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Zurich Italia, record di donne al C-Level

Nell’inchiesta del Sole 24 Ore sulla carriera delle donne nel mondo della finanza italiana la compagnia assicurativa risulta la best practise con una percentuale del 57%

di Monica D'Ascenzo

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2' di lettura

Fare carriera nel mondo della finanza resta per una donna in Italia un’impresa. Ma ci sono realtà che vanno oltre l’evoluzione del comparto e presentano numeri interessanti. È il caso di Zurich Italia, che conta una percentuale femminile nei riporti all’amministratore delegato addirittura superiore alla presenza di donne nell’intera forza lavoro. Le manager nella C-suite sono, infatti, il 57% contro il 51% di donne nel novero globale dei 1.216 dipendenti della compagnia assicurativa. La percentuale è superiore alla media del 35% per ils ettore assicurativo, calcolata nell’inchiesta del Sole 24 Ore su un panel di 6 compagnie ed è di gran lunga più alta del 15% della media del settore bancario calcolato su un panel di 12 istituti di credito.

«In Zurich Italia promuoviamo una cultura del lavoro in cui le persone possano perseguire le loro ambizioni attraverso lo sviluppo di un percorso di crescita professionale che valorizzi le caratteristiche dei singoli. Le politiche di Welfare, Wellbeing e D&I hanno fatto il loro ingresso nella nostra strategia aziendale più di cinque anni fa. Oggi il riconoscimento delle pari opportunità e il benessere delle persone sono un pilastro della nostra mission» commenta il ceo Alessandro Castellano.

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La percentuale ai livelli apicali è anche più alta di quella di donne nel management pari al 33%, segno che non solo la pipeline interna funziona, ma che vengono anche assunte donne dall’esterno con ruoli di rilievo. Ma chi sono le donne riporti diretti del ceo in Zurich Italia? Sono in tutto 8 e ricoprono ambiti fra loro molto diversi: la chief underwriting officer Elena Rasa, la chief claims officer Mirella Restelli, la head of direct and partnership Angela Cossellu, la head of HR & Services Federica Troya, la chief investment officer Betti Candia, la head of legal and corporate Diana Allegretti, la head of compliance Roberta Lacagnina e la head of internal audit Valeria Greco.

Nell'ultimo anno sono stati nominati 43 nuovi line manager di cui 53% donne: 32 di questi promossi per nomina interna, con incidenza di donne del 56%. I risultati sono stati ottenuti, spiegano dall’azienda, con un costante monitoraggio sulla gender equity nei processi HR: «dalle fasi di recruitment con testi di annunci sempre inclusivi, valutazione di candidati di entrambi i generi, a particolare attenzione che il genere femminile sia rappresentato equamente nelle salary review e processi di promozione e talent management, con parità di accesso a percorsi di sviluppo locali e internazionali e ai talent pool e nei piani di successione. In particolare nel 2020 è stata introdotta la regola che la proporzione di genere per i passaggi al livello contrattuale superiore debba rispecchiare la proporzione di genere del livello contrattuale di provenienza, garantendo almeno la percentuale del 50% a favore delle donne.»


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