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Zucchero, Eridania punta su industria e retail

Eridania vara un piano di sviluppo per crescere nell’industra e nel retail. Obiettivo, il traguardo dei 200 milioni di fatturato entro 3 anni (dagli attuali 120).

di Natascia Ronchetti

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Eridania vara un piano di sviluppo per crescere nell’industra e nel retail. Obiettivo, il traguardo dei 200 milioni di fatturato entro 3 anni (dagli attuali 120).


2' di lettura

In un mercato caratterizzato da una estrema volatilità delle quotazioni dello zucchero, Eridania Italia – al giro di boa dei 120 anni di attività (l’azienda è stata fondata nel 1899) – vara un piano di sviluppo per crescere nel canale retail – dove è presente con una quota di mercato del 33% – e nellindustria, dove ha una quota del 21 per cento. Il traguardo è un fatturato di 200 milioni entro 3 anni, partendo dagli attuali 120.

Obiettivo ambizioso a due anni dalla fine del regime delle quote e a tredici dalla riforma comunitaria che ha radicalmente trasformato lo scenario in cui si muove l’industria saccarifera, con la decimazione degli zuccherifici italiani, passati da diciannove a due, e la progressiva concentrazione della produzione nelle mani dei grandi gruppi.

Da tre anni l’azienda, nata a Genova e poi trapiantata a Bologna, è passata sotto il controllo del colosso cooperativo francese Cristal Union. Un gigante – con una base sociale di 10mila aziende agricole e una produzione di due milioni di tonnellate all’anno – che ha mantenuto nel capoluogo emiliano il quartiere generale della storica azienda e a Russi, nel Ravennate, lo stabilimento per il confezionamento dello zucchero proveniente dalla Francia. Oggi Eridania, a fronte di un consumo totale in Italia di 1,7 milioni di tonnellate, ne commercializza circa 400mila. E per crescere nel retail punta sul consolidamento del dolcificante e sullo sviluppo del miele, mentre nell’industria scommette sulla capacità del brand di aprirsi varchi anche tra le piccole imprese, attraverso prodotti innovativi. «Ma la volatilità dei prezzi ci accompagnerà sempre – dice Daniele Bragaglia, ceo di Eridania Italia –. Oggi la quotazione dello zucchero europeo è sempre più legata a quella mondiale. Ed è influenzata, con oscillazioni che possono arrivare al 30-40%, da tante variabili, che vanno dal surplus di produzione al cambio e agli investimenti dei grandi gruppi. I prezzi non sono mai stati così bassi come nella campagna 2018-2019, anche se adesso si sta registrando un aumento della remunerazione. Per questo la dimensione delle aziende sarà sempre di più fondamentale». Il gruppo emiliano occupa 110 addetti. E continua a virare sulla sostenibilità. «Oltre il 60% dei trasporti viene fatto su treno – ha concluso Bragaglia –. Il 95% della plastica che utilizziamo è riciclabile e abbiamo ridotto del 14% quella che usiamo per gli imballi».

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