I dati

Zona bianca, contagi stabili con le riaperture grazie alle vaccinazioni

La situazione dei contagi è bassa e stabile nelle tre regioni promosse per prime nella fascia con minori restrizioni lo scorso 31 maggio: Molise, Sardegna e Friuli Venezia Giulia

di Andrea Gagliardi

Da lunedi' 2 italiani su 3 in zona biancq, tutti a fine mese

3' di lettura

Da lunedì 14 giugno saranno 40,5 milioni gli italiani nella zona bianca. Si tratta di due terzi della popolazione del Paese. Alle sette regioni già nella fascia con minori restrizioni (Abruzzo, Liguria, Umbria, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna) si aggiungeranno anche Lombardia (questa settimana con 23 casi ogni 100mila residenti), Piemonte (25), Emilia-Romagna (21), Lazio (23), Puglia (25) e provincia autonoma di Trento (25). Tutte alla terza settimana consecutiva sotto la soglia di 50 casi ogni 100mila abitanti: condizione per il passaggio dal giallo al bianco.

Gli effetti positivi della vaccinazione

«La campagna vaccinale progredisce velocemente e l’incidenza è a un livello che permetterebbe il contenimento dei nuovi casi» si legge nella bozza del monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute all’esame della cabina di regia. Quello che rassicura è anche un altro dato. Le regioni che per prime sono state promosse in zona bianca (Friuli, Molise e Sardegna) il 31 maggio, non hanno registrato un incremento di contagi

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Contagi stabili in zona bianca

Ma veniamo ai dati. Il 27 maggio, in occasione del monitoraggio che ha certificato i primi passaggi in zona bianca, questa era la situazione dei contagi nelle tre regioni promosse: Molise 12 casi ogni 100mila abitanti; Sardegna 13 casi e Friuli Venezia Giulia 17. L’ultimo monitoraggio dell’11 giugno fotografa una situazione stabile: il Molise è calato a quota 9 casi, la Sardegna stabile a 12 e il Friuli in leggero aumento a 19. Contagi in flessione anche nelle quattro regioni diventate bianche il 7 giugno. Il Veneto è passato nell’ultima settimana da 22 a 15 casi; l’Umbria da 25 a 21; la Liguria da 21 a 10 e l’Abruzzo da 21 a 19.

Riaperture senza impatto rilevante finora sui contagi

Sono dati interessanti. Un segnale del fatto che (grazie anche alla campagna di vaccinazione di massa) fine del coprifuoco e aperture generalizzate (dai ristoranti la sera alle piscine all’aperto) non hanno inciso in maniera significativa sulla circolazione del virus, malgrado il prendere piede delle più aggressive varianti. Almeno finora.

Cosa si può fare in zona bianca

Ricordiamo che in zona bianca la situazione è di semi-normalità. Non vige il coprifuoco (la cui abolizione è prevista comunque anche in zona gialla dal 21 giugno). Si applicano solo le misure anti contagio (distanziamento, igiene e mascherine). E sono state anticipate le riaperture delle attività economiche e sociali previste per la zona gialla. Sono ripartite perciò fiere, congressi, parchi a tema. Ma anche feste di nozze (con green pass per gli invitati) piscine al chiuso, sale giochi, stabilimenti termali e palazzetti dello sport al chiuso. Le discoteche sono aperte solo per il servizio bar e ristorante, perché ancora è vietato ballare. Allo studio l’ipotesi di consentire il ritorno in pista muniti di green pass.

Nessun limite per i tavoli all'aperto

Quanto a bar e ristoranti, non è previsto nessun limite per i commensali seduti ai tavoli all’aperto. Il governo ha accettato la proposta della Conferenza delle regioni e delle province autonome di far cadere i limiti all’aperto per le attività di ristorazione e di estendere il tetto massimo al chiuso, che passa fino al 21 giugno da 4 a 6 persone per tavolo (poi potrebbe cadere ogni restrizione, ndr). In zona bianca è consentito inoltre visitare amici e parenti, senza limiti nel numero di persone che si spostano. Mentre in zona gialla il limite è invece di quattro persone oltre ai figli minorenni o persone con disabilità.

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