Vino

Zonin festeggia i 200 anni e rinnova il management

Per l’azienda veneta fatturato a 190 milioni di euro, l’84% del quale incassato all’estero

di Micaela Cappellini

1' di lettura

Festeggia 200 anni di vita Zonin1821, l’azienda vinicola della famiglia Zonin giunta alla settima generazione. E lo fa rinnovando completamente il management, a cominciare dall’amministratore delegato Pietro Mattioni - ex Campari e Illy - affiancato dai tre fratelli Domenic (presidente), Francesco e Michele (viceprresidenti) Zonin. Ai tre figli Gianni Zonin, dopo il crack della Banca Popolare di Vicenza, aveva affidato prima le azioni e poi la guida dell’azienda di famiglia. Dal 2018 l’azienda è partecipata al 36,1% da 21 Invest, dei Benetton.

Rinnovate anche le prime linee del management, con più di un innesto internazionale, soprattutto nel settore marketing. Una scelta in linea con le direzioni di business di un’azienda sempre più internazionalizzata, che incassa all’estero l’84% del proprio fatturato. Gli Stati Uniti, in particolare, pesano per il 37% del business di Zonin1821, segue la Gran Bretagna con il 17%, un mercato indecisa crescita nonostante le difficoltà logistiche e regolatorie imposte dalla Brexit.

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Con 190 miliardi di euro incassati nel 2020, il gruppo degli Zonin è il quinto più grande produttore di vino del Paese. Oltre ai vigneti veneti, Zonin1821 negli anni ha acquisito sette tenute storiche in giro per l’Italia più una in Cile e una in Virginia, negli Stati Uniti. Il Prosecco costituisce ormai un quinto del vino prodotto, tanto che l’azienda è in prima linea, accanto a Zaia, nella battaglia per la difesa della Doc dal tentativo della Croazia di far registrare in Europa la menzione tradizionale del Prosek.

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