SPECIALE
23 marzo 2003
Ucciso un cameraman australiano, un reporter russo, troupe inglese dispersa

La notizia/1 : Ucciso un cameraman australiano
Un giornalista australiano è rimasto ucciso nell'esplosione di un'autobomba nella zona curda dell'Iraq. Secondo quanto riferito da colleghi e testimoni oculari, nove persone, tra cui almeno un altro reporter, sono rimaste ferite. L'attacco è avvenuto nella roccaforte del gruppo islamico Komala Islami Kurdistan (Società islamica del Kurdistan), bersaglio, come il gruppo estremista 'Ansar al Islam', dell'attacco sferrato all'alba dalle forze statunitensi. A quanto raccontato da testimoni oculari, i giornalisti erano in attesa di entrare nel villaggio quando un taxi si è affiancato alla loro auto. Secondo alcune fonti, l'autista è sceso ed è corso via; pochi secondi dopo la macchina è esplosa.
(Agi, 22 marzo, ore 15.43)


La notizia/2: Dispersa una troupe britannica
La televisione satellitare del Qatar al Jazira ha riferito che uno dei componenti delle troupe televisiva britannica attaccata oggi a Bassora è morto. Nel corteo di auto della Itv viaggiavano il giornalista Terry Lloyd, l'operatore Fred Nerac e l'interprete libanese Hussein Othman. Un altro operatore, il francese Daniel Demoustier, che viaggiava su un'altra macchina, è stato ferito, ma è riuscito a tornare in Kuwait, dove ha dato l'allarme ed è stato soccorso. Non è stato in grado, tuttavia, di dire cosa sia successo ai componenti della troupe dell'Itv. A quanto si è appreso, i due autoveicoli sono finiti in mezzo al fuoco incrociato della Fanteria britannica e dell'esercito iracheno sulla strada che collega Umm Qasr a Bassora, all'altezza dell'abitato di Iman Anas.
(Agi, 22 marzo, ore 18.27)


La notizia/3: Ucciso un giornalista russo
Durante la battaglia di Bassora, nell'Iraq meridionale, anche un reporter russo è rimasto vittima delle bombe anglo-americane. L'inviato, con un documento di accredito rilasciato dalle autorità kuwaitiane, sarebbe deceduto in un ospedale cittadino dopo che era rimasto ferito gravemente nel corso di un bombardamento. Secondo l'ambasciatore iracheno a Mosca l'uomo era entrato nel Paese al seguito delle forze staunitensi. (Agi, 23 marzo, 11.37)

Approfondimento: Chi era Paul Moran
Amava il suo lavoro e voleva fare un ultimo scatto Paul Moran, il 39enne cameraman australiano ucciso ieri dall'esplosione di un'autobomba ad Halabja, nel Kurdistan iracheno. Il suo ricordo e la sua foto sono oggi in prima pagina sul Sydney Morning Herald. Il portavoce del Pentagono, Victoria Clarke, aveva avvertito i giornalisti che non erano al seguito delle unità militari del pericolo di rimanere intrappolati nel bel mezzo dei combattimenti. Il corrispondente della Abc Eric Campbell, sopravvissuto all'attentato, parla del collega, ferito a morte dallo scoppio della vettura, al microfono della Abc Radio. «Paul voleva fare un'ultima foto, dei peshmerga (i combattenti curdi, ndr) che correvano verso la base e camminava una cinquantina di metri davanti a me per fare lo scatto; un taxi gli è passato accanto ed è esploso, siamo stati catapultati all'indietro e Paul era morto».
«Conosceva bene questa zona -continua il collega di Moran, Campbell- c'era stato tante volte, aveva degli ottimi contatti, ed era per noi una grande risorsa, per la copertura degli avvenimenti che vogliamo fare». E Campbell assicura che tutti e due avevano preso ogni precauzione per girare sicuri in Iraq. «Tutti e due abbiamo bambini molto piccoli -spiega- e quando abbiamo passato la frontiera abbiamo deciso di essere prudenti al massimo». «Avevamo sempre addosso i giubbotti anti-proiettile -dice- e controllavamo sempre dove sono stati gli altri e quali erano i posti sicuri; pensavamo che fosse tutto a posto e poi all'improvviso è successa questa cosa terribile». Campbell, rimasto anche lui leggermente ferito da alcune schegge, parla del collega come di una persona apprezzata con cui si lavorava bene. Moran, originario di Adelaide, aveva lavorato molto in Medioriente prima di essere trasferito a Parigi lo scorso anno; lascia la moglie e una bambina di un mese.

