Berlusconi: "Quei giudici matti"

«Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perchè lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perchè sono antropologicamente diversi dal
resto della razza umana». Lo afferma il presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi, in un'intervista rilasciata a Boris
Johnson, direttore di 'The Spectator' e Nicholas Farrel,
editorialista de 'La Voce di Riminì, commentando l'accusa ad
Andreotti di essere un mafioso. L'intervista è pubblicata oggi
dal quotidiano romagnolo, ed stata rilasciata dal presidente del Consiglio ai due giornalisti britannici nella sua villa di Porto Rotondo.
Altri argomenti sono stati trattati nell'intervista. Eccoli in sintesi.

Giornalisti invidiosi. «Credo ci sia un elemento di
gelosia in ognuna di queste persone perchè non riesco a trovare un'altra spiegazione. Tutti questi giornalisti, Biagi,
Montanelli, erano più anziani di me e credevano di essere loro quelli importanti nel nostro rapporto. Poi il rapporto si è capovolto e io sono diventato ciò che loro stessi volevano essere. Dunque, dato che loro non mi sono politicamente affini, si è sviluppato un sentimento irrazionale tra giornalisti italiani molto famosi».

Era il Pci da processare. «Dopo la caduta del Muro di Berlino, il Partito comunista, la sinistra, era stato sconfitto dalla storia, non fu processato per la complicità morale con i
crimini dei regimi comunisti che loro avevano sempre appoggiato, dalla Cambogia a Fidel Castro a Milosevic. Il Pci appoggiava questi regimi perchè la sinistra ha sempre avuto
un'attrazione fatale per la dittatura. «Non furono portati in
tribunale perchè la sinistra fece infiltrare i suoi uomini in tutti i punti nodali dello Stato, cioè le scuole, i giornali, le stazioni tv, la magistratura, nel sistema nervoso centrale dello Stato. Invece di essere processati, usarono le loro infiltrazioni per portare in tribunale tutti gli altri partiti a cui la storia aveva dato ragione».

L'Economist confonde guardie con ladri. «L'Economist ha fatto un grande e fondamentale errore confondendo le guardie con i ladri. Ha preso i protettori della democrazia e della libertà per i ladri, e ha preso i ladri per le guardie».

Conflitto d'interessi
. «Non ho mai guadagnato un soldo nella mia vita dalla politica. Ho messo i miei soldi nella politica, sì, per finanziare Forza Italia. Non oso telefonare al mio gruppo perchè un solo operatore telefonico potrebbe dire 'Berlusconi sta chiamandò. E per il conflitto di interessi è tutto il contrario, perchè ho dovuto vendere tutto il mio sistema di grandi negozi in quanto i comunisti non volevano comprare da me e avevano una strategia 'BB', boicotta Berlusconi. Le autorità di Sinistra non mi davano nessun nuovo permesso per costruire negozi, e non ho chiesto alla Destra perchè si sarebbe potuto pensare che io avessi un interesse, quindi i miei figli hanno deciso di vendere».

La guerra in Irak. «Abbiamo avuto molti dubbi sulla necessità di questa guerra, e abbiamo cercato di evitarla. Ma
quando abbiamo visto che gli Stati Uniti e la Gran Bretagna,
nostri tradizionali alleati, avevano deciso di farla, noi siamo
stati solidali con loro». Silvio Berlusconi sottolinea di avere una grande stima per Tony Blair e di «credere» sia a Blair che a Bush quando guarda nei loro occhi.
«Facciamo l'esempio di un nostro fratello che si lancia in
un affare dopo che per tre mesi gli abbiamo chiesto di desistere. Beh, è mio fratello e l'appoggio anche se non al punto di pagare le sue perdite. E io ho fatto lo stesso con gli Stati Uniti», dice tra l'altro il presidente del Consiglio ricordando che «siamo vivi oggi grazie agli Stati Uniti», perchè «furono loro a liberarci dal nazismo e dal comunismo e ad appoggiare la nostra crescita economica».

Le armi di distruzione di massa di Saddam. «Sono abituato a mettermi nei panni degli altri e ho pensato che se fossi stato in Saddam mi sarei detto: 'Faremo sparire tutte le armi di distruzione perchè così bloccheremo la risoluzione dell'Onu e non ci sarà un attacco dall'Americà. Così Saddam ha eliminato le armi di distruzione di massa perchè qualcuno, qualcuno molto importante, gli ha riferito che non ci sarebbe stato un attacco senza una risoluzione dell'Onu. Dunque credo che le abbia distrutte o mandate all'estero».
Il presidente del Consiglio aggiunge che, al di là della
guerra in Iraq, esiste «certamente un grande problema nelle
relazioni tra occidente e il mondo islamico». «È un fatto che
nel Medio Oriente non c'è democrazia e giudico questo intervento in Iraq positivo - prosegue - perchè ha messo fine
ad una dittatura e può essere paradigmatico per l'intera regione. Capisco la difficoltà di insegnare la democrazia a
gente che ha conosciuto solo la dittatura»

Convenzione europea. «Credo che il solo modo sia di
approvare ciò che è emerso dalla Convenzione di Giscard
d'Estaing esattamente com'è, forse con una o due modifiche, ma questo è tutto. L'Italia è naturalmente favorevole all'introduzione di un riferimento alla cultura cristiana dell'Europa, o cultura giudaico-cristiana, ma ci sono solo quattro paesi che appoggiano questa causa: l'Italia, la Spagna, l'Olanda e la Polonia. Noi lo vogliamo, ma francamente non credo che sarà possibile. Sarebbe una buona cosa se avessimo una comune politica estera, se l'Europa avesse una singola voce, ma so che al momento non è possibile».

Ansa, 4 settembre 2003