei colloqui con Mosca sulla crisi ucraina. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov, secondo quanto riporta l’agenzia Tass. “Zelensky ha suggerito di tenere dei colloqui e il nostro presidente ha accettato, tuttavia c’è la sensazione costante che qualcuno - molto probabilmente gli Stati Uniti - stia tenendo la mano della delegazione ucraina, impedendole di accettare le richieste che consideriamo minime”, ha sottolineato Lavrov, aggiungendo che comunque “il processo negoziale continua”. Finora ci sono stati tre round di colloqui tra le delegazioni russa e ucraina e le parti.

  • Onu, oltre 3,3 milioni di rifugiati da inizio guerra

    “Più di 3,3 milioni di rifugiati sono fuggiti dall’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa”, hanno riferito oggi le Nazioni Unite mentre si stima che gli sfollati all’interno del paese siano quasi 6,5 milioni. L’Unhcr, l’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha affermato che 3.328.692 ucraini sono partiti dall’inizio della guerra il 24 febbraio, con altri 58.030 che si sono uniti all’esodo dall’ultimo aggiornamento di venerdì. “Le persone continuano a fuggire perché hanno paura delle bombe, degli attacchi aerei e della distruzione indiscriminata”, ha affermato il capo dell’Unhcr Filippo Grandi. “Gli aiuti sono vitali ma non possono fermare la paura. Solo fermare la guerra può farlo”. Circa il 90 per cento di coloro che sono fuggiti sono donne e bambini. Gli uomini ucraini di età compresa tra i 18 ei 60 anni possono beneficiare della convocazione militare e non possono andarsene. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) delle Nazioni Unite ha anche detto che a partire da mercoledì scorso 162.000 cittadini di paesi terzi sono fuggiti dall’Ucraina. Altri milioni sono fuggiti dalle loro case ma rimangono all’interno dei confini dell’Ucraina. L’Oim stima che circa 6,48 milioni di persone siano sfollate all’interno dell’Ucraina. Prima del conflitto l’Ucraina aveva una popolazione di 37 milioni di abitanti nelle regioni sotto il controllo del governo, esclusa la Crimea annessa alla Russia e le regioni separatiste filo-russe a est.

  • Funzionari Usa, Mosca ha un arsenale di armi chimiche

    La Russia possiede da anni un arsenale di armi chimiche che continua a produrre e conservare a dispetto dei trattati internazionali e nonostante anni di promesse e dichiarazioni che lo avrebbe smantellato. Lo rivelano alti funzionari Usa e della Nato al Washington Post. In particolare le fonti parlano di laboratori militari che hanno continuato a funzionare e a produrre agenti nervini come il Novichok o il Sarin, nonostante l’adesione della Russia alla Convenzione sulle armi chimiche del 1993 Secondo i funzionari americani, come dimostrato dal caso Skripal, l’ex spia russa avvelenata in Gran Bretagna con il Novichok, il Cremlino considera le armi chimiche uno strumento “legittimo ed efficace” per raggiungere diversi obiettivi “dall’eliminazione degli oppositori politici alla sottomissioni di nemici armati”. Da giorni l’amministrazione Biden ha avvertito del rischio che la Russia possa usare armi chimiche in Ucraina.

  • Johnson, Putin ha commesso un «catastrofico errore»

    Invadendo l’Ucraina il presidente russo Vladimir Putin ha commesso un “errore catastrofico”. Ne è convinto il primo ministro britannico Boris Johnson che in questi termini si è espresso al congresso del Partito Conservatore in corso a Blackpool. “Con l’eroica resistenza dell’Ucraina che continua giorno dopo giorno, è chiaro che Putin ha commesso un errore catastrofico. C’è da chiedersi perchè l’ha fatto, perchè ha invaso questo Paese del tutto innocente - ha detto Johnson stando alla Press Association - Non credeva davvero che l’Ucraina sarebbe entrata nella Nato da qui a breve. Io credo che fosse spaventato dall’Ucraina, perchè in Ucraina c’è una stampa libera, perchè in Ucraina ci sono elezioni libere”.

  • Media Kiev: «Acciaieria Mariupol distrutta dopo battaglia»

    Secondo Kiev, la battaglia per il controllo dell’enorme impianto siderurgico di Mariupol, vicino al Mare d’Azov, ha portato alla totale distruzione della fabbrica. La notizia è stata ripresa da alcuni media, fra cui il Kyiv Post, che spiega che le Forze armate ucraine non sono state in grado di intervenire per proteggere la città portuale e la sua grande fabbrica. L’impianto, la Azov Steel, era il più grande d’Europa.

