caso telecom
Marco Tronchetti Provera, Luca Cordero di Montezemolo, Romano Prodi (Imagoeconomica/Oliverio)
14 settembre 2006
L'Authority convoca Tronchetti

Si fa più aspra la polemica a distanza tra il presidente del Consiglio Romano Prodi e Marco Tronchetti Provera sul riassetto Telecom (-1,98% le azioni ordinarie a 2,225 euro, ore 16,28, con scambi elevati). Dopo le prime smentite del presidente del Consiglio, erano girate voci e indiscrezioni di stampa di un colloquio trai due a Cernobbio durante il quale il presidente del gruppo Telecom avrebbe reso partecipe Prodi delle prospettive del gruppo. Non solo: il presidente di Telecom Italia si sarebbe impegnato con vari ministri, da D'Alema (vicepremier) a Paolo Gentiloni (comunicazioni), a non cedere il controllo, ricevendo un sostanziale via libera. Nel pomeriggio di mercoledì la dura replica ufficiale di palazzo Chigi: «Abbiamo ricevuto soltanto informazioni parziali».

Due pagine in cui non si risparmiano i particolari delle trattative tra il governo e il gruppo di telefonia in merito all'ipotesi della nascita di un terzo polo televisivo, con Telecom che avrebbe conservato il controllo di La7, e si svelano (con qualche sconcerto negli ambienti finanziari, compresa la Consob, la commissione che vigila su Borsa e mercati) perfino le alternative tra i possibili partner il cui ingresso nell'azionariato avrebbe risollevato le sorti di Telecom sul fronte dei pesanti debiti che zavorrano i conti: la NewsCorp di Rupert Murdoch, Time Warner e General Electric. Nella tarda serata Tronchetti è stato ricevuto dal ministro dell'Economia, Padoa-Schioppa, mentre da Pesaro, D'Alema ha dichiarato di essere pienamente d'accordo con la nota di Prodi ed ha aggiunto: «È necessario che nelle prossime ore si faccia chiarezza». Secondo indiscrezioni di stampa il presidente del colosso nazionale delle tlc ha espresso ai più stretti collaboratori la sua irritazione per quella che viene considerata una chiara invasione di campo della politica nella vita di una società quotata. Nella giornata di giovedì Prodi, da Nanchino (dove è in missione con una folta delegazione per l'anno dell'Italia in Cina), ha confermato tutto: «Non è successo niente di nuovo: ho fatto le mie dichiarazioni ieri, puntuali precise e rigorose. Non c'è da aggiungere, né togliere una sillaba».

Calabrò: «Situazione delicata». E convoca Tronchetti. L'Autorità garante pr le Garanzie nelle Telecomunicazioni ha chiesto «un'audizione formale dei vertici di Telecom Italia». È quanto si legge in una nota a conclusione del Consiglio riunito giovedì mattina in cui si sottolinea che è stata rilevata «l'esigenza di acquisire dall'azienda precise informazioni sull'operazione Telecom. Il presidente dell'Authority, Corrado Calabrò, ha sottolineato, al termine del Consiglio che si tratta di «una situazione delicata». La riunione con Telecom potrebbe essere nella prossima settimana. Nella nota il Consiglio ribadisce all'unanimità «che gli indirizzi di questa Autorità in materia di maggiore trasparenza nei rapporti tra Telecom Italia e i concorenti sono quelli espressi nella relazione al Parlamento del 20 luglio scorso» aggiungendo che «la maggiore concorrenza ha portato a una diminuzione stabile dei prezzi e all'aumento della capacità produttiva dell'industria e che in tale contesto ha trovato giusta considerazione il ruolo del principale operatore italiano».

Il piano del governo sulla rete fissa. E intanto viene alla luce un documento intitolato «Scorporo della Rete di Telecom Italia», inviato il 5 settembre dal braccio destro del premier, Angelo Rovati, ai vertici del gruppo di telefonia. Soltanto due giorni prima dell'incontro con il big boss di NewsCorp, Rupert Murdoch, per il famoso accordo sui contenuti. Ventotto pagine preparate da una misteriosa banca d'affari in cui si prospettano due opzioni anti-scalata per la rete fissa.