Quasi 400 giornalisti uccisi in 10 anni
Sono quasi quattrocento i giornalisti che sono stati uccisi a causa del loro lavoro negli ultimi 10 anni, secondo un recente rapporto di "Reporters sans frontieres" («Informazione senza frontiere»).

Lo scorso settembre, quando il rapporto era stato pubblicato, i giornalisti uccisi dall' inizio del 2001 erano 74, tra i quali gli italiani Raffaele Ciriello (in Cisgiordania) e Maria Grazia Cutuli (in Afghanistan). Ad essi si sono poi aggiunti negli ultimi mesi dello scorso anno, il direttore di una radio colombiana assassinato a Bogotà in dicembre ed un indiano ucciso nel Kashmir alla fine di gennaio.

Ecco alcuni degli episodi più gravi a partire dalla guerra nel Golfo (1991).

- 31 MAG 1991 - IRAQ: vengono ritrovati i corpi di due giornalisti della Bbc, Nick della Casa e Charles Maxwell, entrati due mesi prima per girare un documentario sulla rivolta curda.

- 28 GIU 1991 - SLOVENIA: a Lubiana, due giornalisti austriaci Norbert Werner e Nikola Vogel sono uccisi da un missile che colpisce la loro auto.

- 20 SET 1991 - CROAZIA: a Petrinja, sono uccisi da una mina il giornalista francese Pierre Blanchet del 'Nouvel Observateur' e Damien Ruedin della radio svizzera.

- 12 LUG 1993 - SOMALIA: a Mogadiscio, le milizie del generale Aidid uccidono tre fotografi - Dan Eldon e Hoss Maina dell' agenzia Reuters e Hansi Kraus dell'Ap - e un operatore della Reuters Television, Anthony Macharia.

- 28 GEN 1994 - BOSNIA: a Mostar, le milizie croato-bosniache colpiscono una troupe della Rai uccidendo il giornalista Marco Luchetta e gli operatori Alessandro Ota e Dario D'Angelo.

- 20 MAR 1994 - SOMALIA: a Mogadiscio, in un agguato sono uccisi la giornalista della Rai Ilaria Alpi e l'operatore televisivo, Miran Hrovatin.

- 1 MAG 1994 - BOSNIA: a Mostar, l'esplosione di una mina uccide due giornalisti Usa Brian Brinton, dell'agenzia Magnolia, e Francis Tomasic, della rivista 'Spin'.

- 9 FEB 1995 - SOMALIA: a Mogadiscio, il convoglio nel quale viaggiano la giornalista Carmen Lasorella e l'operatore del Tg2 Marcello Palmisano (55 anni) resta coinvolto nella sparatoria fra la scorta ed un gruppo armato. Palmisano viene colpito e muore nell' auto in fiamme.

- 13 GIU 1999 - KOSOVO: a Dulje, sono uccisi da cecchini il giornalista italiano di lingua tedesca Gabriel Gruener e il giornalista tedesco Volker Kraemer, entrambi del settimanale tedesco 'Stern'.

- 12 NOV 2001 - AFGHANISTAN: nel nord-est del paese, i taleban attaccano a colpi di mitra e razzi anticarro il blindato dell'Alleanza del nord uccidendo tre giornalisti, Johanne Sutton e Pierre Billaud, inviati delle emittenti francesi Radio France Internationale (Rfi) e Rtl, e Volker Handloik del settimanale tedesco 'Stern', saliti sul carro armato con un gruppo di reporter stranieri.

- 19 NOV 2001 - AFGHANISTAN - Sulla strada tra Jalalabad e Kabul vengono uccisi Maria Grazia Cutuli, del Corriere della Sera, e altri tre giornalisti: Julio Fuentes, spagnolo, inviato del Mundo, Harry Burton, cameraman australiano, e Azizullah Haidari, fotografo afghano. Questi ultimi due lavoravano per la Reuters.

- 22 FEBBRAIO 2002 - PAKISTAN -Vengono diffuse le prove della uccisione da parte dei suoi rapitori di Daniel Pearl del Wall Street Journal che era stato sequestrato a Karachi mentre conduceva un' inchiesta sul fondamentalismo islamico.

- 13 MARZO 2002- CISGIORDANIA- Il fotografo italiano Raffaele Ciriello viene falciato a Ramallah (Cisgiordania) da una raffica di mitragliatrice sparata da un carro armato israeliano.

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