  • Kiev: Putin trasferisce nuove truppe in Bielorussia

    Il presidente russo Vladimir Putin sta trasferendo nuove truppe dall’est verso la Bielorussa. Lo riferisce lo Stato maggiore ucraino secondo quanto riporta “The Kyiv Independent”. Le truppe vengono spostate da Vladivostok e Petropavlovsk-Kamchatsky per compensare le vittime in Ucraina, sostiene lo Stato maggiore.

  • Italiano a Mariupol: «Guerriglia urbana, si combatte casa per casa»

    A Mariupol «si combatte strada per strada, casa per casa». Ci sono “sabotatori ovunque’’ e “nessun luogo è sicuro’’. Lo dichiara ad Adnkronos Vittorio Rangeloni, trentenne originario di Lecco e che da sette anni vive a Donetsk. Ieri è riuscito a entrare a Mariupol insieme alle milizie popolari del Donbass e ha visto che ’’sono in corso operazioni chirurgiche che porteranno al pieno controllo della città’’ da parte delle forze russe. Ma “i militari ucraini si stanno nascondendo negli scantinati insieme alla popolazione civile’’ e “le persone con cui ho parlato mi hanno detto di sentirsi in ostaggio’’.

    Rangeloni sostiene inoltre che “se l’obiettivo è il controllo della città da parte della Russia, non avrebbe senso raderla al suolo. Perderebbe valore’’. Quello che è certo è che “nessun luogo è sicuro. I militari si spostano da una palazzina all’altra’’ per cui “tutte potrebbero essere potenzialmente pericolose”.

    Un tank russo a Mariupol (REUTERS/Alexander Ermochenko)

  • Polonia, superati i 2 milioni di profughi dal confine

    Il numero di profughi che hanno lasciato l’Ucraina e hanno oltrepassato il confine con la Polonia ha superato i due milioni. Lo rivela l’ambasciata italiana a Varsavia specificando che a ieri il numero esatto di persone entrate nel Paese è 2.041. 391. Dall’inizio della guerra sono giunti in Polonia cittadini di oltre 180 Paesi, tra cui molti extraeuropei come Uzbekistan (7.066 persone), India (5.959), Vietnam (2.909), Usa (2.856) , Nigeria (2.690), Afghanistan (1.840) e Siria (1.341). Attualmente in Polonia ci sono 38 punti di accoglienza in cui i rifugiati possono ricevere informazioni, pasti caldi, assistenza medica e alloggio.

    Profughi ucraini in attesa dei bus per Medyka al confine con la Polonia (Photo by Wojtek RADWANSKI / AFP)

  • In Italia 55.711 profughi, altri 2000 in 24 ore

    Sono 55.711 i profughi entrati in Italia dall’inizio del conflitto fino a oggi: 28.537 donne, 4.776 uomini, 22.398 minori. Ieri erano 53.699: nelle ultime 24 ore sono arrivati 2012 profughi.

  • Oggi definiti 9 corridoi umanitari, anche Mariupol

    Sono 9 anche oggi i corridoi umanitari concordati. Lo ha affermato durante il briefing Iryna Vereshchuk, vice primo ministro e ministro per la reintegrazione dei territori temporaneamente occupati dell’Ucraina, come riportato dall’agenzia ucraina Unian. Ecco i corridoi stabiliti: - regione di Donetsk: da Mariupol a Zaporozhye con sminamento obbligatorio lungo l’intero percorso. Gli autobus raccoglieranno le persone che verranno selezionate a piedi e alcuni residenti potranno partire con auto private. - regione di Kiev: dal villaggio di Bervytsia alla città di Brovary. Dalla città di Bucha al villaggio di Belogorodka. Dal villaggio di Bogdanovka a Brovary. Da Borodyanka a Bila Tserkva. - regione di Luhansk: si prevede di consegnare beni umanitari con cibo e medicine a Lysychansk, Popasna e Severodonetsk. - regione di Cherson con invio di merci umanitarie al Kherson temporaneamente occupato.