Due incontri, il 19 luglio e il 2 settembre. Nel primo Marco Tronchetti Provera parlò al presidente del Consiglio del progetto per l'ingresso di Rupert Murdoch nel capitale di Telecom Italia attraverso il conferimento di Sky Italia. Nel secondo - come risulta da un comunicato diffuso dall'ufficio stampa di Romano Prodi che rende noti i contenuti dei due colloqui - il presidente del gruppo Telecom aggiornò il presidente del Consiglio, dicendo di disporre di «opzioni strategiche alternative» a Murdoch rappresentate da Time Warner e General Electric. Inoltre Telecom Italia «si sarebbe potuta rafforzare finanziariamente e patrimonialmente attraverso la dismissione della partecipata Telecom Brasile dalla quale avrebbe potuto ottenere risorse finanziarie valutabili nell'ordine di 7-9 miliardi di euro». Nell'incontro di Cernobbio del 2 settembre, si legge nel comunicato, «il Dott. Tronchetti non ha quindi in alcun momento fatto riferimento al processo di riorganizzazione societaria che il consiglio di amministrazione di Telecom Italia ha approvato lo scorso 11 settembre».

Nel primo incontro avvenuto a Palazzo Chigi il 19 luglio - si legge nella nota - «il dott. Tronchetti ha illustrato al presidente Prodi il progetto di accordo strategico con Rupert Murdoch. Il progetto era finalizzato all'ingresso di Murdoch in Telecom Italia attraverso il conferimento della Società Sky Italia, conferimento per il quale il Gruppo Murdoch avrebbe ottenuto azioni di Telecom Italia. Dal punto di vista industriale l'accordo si basava sulle sinergie attivabili tra le attività di rete (banda larga) di Telecom Italia e i contenuti multimediali oggetto della attività del Gruppo Murdoch. Il presidente Prodi, nel prendere atto del progetto e della sua impostazione strategica e finanziaria, si è limitato a comunicare al dott. Tronchetti che per il Governo sarebbe stato auspicabile che a seguito dell'operazione il controllo di Telecom Italia fosse rimasto in mano italiana. In aggiunta il presidente Prodi si augurava che grazie alle sinergie attivabili nella partnership, Telecom Italia avrebbe potuto avviare un processo di internazionalizzazione basato sull'esportazione nei mercati esteri del modello tecnologia/contenuti sviluppato in Italia. Il dott. Tronchetti - si legge ancora nel comunicato - ha rassicurato il presidente Prodi che il controllo italiano rappresentava condizione negoziale irrinunciabile e che essa era stata già comunicata alla controparte.

«Quanto poi all'internazionalizzazione di Telecom Italia auspicata dal presidente Prodi», Tronchetti Provera «affermava che oggetto della partnership era proprio la penetrazione dei mercati europei usando la piattaforma tecnologica sviluppata in Italia Nel corso dell'incontro il dott. Tronchetti ha poi illustrato i tempi dell'operazione annunciando che nei primi giorni di agosto i tecnici delle due parti sarebbero dovuti giungere ad una prima serie di valutazioni ed alla stesura di un memorandum di massima che sarebbe successivamente stato discusso ed approvato dallo stesso dott. Tronchetti e Murdoch in un incontro che si sarebbe dovuto tenere verso la metà di agosto. Qualora in quell'incontro si fosse raggiunto un accordo tra le parti l'operazione sarebbe poi stata portata a compimento entro la fine di agosto. Durante l'incontro il presidente Prodi ha poi chiesto informazioni riguardo al livello di indebitamento del gruppo Telecom Italia. A tal proposito il dott. Tronchetti ha rassicurato il presidente Prodi - si legge nel comunicato - illustrando che l'esposizione debitoria del Gruppo era in larga parte a lungo termine e a tasso fisso. In aggiunta il dott. Tronchetti metteva in evidenza come le sinergie industriali attivabili dal progetto avrebbero generato un maggiore flusso di cassa che sarebbe stato sufficiente sia per assicurare gli investimenti tecnologici necessari che per il rimborso del debito. A conclusione del primo incontro si sono poi aggiunte considerazioni su quale sarebbe potuta essere la reazione delle autorità Antitrust in merito alla concentrazione nel mercato televisivo derivante dall'operazione. A tal proposito il dott. Tronchetti affermò che era intenzione di Telecom Italia conservare l'attività di La 7 per poterla potenziare e sviluppare anche grazie ai contenuti messi a disposizione dal gruppo Murdoch».

