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I rapporti di Banca d’Italia

L’economia delle Regioni

I rapporti della Banca d’Italia sulle economie regionali descrivono un Paese a pelle di leopardo. Ci sono regioni tornate ai livelli precrisi, altre al quinto anno consecutivo di crescita e altre ancora che indietreggiano. Con alcune sorprese, sia a Nord che a Sud

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    livelli di povertà inferiori alla media

    In Friuli Venezia Giulia l’economia rallenta ma il credito è in ripresa

    La regione continua a caratterizzarsi per livelli di povertà e di disuguaglianza più contenuti rispetto alla media italiana

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    dove minore è la disuguaglianza

    Trento e Bolzano sostenute da consumi e investimenti

    Il rapporto della Banca d’Italia sottolinea che le due province autonome si caratterizzano per un uso più intenso degli strumenti alternativi al contante rispetto al resto del Paese

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    preoccupano dazi e brexit

    L’Emilia Romagna cresce con l’export ma il futuro è incerto

    Nel 2018, l’economia della Regione è cresciuta grazie alle vendite estere e agli investimenti. Con effetti benefici su occupazione e consumi. Ma tra Brexit e dazi, l’eccessiva apertura del sistema pone dubbi sul futuro

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    rapporto bankitalia

    Il Veneto rallenta ma è più forte

    Con il rallentamento della congiuntura si è interrotta la fase di crescita della redditività delle imprese, iniziata nel 2013, che rimane peraltro su livelli storicamente elevati

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    il report 2018 della banca d'italia

    Nodo produttività per l'Abruzzo che cresce un terzo del 2017

    Tra i volani di crescita spiccano le vendite all'estero del settore manifatturiero, che già nel 2015 hanno recuperato i livelli pre-crisi, anche se con andamenti molto differenziati tra i vari settori.Secondo i dati della Rilevazione sulle forze di lavoro Istat, nella media del 2018 l'occupazione in Abruzzo è infatti cresciuta dell'1,6%, quindi più di quanto registrato in Italia e nel Sud, anche se la fase espansiva si è interrotta nella seconda parte dell'anno

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    crescita moderata

    Liguria, occupazione e investimenti in ripresa ma livelli ancora inferiori al Nordovest

    Il rapporto annuale di Bankitalia sull'economia regionale nel 2018 rileva il calo dell'export. In diminuzione anche le presenze turistiche dopo quattro anni di crescita.

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    Pil ancora 11 punti sotto i livelli pre-crisi

    Marche: nel 2018 salvati in «zona Cesarini» i fondi europei

    Migliorano occupazione e redditività delle imprese, ma la regione è nettamente in ritardo rispetto al resto del Paese nel recupero dalle ferite della crisi globale anche a causa delle difficoltà dell'industria calzaturiera, il suo fiore all'occhiello

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    bene anche l’export

    In Valle d’Aosta 3,6 milioni di pernottamenti, il turismo traina

    Il 2018 è stato un anno record ma nel perido della crisi il valore aggiunto regionale ha perso terreno e il recupero è lento

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    Produzione industriale solo +1%

    Piemonte nell’angolo, in frenata manifattura ed esportazioni

    Rallentamento a partire dalla seconda metà del 2018, pesano i volumi in calo dell’automotive e il segno meno alle esportazioni

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    locomotiva in stallo

    Lombardia, cala la produzione industriale per la prima volta dal 2013 - La frenata tedesca pesa sul made in Italy

    Nel secondo trimestre 2019 la produzione industriale della Lombardia registra il primo calo annuo e la maggiore frenata congiunturale dal 2013. Tiene l’occupazione ma tra le imprese cresce il pessimismo sul futuro. Bonometti: «A Roma stanno a guardare».

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    poca innovazione e bassa produttività

    L’Umbria non aggancia la ripresa. Scarsi investimenti e innovazione

    Secondo Banca d’Italia, la regione fatica ad uscire dalla crisi. A pesare maggiormente, lo scarso grado di innovazione delle imprese (piccole e poco patrimonializzate) , della pubblica amministrazione e la bassa produttività del lavoro.

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    industria in frenata

    Puglia, l’economia cresce per il quinto anno consecutivo ma a ritmi più lenti

    Ritmi più lenti per l'industria a causa di una domanda interna debole e del calo delle esportazioni. Bene la spesa dei fondi europei Fesr e Fse, in ritardo gli investimenti del fondo per lo sviluppo rurale (feasr)

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