    Gente in fuga da Mariupol (REUTERS/Stringer NO RESALE. NO ARCHIVE)

  • Lavrov: cooperazione Cina-Russia si rafforzerà

    La cooperazione tra Russia e Cina diventerà più forte. A dirlo è il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, citato dall’agenzia di stampa Interfax. «La nostra cooperazione si rafforzerà – ha detto Lavrov –, perché in un momento in cui l’Occidente sta minando clamorosamente tutte le basi del sistema internazionale, ovviamente noi - come due grandi potenze - dobbiamo pensare a come andare avanti in questo mondo». La condotta occidentale conferma che questi paesi non sono affidabili come partner economici. Ha proseguito il ministro russo degli Esteri. «La Russia rimane aperta alla cooperazione con l’Occidente, - ha aggiunto - ma non intende intraprendere tali iniziative da sola». Lavrov ha anche fatto riferimento all’organizzazione Opec+, dicendo che non crede esistano ragioni per smantellarla.

  • Polonia a Ue,imporre bando totale a commercio con Mosca

    La Polonia chiede all’Unione Europea di attuare un divieto totale al commercio con la Russia. Varsavia - sostiene il premier polacco Mateus Morawiecki in un’intervista ripresa alla Reuters dal Guardian - propone di aggiungere al più presto all’attuale pacchetto di sanzioni un blocco commerciale completo al commercio russo che “costringerebbe Mosca a considerare che sarebbe meglio fermare questa guerra crudele”. La richiesta della Polonia affinché Mosca affronti ripercussioni economiche più dure per la sua invasione dell’Ucraina arriva dopo che gli Stati membri dell’Ue hanno concordato questa settimana un quarto pacchetto di sanzioni contro la Russia. I dettagli non sono stati divulgati, ma la presidenza francese ha affermato che lo status commerciale della “nazione più favorita” della Russia sarebbe stato revocato.

  • Da Bulgaria aiuti umanitari, non militari

    La Bulgaria non invierà aiuti militari all’Ucraina, ma continuerà a fornire a Kiev appoggio e aiuto umanitario. Lo ha detto il premier Kirill Petkov al termine di un colloquio con il segretario alla difesa Usa Lloyd Austin a Sofia. “Considerando che siamo così vicini alla zona del conflitto, devo dire che non possiamo inviare aiuti militari all’Ucraina. Non sarà possibile”, ha detto Petkov, citato dai media regionali.

  • Uk, ministra degli Esteri Truss: negoziati cortina fumogena di Putin

    La ministra degli Esteri britannica Liz Truss ha accusato il presidente russo Vladimir Putin di utilizzare i colloqui con l’Ucraina come una «cortina fumogena» mentre aumenta l’aggressione contro il Paese. Truss ha detto al quotidiano Times of London di essere «molto scettica» sulla serietà della Russia nei colloqui, e ha accusato le forze russe di cercare di creare spazio per riorganizzarsi e sbloccare la loro campagna in stallo. «Non vediamo alcun ritiro serio delle truppe russe o proposte serie sul tavolo», ha aggiunto Truss sottolineando che la Russia ricorrerà a «violenze sempre peggiori» mentre la sua campagna militare vacilla.

    Ucraina, ventiquattresimo giorno di guerra

    Ucraina, ventiquattresimo giorno di guerra

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  • Ice: la guerra mette a rischio la catena delle forniture

    «Quello che sta emergendo con forza è una dipendenza molto forte di approvvigionamenti dai due Paesi, dalla Russia e anche dall’Ucraina, su temi molto importanti che vanno dai metalli ferrosi e non ai fertilizzanti, al grano». Una dipendenza che mette «a rischio la catena degli approvvigionamenti del nostro Paese e non è facile andare su altri Paesi a recuperare queste forniture», ma «lavoreremo molto sui mercati internazionali per andare a scovare dove andare a recuperare altri approvvigionamenti». È quanto ha affermato il direttore generale dell’Agenzia Ice, Roberto Luongo, a margine di un’evento ad Expo 2020 Dubai

  • Roscosmos: Usa valutano di disconnettere la Russia dal sistema Gps

    Roscosmos, l’agenzia spaziale russa, ha affermato che «gli Stati Uniti starebbero valutando la possibilità di disconnettere la Russia dal sistema gps», nell’ambito di un ulteriore pacchetto di misure contro la Russia. Lo riporta l’agenzia di stampa Tass.
    Il capo di Roscosmos, Dmitry Rogozin, ha però spiegato che «non ci saranno problemi per i telefoni cellulari perché i russi possono accedere al sistema Glonass» con i propri smartphone.

