social e made in italy

Zuckerberg in visita a Luxottica. Il fondatore di Facebook incontra Del Vecchio


(AP)

3' di lettura

Visita a sorpresa, giovedì, di Mark Zuckerberg nella sede di Agordo di Luxottica. Il fondatore di Facebook è arrivato in elicottero intorno alle 13 accompagnato dal patron Leonardo del Vecchio con il quale ha visitato lo stabilimento,
intrattenendosi a parlare con i vertici e le maestranze del gruppo.
Mister Facebook ha voluto vedere da vicino la realtà produttiva di Luxottica, manifestando interesse per la storia professionale che ha permesso a Del Vecchio di affermare la sua azienda come leader mondiale nel settore
dell'occhialeria.

Il “viaggio in Italia” di Mark Zuckerberg fa parte di un tour europeo che prevede anche, venerdì, l’incontro a Parigi con il presidente francese Emmanuel Macron.

Nessuna indiscrezione da parte delle due società sui motivi della visita. Tuttavia circolano alcune speculazioni sul possibile interesse da parte di Facebook nei confronti del gruppo made in Italy leader nell’occhialeria. La “creatura” di Mark Zuckerberg potrebbe pensare a ripercorrere l’esperimento – che non ebbe grande successo – di Google con gli occhiali “intelligenti”.

Alla convention degli sviluppatori di Facebook, a San Josè, in California, Facebook ha presentato Oculus Quest , quello che a tutti gli effetti vuole essere la prova di maturità della virtual reality: un visore estremamente evoluto.

Precedenti (e flop) nel mercato degli smartglasses
Gli smartglass, dopo il flop dei Google Glass e tentativi come gli Spectacles di Snapchat, potrebbero vivere una seconda stagione che potrebbe essere quella della svolta come dispositivi indossabili di nuova generazione. Il mese scorso nella partita è entrata Huawei occhiali smart, molto semplici ma razionali: funzionano come estensione degli assistenti vocale e consentono di rispondere alle chiamate e ascoltare musica in stereo, al posto delle cuffie. Gli occhiali intelligenti sono dunque da una decina di anni considerati una delle prossime frontiere della tecnologia personale e solo ora le cose sembrano muoversi.

Due esempi? Le proposte di Oakley (gruppo Luxottica e quelle dei Focals proposti da North che incorpora un display (in un modo invisibile) che può vedere solo chi li indossa mentre la gestione e l'interazione in rete è affidati ad Alexa di Amazon. Si tratta di device diversi dagli occhiali VR, che coprono il volto e impediscono ogni attività, gli smartglasses fanno parte della categoria degli Hci (human-computer interaction) e sono dedicati all interazione uomo-macchina, o meglio uomo-rete. Al settore degli smartglass sono interessati colossi come Safilo e, come accennato, Luxottica che potrebbero per questi device ricalcare il modello di business adottato da alcuni brand moda del mondo degli orologi come Emporio Armani che si sono lanciati nel mondo degli smartwatch.

Il modello di Radar Pace
Del resto, la stessa Luxottica non è nuova a partnership con colossi tecnologici per trasformare i suoi occhiali in dispositivi Iot: l'internet of things, i dispositivi connessi alla Rete. Nel 2016, la collaborazione tra il gruppo veneto e la multinazionale dei microprocessori Intel ha dato vita all'esperimento di Oakley Radar Pace: un occhiale, dotato di un sistema ad attivazione vocale, capace di monitorare le performance sportive dei suoi utenti e fornire consigli personalizzati per gli allenamenti. Il prodotto, rivolto alla clientela di sportivi del marchio californiano (acquisito da Luxottica nel 2007), svolge la funzione di una sorta di coach vocale, incorporando su montatura e lenti le stesse funzioni rintracciabili nel vasto mercato di app per il fitness diffuse su smartphone, tablet e, appunto, dispositivi wearable. La tecnologia si basa su due elementi: gli occhiali, integrati da auricolari e microfono, e una app disponibile per Android e iOS.

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