a Bologna

Zingaretti: «Il Pd sarà il pilastro delle larghe alleanze contro la destra»

Lettera-appello al segretario del Pd: 600 firme per chiedere che prosegua la discussione sullo statuto

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Lettera-appello al segretario del Pd: 600 firme per chiedere che prosegua la discussione sullo statuto


3' di lettura

«Il Pd, dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, si presenterà ovunque per essere il pilastro fondamentale di alleanze il più larghe possibile». Lo ha detto il segretario Nicola Zingaretti, a margine della manifestazione del Pd “Tutta un’altra storia”, a Bologna, dove l’organizzazione ha registrato oltre 4mila presenze. Una scelta, ha proseguito, «per indicare un futuro all'Italia e fermare la deriva pericolosa delle destre italiane che raccontano i problemi, ma non li sanno risolvere». Zingaretti ha anche parlato delle “sardine” anti-Salvini: «In primo luogo, da italiano, dico loro “grazie”, con grande rispetto per questa grande forza civica». D’altronde, ha aggiunto, «io non ho mai avuto dubbi: da mesi dico che voglio un Pd che si rinnova, si apre e rispetta la ricchezza che c'è in Italia».

Avanti per cambiare le cose
«Il Pd non sta al governo per occupare le poltrone, ma per fare una proposta per il futuro all'Italia con chi ci sta. La proposta della destra fondata sull'odio non è una proposta di futuro. Il governo deve andare avanti ma per cambiare le cose. Lasciarsi le polemiche alle spalle», ha detto il segretario Pd Nicola Zingaretti, intervistato dal Tg4, alla tre giorni promossa dal partito a Bologna. «Stiamo ricominciando, questo è un appuntamento ricchissimo, partecipatissimo e apertissimo. Oggi è solo l'inizio, ne vedremo delle belle», ha poi detto il segretario del Pd. «La scelta di dire 'evitiamo che gli anni Venti assomiglino a quelli di 100 anni fa' ha risvegliato molte coscienze e rimesso il Pd al centro delle relazioni del mondo della cultura, delle imprese, dei giovani e dell'associazionismo, dando forza a quello che dobbiamo costruire», ha spiegato Zingaretti, convinto che «oggi stia nascendo qualcosa di nuovo e questo è per noi molto importante».

Prosegua la discussione sullo statuto: 600 firme
E intanto in 600 hanno formato una lettera-appello a Zingaretti, in cui si chiede, spiega una nota, «di non concludere domani la discussione sulla riforma dello Statuto Pd, ma di poter avviare una grande discussione pubblica, aperta e partecipata che coinvolga una parte vera di società nello sforzo di ripensare le forme del partito». La lettera lanciata su Fb due giorni fa da 300 tra segretari di circolo, iscritti, militanti nel giro di 48 ore ha raddoppiato le adesioni. «Chiediamo di aprire una discussione vera - si legge nella lettera - sulle modifiche proposte che possa realmente coinvolgere quante più assemblee di circolo in tutta Italia, quanti più iscritti, elettori, simpatizzanti, in una discussione pubblica che abbia a disposizione il tempo necessario. Ridurre questo passaggio così importante ad una sessione di lavoro di appena poche ore con tempi contingentati rischia di essere l'ennesima occasione persa. Nel frangente politico che viviamo abbiamo bisogno di coinvolgimento ed apertura per il rilancio del Partito democratico».

No alla candidatura di Rubbettino da 100 dirigenti calabresi
Intanto cento militanti calabresi del Partito democratico, tra segretari e coordinatori di Circolo, hanno scritto al segretario Nicola Zingaretti per proporre la data dell'8 dicembre per lo svolgimento delle primarie per la scelta del candidato del centrosinistra alla Presidenza della Regione Calabria, dicendosi contrari alla candidatura dell'editore Florindo Rubbettino.

Si dimette segretario di Messina: andò alla Leopolda
Intanto il segretario provinciale del Pd di Messina, Paolo Starvaggi, si è dimesso dopo le polemiche seguite alla sua presenza alla Leopolda, l'ottobre scorso, per la convention di Italia Viva. Starvaggi ha sempre detto che si è trovato lì solo per pochi minuti e che era a Firenze per altri motivi. «Dopo l'attacco mediatico strumentale e ingiusto messo a segno contro la mia persona - scrive in una lettera al segretario nazionale e al vicesegretario di Messina del Pd - ed estremamente dannoso per il partito, non ha avuto l'esito sperato la mia nota a Zingaretti, alla Commissione nazionale di garanzia ed al Commissario regionale. Auspicavo un intervento della segreteria nazionale per consentire il superamento delle contrapposizioni e delle eccessive tensioni, nell'interesse supremo del partito».

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