  • Mattarella: Papa punto di riferimento per la pace

    «Nell’attuale situazione le Sue accorate invocazioni contro la guerra assumono la veste di un appello - rivolto soprattutto a coloro che hanno in mano i destini di così tante vite umane - affinché si ritrovino le ragioni del dialogo e si ponga fine a una situazione gravissima e inaccettabile che mette a repentaglio la sicurezza e la stabilità globali». Si esprime così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio a Papa Francesco in occasione de «Nono anniversario della solenne inaugurazione del Pontificato», sottolineando come la «sollecitudine» del Pontefice sia «un punto di riferimento per far prevalere le ragioni della pace».

    Papa Francesco (Photo by Tiziana FABI / AFP)

  • Lukashenko: la Russia è in grado di fare da sola

    La Russia è in grado di condurre la sua operazione in Ucraina da sola, nessuno ci chiede di intervenire. Lo afferma il leader bielorusso, Alexander Lukashenko, citato dalla Tass, riprendendo un’intervista alla Tv giapponese. Lukashenko sottolinea quindi che Minsk mantiene la sua neutralità rispetto agli eventi in Ucraina, ma spiega anche che da parte bielorussa c’era stata la disponibilità a dispiegare le sue forze di frontiera fra Donbass e Russia, iniziativa che è stata però respinta da Kiev. «Ho fatto di tutto per evitare la guerra ma non è stato possibile. Perché? Perché l’Occidente ha spinto per questa guerra», ha detto.

  • Nuovo allarme anti-aereo a Leopoli

    Nuovo allarme anti-aereo a Leopoli. Le sirene hanno cominciato a suonare da alcuni minuti, alle 11.30 (ora locale), nel pieno delle attività cittadina e mentre le strade del centro storico erano abbastanza piene di residenti. Dagli altoparlanti installati in tutta la città le autorità militari ucraine hanno invitato i cittadini a recarsi nei rifugi. Nella giornata di venerdì il sindaco di Leopoli Andriy Sadovyi ha chiesto alla popolazione di rispettare le regole nel momento in cui scattano le sirene e di non restare nelle proprie case.

    Esplosioni a Leopoli (Photo by Yuriy Dyachyshyn / AFP)

  • Accordo Russia-Ucraina su 10 corridoi umanitari

    La vice-premier ucraina Iryna Vereshchuk - riporta l’agenzia Ap - ha annunciato che è stato raggiunto un accordo con la Russia per 10 corridoi umanitari. Uno nella città portuale di Maiupol martoriata dai bombardamenti russi nei giorni scorsi, gli altri nelle regioni di Kiev e Luhansk. Nella notte il presidente Zelenskyy ha dichiarato che l’esercito russo sta bloccando l’accesso di risorse alle città allo scopo di costringere i civili a piegarsi e cooperare. Circa 400 persone, compresi 89 bambini, intanto, sono state evacuate da Mariupol nelle ultime 24 ore. Lo ha reso noto il quartier generale della difesa territoriale della Repubblica popolare di Donetsk (DPR). «Un totale di 389 persone, inclusi 89 bambini, sono state evacuate da Mariupol a Bezymenne nel distretto di Novoazovsk nel periodo compreso tra le 8:00 dell’11 marzo e le 8:00 del 18 marzo», si legge in una nota diffusa dall’Interfax. Dal 5 marzo sono 2.500 le persone evacuate da Mariupol, città sulla sponda settentrionale del Mar d’Azov, che prima dell’accerchiamento russo contava una popolazione di circa 400.000 persone.

  • Lidl a Malta raziona la vendita di olio di semi, farina e omogeneizzati

    A causa della guerra in Ucraina la filiale maltese della Lidl da oggi ha cominciato a razionare la vendita di alcuni prodotti di base come oli di semi, farina, carne in scatola, conserve di pomodoro, omogeneizzati, frutta sciroppata, carta igienica e tutti gli altri prodotti in carta. Il colosso della grande distribuzione a Malta ha una dozzina di punti vendita ed il più alto fatturato individuale tra le catene presenti sull’arcipelago. All’ingresso e alle casse dei supermercati è stato esposto un avviso che precisa le quantità che possono essere acquistate da ogni singolo cliente. Nell’avviso non sono indicate spiegazioni, ma ai clienti - come riportano i media maltesi - viene detto che «una spedizione è rimasta intrappolata in Russia». All’inizio della settimana l’associazione degli importatori aveva annunciato che la guerra avrebbe avuto un impatto sulla catena degli approvvigionamenti, che invece aveva continuato a funzionare senza problemi anche durante i 4 mesi di chiusura totale delle frontiere maltesi all’inizio della pandemia (dal 20 marzo al 15 luglio 2020). La Camera di Commercio ha specificato che l’intero comparto del manifatturiero alimentare nazionale è a rischio. Malta infatti importa dall’Ucraina il 100% dell’amido di riso e l’80% di prodotti come avena, amido di mais e olio di semi di girasole grezzo.

