CONCORRENZA
aggiornato al 24 marzo 2004
Microsoft: stangata dalla Ue

Le multe Ue
Le dieci sanzioni antitrust più salate inflitte da Bruxelles
L'APPROFONDIMENTO: Le strategie per la sicurezza
I PRECEDENTI: Le battaglie di Bill Gates
ANALISI: La posta in gioco è l'intrattenimento digitale
COMMENTO: La svolta globale del caso Microsoft
I conti di Microsoft

Mezzo miliardo: la multa più alta mai comminata dalla commissione Antitrust Ue si abbatte su Microsoft, il colosso informatico creato da Bill Gates. L'accusa è di abuso di posizione dominante. Ora l'azienda è obbligata a mutare strategie sul software multimediale e sui server di fascia bassa anche se Steve Ballmer, il numero uno di Microsoft, ha già preannunciato ricorso. Il gigante dell'informatica Usa sarà costretto a vendere una versione di Windows priva del conteso programma Media Player e dovrà diffondere ai concorrenti informazioni atte a non ostacolare l'interoperabilità sui server. A preoccupare Microsoft, più che la multa salata (ma che è solo l'uno per cento delle sue casse) sono proprio le misure correttive che rappresentano uno stop al tentativo di dominare il ricco settore dell'intrattenimento digitale e lo strategico comparto dei piccoli server per le aziende, sul quale la casa di Gates ha lanciato una campagna di conquista.

Megasanzioni.

La maximulta da 497,2 milioni è arrivata dopo un'indagine durata cinque anni, al termine della quale, spiega una nota, la Commissione europea ha concluso che Microsoft Corporation ha "violato le norme dell'Unione europea in materia di concorrenza" sfruttando sui mercati dei sistemi operativi per server per gruppi di lavoro e dei software per riprodurre audio e video il suo quasi monopolio sul mercato dei sistemi operativi per personal computer «Poiché il comportamento illecito prosegue, la Commissione ha ordinato a Microsoft di comunicare ai propri concorrenti, entro 120 giorni, informazioni sulle interfacce richieste per fare in modo che i loro prodotti siano in grado di "comunicare" con l'onnipresente sistema operativo Windows. Entro 90 giorni, invece, deve offrire Windows depurato da Media Player.

Per quanto salata la maximulta in realtà non ha un impatto devastante sui conti di Microsoft. La sanzione, che è più che doppia rispetto a quanto preventivato negli ultimi giorni, poteva arrivare al 10% del fatturato e quindi a 3,2 miliardi di dollari. Invece, l'antitrust Ue ha chiesto il pagamento di una cifra pari all'8% dei ricavi realizzato dal gruppo americano in Europa, Africa e Medio Oriente e all'1,62 del giro d'affari mondiale. In ogni caso i 497,2 miliardi di euro sono circa l'1,2% della disponibilità di cassa, o due settimane di cash flow.

Ricorso in appello.

Il gigante di software ha dichiarato che ricorrerà in appello, ma che continuerà a lavorare in stretta collaborazione con la Commissione europea e gli Stati europei sulle questioni di sicurezza e di protezione della
privacy. ll ricorso sarà effettuato davanti ad un tribunale di prima istanza del Lussemburgo. Il commissario Ue, Mario Monti, però si è detto convinto che il
verdetto sarà confermato anche in caso di appello alla Corte europea di "Siamo stati - ha dichiarato estremamente attenti riguardo alla qualità della decisione presa. Prima di adottarla formalmente sono stati eseguiti numerosi controlli incrociati e verifiche sulla sua equità e correttezza. Siamo stati
anche scrupolosi per quanto concerne il rispetto dei diritti delle parti".

Verso la condanna.

È giunta dunque a un primo verdetto la quinquennale vertenza legale tra l'Antitrust europeo e la Microsoft, accusata di abuso di posizione dominante per aver incluso il software multimediale Media Player (Wmp) all'interno del sistema Windows e per aver ostacolato la concorrenza nel settore dei server di fascia bassa.

La commissione di esperti (comitato consultivo), composta dai rappresentanti delle 15 autorità Antitrust europee aveva approvato lunedì 15 marzo, all'unanimità, la bozza di condanna preparata dall'ufficio di Mario Monti che ha imposto al colosso del software due misure correttive: fornire ai produttori di pc una versione ridotta di Windows (priva di Media Player) e condividere informazioni con i produttori di sistemi server concorrenti al fine di agevolare lo sviluppo del libero mercato. In aggiunta ai rimedi Microsoft è stata condannata a pagare una multa faraonica di quasi mezzo miliardo di euro, una cifra più che doppia rispetto al range tra 150 e 200 milioni di euro ipotizzato negli ultimi mesi.

Rapporti transatlantici.

La questione sta assumendo anche una rilevanza politica nei rapporti commerciali, già tesi, tra Stati Uniti e Unione Europa.

Secondo il senatore democratico dello Stato di Washington, dove risiede il quartier general di Microsoft, l'azione dell'ufficio Antitrust di Mario Monti "è un nuovo esempio dell'assalto degli europei alle aziende di successo americane e alle politiche commerciali che producono la crescita economica".

Tuttavia, a denunciare l'abuso di posizione dominante, in Usa come in Europa, sono state società statunitensi come RealNetworks che hanno visto un ingiusto pregiudizio nei loro confronti a causa dell'incorporazione di Media Player dentro il sistema operativo Windows.