«Il secondo incontro - prosegue il comunicato dell'ufficio stampa di Prodi - è avvenuto a Villa d'Este il 2 settembre». In quella occasione Tronchetti Provera «ha aggiornato il Presidente Prodi sullo stato di avanzamento della trattativa con il gruppo Murdoch. A tal proposito il dott. Tronchetti, dopo aver informato che i problemi di natura fiscale che nel frattempo erano insorti per la controparte si erano risolti anche grazie all'aiuto messo a disposizione da parte dei fiscalisti di Telecom Italia, ha informato il presidente Prodi che Telecom Italia aveva assunto una posizione negozialmente più forte dato che Telecom Italia disponeva di opzioni strategiche alternative al gruppo Murdoch rappresentate rispettivamente da Time Warner e General Electric. Di tali alternative il dott. Tronchetti aveva informato Murdoch». In secondo luogo, «Telecom Italia si sarebbe potuta rafforzare finanziariamente e patrimonialmente attraverso la dismissione della partecipata Telecom Brasile dalla quale avrebbe potuto ottenere risorse finanziarie valutabili nell'ordine di 7-9 miliardi di euro. A conclusione del colloquio - si legge ancora nel comunicato - si è fatto notare come, alla luce» dei due punti sottolineati da Tronchetti Provera, «la posizione del gruppo Murdoch fosse più debole in quanto solo la partnership con Telecom Italia rappresentava l'unica possibilità per raggiungere una adeguata massa critica sul mercato italiano. Infine il dott. Tronchetti informava il Presidente Prodi che avrebbe incontrato Murdoch nel giro di qualche settimana. Nell'incontro di Cernobbio - conclude la nota - il dott.Tronchetti non ha quindi in alcun momento fatto riferimento al processo di riorganizzazione societaria che il consiglio di amministrazione di Telecom Italia ha approvato lo scorso 11 settembre».

No della Ue alla golden share. La Commissione Europea, intanto, ha escluso che il governo possa usare il potere di veto attraverso il ricorso alla golden share nell'operazione di riassetto annunciata lunedì da Telecom Italia, che potrebbe preludere alla cessione della telefonia mobile. «Le golden share in quanto tali non hanno spazio nel mercato interno», ha chiarito il portavoce del commissario Ue al Mercato Interno, Charlie McCreevy. L'ipotesi era stata avanzata da pezzi del governo Prodi (tra i più convinti il verde Pecoraro Scanio), anche se da subito aveva raccolto ben pochi consensi ai vertici dell'esecutivo, a cominciare dal ministro dell'Economia Padoa-Schioppa e dal collega responsabile delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni. «Al momento - ha aggiunto il portavoce - non abbiamo in mano nulla di concreto. Dunque non facciamo commenti su progetti ipotetici». L'uso della golden share era stato invocato da alcuni esponenti politici della maggioranza, tra i quali il segretario del Pdci Oliviero Diliberto e il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio. Tuttavia il presidente del Consiglio, Romano Prodi, dalla Cina, ha risposto a chi chiedeva lumi con una battuta: «Chi ha mai parlato di golden share?».

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