  • 112 bambini ucraini uccisi dall’inizio della guerra

    Le autorità ucraine hanno confermato che ad oggi sono 112 i bambini uccisi dall’inizio della guerra con la Russia. Tre in più rispetto a ieri quando il bilancio era calcolato a 109, riferisce Sky News. I bambini feriti sono invece 140.

    Leopoli, 109 carrozzine vuote a rappresentare altrettanti bimbi uccisi dalla guerra russo-ucraina (Photo by Yuriy Dyachyshyn / AFP)

  • Gazprom, prosegue la fornitura di gas verso l’Europa

    Gazprom ha annunciato che la fornitura di gas dalla Russia all’Europa, attraverso l’Ucraina, continua in maniera regolare. Lo riferisce Sergey Kupriyanov, rappresentante della holdig. Le richieste da parte dell’Europa si sono attestate a 106,6mln metri cubi per il 19 marzo.

  • Battaglia per il controllo dell’acciaieria Azovstal, una delle più grandi d’Europa

    Nella città portuale assediata di Mariupol, le forze ucraine e russe stanno combattendo per l’acciaieria Azovstal, una delle più grandi d’Europa, ha affermato sabato in televisione Vadym Denysenko, consigliere del ministro degli interni ucraino. «Ora c’è una lotta per l’acciaieria Azovstal. Posso dire che abbiamo perso questo gigante economico. In effetti, uno dei più grandi impianti metallurgici in Europa viene effettivamente distrutto», ha detto Denysenko.

  • I negoziati «potrebbero durare diverse settimane»

    I colloqui di pace tra l’Ucraina e la Russia «potrebbero durare diverse settimane». Lo ha dichiarato il capo negoziatore di Kiev e consigliere del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Mykhailo Podolyak, affermando che le posizioni di Mosca sono diventate più «adeguate». Allo stesso tempo, però, i negoziati su questioni chiave come le garanzie per la sicurezza, il ritiro delle truppe russe e il cessate il fuoco «potrebbero necessitare di più tempo».

  • Un altro generale russo caduto in battaglia

    Un altro generale russo è caduto in battaglia in Ucraina: si tratta del generale Andrei Mordvichev morto nella città di Chernobayevka in seguito a colpi di artiglieria, afferma l’esercito ucraino in un posto su Facebook citato dalla Bbc.

  • Ucraina: «Il video Schwarzenegger visualizzato da 700mila in Russia»

    L’intenso video di nove minuti pubblicato su Twitter da Arnold Schwarzenegger nel quale, con i sottotitoli in cirillico, si è rivolto ai soldati russi per «dire loro quello che non sanno» è stato visualizzato da oltre 700.000 persone in Russia. Lo riporta la Cnn. In totale, il post ha avuto oltre 30 milioni di visualizzazioni. Il celebra attore ed ex governatore della California si era anche rivolto direttamente a Vladimir Putin dicendogli: «Hai iniziato questa guerra, stai conducendo questa guerra, puoi fermare questa guerra». Nel video Schwarzenegger ha raccontato la sua esperienza personale, professando ammirazione per coloro che protestano contro la guerra in Russia definendoli i suoi «nuovi eroi». E ha spiegato quello che non viene rivelato dal governo di Mosca. «Il governo vi ha detto che è una guerra per denazificare l’Ucraina, non è vero. L’Ucraina è un paese con un presidente ebreo», ha affermato, sottolineando che vedere le immagini di questo conflitto gli fa ricordare le atrocità della seconda guerra mondiale e, parlando di suo padre che era un sergente nazista, ha detto ai soldati russi: «Non voglio che facciate la fine di mio padre».

    Schwarzenegger a Putin: “Tu hai iniziato la guerra e tu puoi fermarla”
  • La Russia ammette l’impiego di missili ipersonici

    Le forze armate russe «hanno distrutto un grande magazzino sotterraneo di missili e munizioni aeronautiche delle truppe ucraine nel villaggio di Delyatyn, nella regione di Ivano-Frankivsk, utilizzando il sistema missilistico dell’aviazione Kinzhal con missili aerobalistici ipersonici». Lo ha annunciato, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa russa Tass, il rappresentante ufficiale del ministero della Difesa russo, il maggiore generale Igor Konashenkov. Questi missili sono capaci di raggiungere una velocità almeno cinque volte quella del suono. Vengono considerati una delle più importanti novità tecnologiche nel campo degli armamenti.

