RELEZIONI INTERNAZIONALI
22 settembre 2004
Ue-Libia: revoca totale delle sanzioni

I 25 Paesi europei hanno deciso oggi di revocare totalmente l'embargo verso la Libia. La decisione - presa oggi dal Coreper, il comitato dei rappresentanti degli Stati membri presso la Ue - sarà ratificata dai ministri degli Esteri della Ue nella riunione del 11 ottobre a Lussemburgo. Vengono cancellate tutte le sanzioni contro la Libia imposte dalla Ue nel 1986 e anche quelle successive imposte nel 1992, in seguito all'embargo Onu. La Ue non aveva seguito le Nazioni Unite quando nel 99 decise la loro sospensione e nel settembre del 2003 la revoca generale.

L'embargo contro la Libia riguarda armi e equipaggiamenti militari (tra cui jeep, elicotteri, aerei e altri mezzi) e anche misure economiche, con il congelamento di fondi libici all'estero e il divieto nella fornitura di beni e servizi civili legati all'industria petrolifera. Il dibattito a livello europeo era stato sollecitato dall'Italia che, nell'ambito della lotta all'immigrazione illegale, aveva chiesto la revoca dell'embargo per componenti e equipaggiamenti militari per poter fornire alla Libia i mezzi necessari al controllo delle frontiere.

Gli Stati Uniti, invece, due giorni fa hanno ufficialmente cancellato l’ordine esecutivo del 1986 che aveva imposto un programma di sanzioni contro la Libia e un altro del 1992 che vietava i voli diretti fra i due Paesi. La decisione della Casa Bianca, che consente formalmente il ritorno delle compagnie petrolifere Usa a Tripoli, fa seguito a quella dell’aprile scorso, quando il presidente George Bush aveva consentito la sospensione delle sanzioni per premiare la volontà del colonnello Muammar Gheddafi di rinunciare al programma di sviluppo di armi di distruzione di massa. Sebbene sospese, le sanzioni erano tuttavia rimaste in essere in attesa di un provvedimento formale di revoca, cui Bush ha apposto ieri la sua firma, dopo che nei giorni scorsi gli incontri fra le delegazioni dei due Paesi a Londra avevano portato a nuovi importanti progressi.

In concreto, la Libia ha consegnato agli Stati Uniti le prove di aver smantellato i suoi laboratori e ha accettato di eliminare i suoi missili Scud B. I negoziati di questi giorni costituiscono la terza e ultima fase del processo messo in moto da Gheddafi il 19 dicembre 2003, quando annunciò di voler rinunciare al suo vecchio progetto di sviluppare armi di distruzione di massa. Da allora, prima ha permesso a ispettori di Stati Uniti e Gran Bretagna di perlustrare il Paese e di esaminare i documenti del regime, poi ha permesso il trasferimento negli Usa di alcuni componenti nucleari e la distruzione di tutte le armi chimiche trovate. Ora, secondo quanto riferito dal portavoce del dipartimento di Stato, Adam Ereli, la Libia ha passato in mano americana "tutti gli elementi critici" del suo programma di armi nucleari.

Come parte del provvedimento di revoca delle sanzioni, il presidente Bush ha scongelato asset libici negli Stati Uniti per 1,3 miliardi di dollari. In cambio la Libia pagherà alle famiglie di ciascuna delle 270 vittime dell’attentato al volo Pan-Am del 1988 circa 4 milioni di dollari in aggiunta ai 4 già versati sinora. La Libia aveva minacciato di cancellare il pacchetto di risarcimento a favore delle famiglie se le sanzioni non fossero state revocate entro mercoledì. Altri due milioni di dollari per vittima verranno corrisposti quando la Libia sarà tolta dalla lista del dipartimento di Stato dei Paesi considerati sponsor del terrorismo. I Paesi che compaiono in tale lista non possono comprare armi dagli Stati Uniti e tantomeno prodotti o macchinari che si prestano a un uso duplice, tanto militare quanto civile. È tuttavia improbabile che la Libia venga levata anche da questa lista in tempi brevi, almeno fino a che il Governo di Tripoli non sarà stato scagionato del tutto dal sospetto di aver partecipato a un complotto per assassinare il principe Abdullah dell’Arabia Saudita. Sebbene la strada per la piena riabilitazione non sia stata completata, non ci sono dubbi che i rapporti tra Stati Uniti e Libia sono giunti a una svolta epocale dopo le aperte ostilità degli anni 90. Un disgelo questo che costituisce indubbiamente un importante successo per il presidente Bush a poche settimane dalle elezioni del 2 novembre.