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Europa

L’Europa dopo il voto

Le elezioni europee di fine maggio hanno modificato i rapporti di forza tra i Paesi e i blocchi politici. Cosa si sta muovendo nell’Unione?

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    GLI ALTRI paesi

    La mappa del voto Ue: reggono gli europeisti, i populisti non sfondano

    In Europa i populisti avanzano ma non sfondano, mentre i partiti europeisti tengono grazie anche al boom degli ecologisti. In Germania regge la Merkel, seguita dai Verdi. In Francia vince la Le Pen. Nel Regno Unito vola il Brexit party di Farage, primo partito Ue insieme alla Cdu tedesca. In Spagna e Portogallo, ma anche in Svezia e Danimarca, al comando socialisti e socialdemocratici. Orban trionfa in Ungheria, Tsipras sconfitto in Grecia

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    la mappa delle alleanze

    Chi votiamo in Europa? Dalla Lega al Pd, chi sta con chi a Bruxelles

    Forse sono in pochi, fuori dai rispettivi confini, a conoscere i bulgari del Gerb, gli svedesi del Moderata Samlingspartiet o i conservatori estoni di Isamaa: letteralmente «per la patria», una sigla nata nel 2006 dalla fusione di due forze di centrodestra locali. Cosa li accomuna? Sono tre esponenenti diversi del Partito popolare europeo, la stessa famiglia della Cdu di Angela Merkel o della “nostra” Forza Italia. L’attenzione in vista delle Europee concentrata soprattutto sul destino del governo Lega-Cinque stelle, sempre più in bilico in vista di un voto che potrebbe ribaltare i rapporti di forza fra i due partner di governo. Ma in realtà la preferenza assegnata a qualsiasi partito dei 28 stati membri va a incidere sulla formazione dei gruppi politici che popolano l’emiciclo di Bruxelles, dove le dinamiche e le alleanze si muovono su una prospettiva un p0’ diversa dai giochi politici domestici. Chi si vota, davvero, il 26 maggio? E quali sono alleanze e incompatibilità a Bruxelles

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