  • Esercito ucraino tagliato fuori dal mare d’Azov

    Le forze armate ucraine hanno perso “temporaneamente” l’accesso al mar d’Azov, durante l’assedio a Mariupol da parte dei russi. Lo riferisce il ministero della Difesa ucraina.

  • Col caro-cereali «40 milioni di persone a rischio povertà estrema»

    Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina il 24 febbraio, si sono verificati enormi picchi nei prezzi globali di cibo ed energia. Un think tank statunitense - il Center for Global Development - avverte che l’entità di questi picchi potrebbe spingere più di 40 milioni di persone in tutto il mondo in una “povertà estrema”. L’organizzazione, scrive la Bbc online, sottolinea in particolare l’importanza dell’ex regione sovietica per il commercio agricolo: la Russia e l’Ucraina rappresentano il 29% del grano mondiale mentre Mosca e la Bielorussia rappresentano un sesto dei fertilizzanti mondiali. L’impatto dei picchi nei prezzi si farà sentire ampiamente, afferma il think tank, ma colpirà in modo sproporzionato i Paesi più poveri. Gli esperti quindi raccomandano che i produttori di grano - anche nel G20 - mantengano i loro mercati aperti e privi di sanzioni, mentre i governi e le agenzie internazionali devono “agire rapidamente e generosamente” per sostenere i bisogni umanitari.

  • Bosch chiude gli stabilimenti in Russia

    Il principale produttore europeo di componenti per auto, la tedesca Bosch, interrompe la produzione negli stabilimenti russi. Lo riferisce la Bbc online. A causa di problemi della catena di approvvigionamento e le interruzioni nelle consegne, il colosso tedesco ha ammesso che potrebbe dover interrompere definitivamente le sue operazioni nel Paese. Ma l’annuncio del ritiro dal mercato russo giunge dopo la denuncia dell’Ucraina di aver scoperto che “uno dei componenti principali che alimentano” i veicoli della fanteria russa è fornito da Bosch. Il ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, ha dichiarato ai media tedeschi che Bosch fornisce questi componenti all’esercito russo “da anni”. In Germania sarebbe ora in corso un’indagine per scoprire se l’uso di componenti Bosch da parte dell’esercito russo violi le sanzioni imposte a Mosca dall’Unione Europea. La società da parte sua afferma di aver avviato una propria indagine sulla questione e di prendere le accuse “molto sul serio”. Il settore automotive è tra i più penalizzati dal blocco alle catene di approvvigionamento causato dal conflitto.

  • Zelensky a Putin: «Incontriamoci» ma Mosca frena: «Serve un accordo»

    In un video messaggio postato su Facebook, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto colloqui significativi di pace e sicurezza “senza indugio” con Mosca. “Questa è l’unica possibilità per la Russia di ridurre i danni causati dai propri errori”, sulla scia della sua invasione, ha detto Zelensky. «È tempo di incontrarsi, è tempo di parlare, è tempo di ripristinare l’integrità territoriale e la giustizia per l’Ucraina. Altrimenti, le perdite della Russia saranno tali che il Paese impiegherà diverse generazioni per riprendersi», ha aggiunto. Ma prima di ipotizzare un incontro occorre concordare un testo di accordo ha affermato il capo negoziatore russo, Vladimir Medinsky, citato dalla Tass. «Non sono assolutamente pronto a commentare in merito. Posso solo dire che prima ancora di menzionare una riunione dei due leader, le delegazioni di negoziatori devono preparare e concordare il testo di un trattato. Successivamente, il testo dovrebbe essere siglato dai ministri degli Esteri e approvato dai governi. Soltanto dopo - conclude Medinsky - si potrà discutere la possibilità di un vertice». In precedenza, Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente ucraino, ha affermato che un incontro tra Putin e Zelensky potrebbe essere organizzato dopo il completamento dei lavori sul documento di transazione. Secondo lui, tale incontro sarebbe possibile nelle prossime due settimane.

    Zelensky: "Russi pensavano di venire in Ucraina come nel 2014. Ora sappiamo difenderci"

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