Il capo dello staff legale europeo del colosso Usa, Horacio Gutierrez, nel commentare l'ipotesi di una sanzione pecuniaria più che raddoppiata rispetto alle ipotesi iniziali, ha sostenuto che la multa è ingiusta perché le operazioni per la quale viene comminata sono state permesse negli Stati Uniti. A tal proposito bisogna comunque ricordare che tutte le aziende che conducono business di dimensioni rilevanti in Europa sono soggette alle normative Ue in materia di libera concorrenza. E Microsoft ricava dall'europa circa il 30% del proprio giro d'affari.

La posizione di Monti.

La decisione della megamulta a Microsoft è «proporzionata ed equilibrata». Lo ha affermato il commissario europeo alla Concorrenza, Mario Monti durante la conferenza stampa seguita all'annuncio della multa da 497
milioni di euro per abuso di posizione dominante. "Non è stata una decisione presa alla leggera - ha detto Monti - ma è seguita a cinque anni di indagini, a lunghe discussioni con i nostri esperti e a consultazioni con i 15 Stati membri». Riferendosi poi all'obbligo dato alla società Usa di rendere noti ai gruppi rivali i requisiti per interfacciarsi con Windows, il commissario Ue ha comunque assicurato che la commissione europea non ha alcuna intenzione di «espropriare Microsoft dei suoi diritti di proprietà intellettuale".

Monti ha affermato di aver agito per il bene dei consumatori e dell'innovazione. "Non credo - ha detto il capo dell'antitrust Ue - che Microsoft avrebbe potuto continuare a ignorare le regole europee della concorrenza. Questa vicenda non può in alcun caso essere vista come un conflitto di politica commerciale tra l'Unione Europea e gli Stati Uniti o come un conflitto di interessi industriali". Secondo Monti la decisione di oggi offre un
quadro per affrontare rapidamente e efficacemente altre denunce contro Microsoft presentate alla Commissione europea, come quella che riguarda Windows Xp depositata dalla Ccia, un'associazione di concorrenti del gigante di Seattle. Inoltre, sempre secondo Monti, la decisione costituisce un precedente, che stabilirà i principi chiari per la condotta di imprese che forniscono applicazioni per prodotti innovativi.

Proprietà intellettuale.
Il diritto di proprietà intellettuale è uno dei punti critici della iniziativa antitrust europea poiché Microsoft potrebbe sentirsi lesa rivelando segreti sull'interoperabilità dei server e adire in proposito la Corte di giustizia di Lussemburgo.

Quest'ultima è un'ipotesi non remota e lo stesso commissario Ue al mercato interno, Frits Bolkenstein, è intervenuto tempo fa sul caso per assicurarsi che l'inchiesta dell'Antitrust Ue non porti a violare proprio le regole che governano la proprietà intellettuale, norme la cui ratio è tesa appunto alla tutela di asset immateriali considerati strategici per la crescita delle imprese.

I negoziati falliti e le repliche di Ballmer

I negoziati falliti, anche a seguito degli infruttuosi colloqui tra il numero uno della multinazionale Steve Ballmer e Mario Monti, avevano lo scopo di trovare un accordo con il quale gigante di Redmond avrebbe probabilmente evitato la condanna adempiendo alle misure correttive ideate da Mario Monti, ma la multinazionale non ha manifestato l'intenzione a capitolare e pare, dunque, intenzionata ad adire la Corte di giustizia per fermare l'azione dell'Antitrust con un ricorso che potrebbe anche congelare l'applicazione dei rimedi eventualmente imposti da Bruxelles. Del resto la "cura Monti" (scorporo di Wmp) va a toccare punti chiave della strategia commerciale della società americana.

Steve Ballmer, ha affermato che nel corso dei negoziati con l'Ue tenuti la scorsa settimana, la casa di seattle aveva offerto più benefici per i consumatori di quelli richiesti dalla Commissione. In una nota si legge infatti che Microsoft aveva proposto che per ogni pc con Windows preinstallato sarebbero state distribuiti tre lettori multimediali concorrenti, per un totale di un miliardi di software nei prossimi tre anni.

In una nota pubblicata sul sito della casa, ha lamentato che l'azione Ue mette a rischio lo sviluppo di Windows e pone incognite sulle tecnologie di integrazione di software. Secondo Microsoft la sentenza è infausta perché imponendo lo scorporo del lettore multimediale riduce le funzionalità di Windows. La Casa afferma che la maggior parte degli utenti europei desidera questo tipo di software accessori, mentre al contrario, la decisione Ue limita la tecnologia posta al servizio dei consumatori che, sempre secondo Microsoft, hanno ora una minore possibilità di scelta.

Ballmer ha esortato, in una e-mail, i suoi dipendenti a lavorare in vista delle prossime sfide sul mercato, che saranno affrontate - ha detto - "facendo fuoco con tutti i cannoni".

Le reazioni in Borsa.

Il titolo Microsoft rimbalza nella preapertura di Wall Street e azzera in pochi minuti le pesanti perdite causate dall'annuncio delle sanzioni della Commissione europea. Le azioni del colosso informatico sono prima scese com'era prevedibile trascinando con sè i future sugli indici di Wall Street, ma ora sono passate in terreno positivo e guadagnano lo 0,7% a 24,32 dollari. Azzerano le perdite anche i future su Nasdaq e S&P 500, rispettivamente
in crescita dello 0,22% e dello 0,07%

Top

Le multe Ue
Le dieci sanzioni antitrust più salate inflitte da Bruxelles, in milioni di euro
Anno Importo
Hoffman-La Roche 2001 462,000
Basf 2001 296,160
Lafarge 2002 249,600

Arjo Wiggings
2001 184,270
Nintendo 2002 149,128
Bpb 2002 138,600
Degussa 2002 118,000
Volkswagen 1998 102,000*
Hoecht 2003 99,000
Knauf 2002 85,800
(*) Poi ridotta a 90 milioni

Top