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Zes Jonica, industria della Basilicata al lavoro

In Basilicata sono previsti interventi di infrastrutturazione nelle aree Zes di Tito Scalo e Jesce di Matera per 50 milioni di euro - Serve la piena operatività alla Zona franca doganale di Ferrandina

(AdobeStock)

2' di lettura

La Basilicata inizia a pesare i benefici della Zes Jonica. Con la ’’bollinatura’’ da parte della Corte dei Conti al commissario della Zes Jonica, Floriana Gallucci, diventa operativa la zona economica speciale interregionale tra Puglia e Basilicata che ha nel porto di Taranto il suo fulcro. In Basilicata sono previsti interventi di infrastrutturazione nelle aree Zes di Tito Scalo e Jesce di Matera per 50 milioni di euro. Il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco Somma, ha augurato buon lavoro al commissario e ha confermato «la piena disponibilità di Confindustria Basilicata a ogni utile forma di collaborazione».

Gli investimenti

Oltre agli investimenti previsti, per gli industriali jonici c’è «la necessità di concludere l’iter autorizzativo per la piena operatività alla Zona franca doganale di Ferrandina, con l’auspicio che si possa dare slancio anche ad altri progetti ricadenti nelle aree interessate come quello relativo alla realizzazione dell’hub logistico integrato nell’area della Valbasento con la implementazione di un centro di stoccaggio, frigoconservazione, prima lavorazione e spedizione nel settore ortofrutta, a beneficio sia delle aziende lucane che di quelle pugliesi ubicate sul litorale jonico e in generale nel metapontino». La sigla degli industriali ha già avuto modo di confrontarsi con il commissario di cui Somma ha «apprezzato l’approccio particolarmente operativo» perché «ha assicurato certezza dei tempi, reale semplificazione amministrativa e chiarezza delle procedure come punti qualificanti della governance della Zes Jonica che, a quanto sappiamo, opererà come stazione unica appaltante». Tra le positive novità emerse nel corso del confronto e successivamente confermate dal decreto ’’Pnrr 2’’, sarà valutata anche la possibilità di riperimetrazione di alcune aree ricadenti nella parte lucana della Zes Jonica in modo da risolvere i problemi che si erano verificati nei casi di aree che ricadono a ridosso di zone industriali e sono classificate come agricole o di capannoni industriali che ricadono per metà in area Zes e metà in area non Zes. ’«Consideriamo la disponibilità all’ascolto dimostrato dal commissario - ha concluso il presidente Francesco Somma - un ottimo indicatore circa la volontà di entrare nel merito dei problemi e fare in modo che la zona economica possa tradursi concretamente in vantaggi reali per le imprese e la competitività dei territori’»

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