L’OPPOSIZIONE

Zingaretti: il Pd unica alternativa alla deriva ma deve cambiare

Il segretario all’assemblea nazionale: Salvini è la vecchia destra che torna con il pugno di ferro. Poi la critica al partito: «Basta al un regime correntizio che soffoca tutto»


Zingaretti: si apre una stagione nuova, Pd alternativa di governo

2' di lettura

Il Pd è l’«unica alternativa credibile a questa deriva italiana» ma «sul partito dobbiamo cambiare tutto»: a dirlo è il segretario Nicola Zingaretti nella sua relazione all’assemblea nazionale dei democratici in cui ha attaccato la Lega («È la vecchia destra che torna, magari con linguaggi nuovi, ma con il pugno di ferro») e il Movimento 5 Stelle («Stanno perdendo l’anima, sono diventati l’amara stampella che sorregge un progetto che non è il loro. Gli elettori se ne stanno accorgendo»). E ha avvertito: «Non voglio più criticare il governo Conte, Di Maio e Salvini, ora voglio sconfiggerlo».

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Una costituente delle idee
Passaggio fondamentale per il rilancio del partito sarà la “convention per l’alternativa” in programma a Bologna dall’8 al 10 novembre. «Dobbiamo lavorare al Piano per l’Italia per dare al Paese un progetto che oggi non c’è - ha detto Zingaretti - . Non diamo retta a chi ci dice che siamo condannati a guardare le punte dei piedi di Salvini: dobbiamo alzare gli occhi e guardare il nostro futuro, avviare una Costituente delle idee, nella rete come nei territori».

Tra territorio e rete
Il segretario del Pd propone, da una parte, di «sperimentare subito nuovi livelli di organizzazione territoriale, di “punti Pd”, registrati in una nuova piattaforma, e iniziare al lavorare nelle scuole, nei luoghi di lavoro»; dall’altra ha affidato a Francesco Boccia il compito di coordinare il lavoro per rendere il Pd un partito digitale: «Abbiamo accumulato troppo ritardo rispetto ai partiti di governo. Ma non dobbiamo copiare quelle esperienze, dobbiamo trovare le risorse in maniera trasparente. Con il partito digitale puntiamo a 4 obiettivi: partecipazione, fiducia, attivismo digitale e trasparenza. Non vogliamo la piattaforma Rousseau basata sulla commentocrazia, il nostro dovrà essere uno strumento di democrazia, fiducia e trasparenza».

Stop al «regime correntizio»
Ma prima il partito deve riformare se stesso. «Dobbiamo cambiare tutto: così non si può andare avanti, basta arcipelago dove si esercita il potere, con un regime correntizio che soffoca tutto». L’alternativa non è certo il “modello Salvini”: «Il comando assoluto di una persona è la premessa della sua solitudine e della sua sconfitta: credo a un partito che sopravviva ai suoi leader. Serve un partito radicalmente nuovo, una comunità organizzata».

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