piattaforme di comunicazione

Zoom apre agli eventi a pagamento. E blinda la privacy con la crittografia

Crescono i ricavi e aumenta l’utenza aziendale: la piattaforma annuncia nuove funzionalità per organizzare eventi e integrare ad applicazioni terze

di Marco Trabucchi

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AFP

Crescono i ricavi e aumenta l’utenza aziendale: la piattaforma annuncia nuove funzionalità per organizzare eventi e integrare ad applicazioni terze


3' di lettura

La chiave del successo di Zoom, malgrado i problemi più volte lamentati dagli utenti riguardanti sicurezza, privacy e gestione del funzionamento, sta nella capacità di aver aggiunto agli utenti che utilizzano l'app gratis, una solida base di clienti disposti a pagare un servizio premium. In particolare, è cresciuta l'utenza aziendale, specialmente le imprese con più di 10 dipendenti, passate da 80mila a 370.200 in un solo anno (+ 458 per cento).

Un balzo enorme. Secondo i più recenti dati diffusi sul blog aziendale, nel secondo trimestre del 2020, Zoom ha raggiunto ricavi per una cifra record di 663,5 milioni di dollari, con un incremento del 355 per cento rispetto al 2019 e un +25 per cento per la quotazione azionaria (per quasi 150 miliardi di dollari di capitalizzazione).

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A fine anno, la società prevede un ammontare di ricavi complessivi pari a 2,37-2,39 miliardi di dollari. Oltre le aspettative più rosee.

Sulla scia di questo successo planetario che la piattaforma di videoconferenza ha conquistato durante il lockdown parallelamente alla decisione di far fronte ai grossi problemi di privacy – in primis il fatto che non fosse necessaria alcuna password come impostazione predefinita per accedere ai meeting che dato vita a uno nuovo neologismo, lo ‘Zoombombing', cioè l'intrusione di ospiti non invitati e spesso offensivi nelle riunioni private – l'azienda californiana ha annunciato l'introduzione di nuove migliorie e funzionalità durante l'evento digitale «Zoomtopia 2020».

Due in particolare le grosse novità annunciate dal Ceo Eric S. Yuan: “OnZoom”, per organizzare eventi sulla piattaforma, e “Zapps”, funzionalità progettata per aiutare a integrare i flussi di lavoro da applicazioni di terze parti.

Su “OnZoom” gli utenti potranno creare e ospitare eventi gratuiti, a pagamento e di raccolta fondi, praticamente su qualsiasi cosa: lezioni e consulenze a distanza, ma anche live musicali, masterclass sportive, cooking show e qualsiasi cosa la creatività degli utenti saprà creare.

Un modo di monetizzare le proprie passioni, abilità o competenze con collegamenti che possono ospitare da cento fino a mille partecipanti, in base all'abbonamento sottoscritto. La versione beta di OnZoom è operativa per il momento negli Stati Uniti.

La funzione “Zapps” invece ha l'obiettivo di portare app terze su Zoom integrandole nella videochat, semplificando così il flusso di lavoro. Oltre 25 partner si sono uniti a Zoom per lanciare il servizio, tra questi Slack, Dropbox, Mural, ServiceNow, HubSpot e Kaltura.

Fra gli aggiornamenti più attesi che riguardano la privacy arriva un sistema di crittografia end-to-end opzionale. Attivandola nessun ospite indesiderato potrà accedere alle chiavi private delle conference call fino a 200 partecipanti. Un passo avanti sul fronte privacy che in tanti aspettavano.

Altre funzioni introdotte da Zoom sono rivolte a migliorare la user experience delle classi virtuali. La prima si chiama “Immersive Scenes” e ricorda la modalità Together Mode introdotta già da Microsoft Teams. L'host del meeting potrà scegliere tra la classica visualizzazione dei partecipanti, oppure inserire i volti in uno sfondo che ricorda quello di un'aula. La funzione si basa su un sistema che invece di mostrare i riquadri delle webcam dei singoli partecipanti uno accanto all'altro, ne scontorna il volto e li posiziona in uno sfondo preimpostato, ad esempio come in una classe per la didattica a distanza, dove ogni partecipante sarà seduto virtualmente al suo banco.

Tra le novità anche l'introduzione di reaction e animazioni da utilizzare nei meeting, inclusi elementi sonori, come ad esempio il suono di applausi. L'altra funzione implementata, ma che sarà operativa probabilmente nei primi mesi del 2021, è una sala d'attesa virtuale in cui chi organizza la riunione su Zoom potrà vedere il video del partecipante prima di autorizzarlo a entrare nella videochiamata di gruppo.

Sul fronte hardware, a fronte dell'aumento del lavoro da remoto, Zoom sta espandendo la propria certificazione ai dispositivi di personal workspace. Lenovo, in particolare, ha anche annunciato che le sue piattaforme di collaborazione ThinkSmart Hub e ThinkSmart View saranno offerte rispettivamente con Zoom Rooms e Zoom for Home.

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