Wikipedia, l'enciclopedia open source
di Salvatore Romagnolo



Il progetto, nonostante le apparenze, non ha alcunché di utopico, anzi, è una realtà a tutti gli effetti e porta il nome di Wikipedia. Il suo ideatore, Jimmy Wales, fondatore del portale Bomis.com, l’ha lanciata quattro anni fa con un solo vincolo: che non ci sia alcun vincolo. E cioè, che sia per pubblicare un articolo, modificare o arricchire un contributo già online, chiunque può partecipare. Gratuitamente. Dal momento della sua creazione sarebbero circa 10.000 persone ad averlo già fatto. Una cifra difficile da stabilire con precisione, poiché i contributi possono rimanere anonimi.

Così facendo, Wikipedia ha appena superato la boa del milione di articoli pubblicati. La maggior parte è in inglese (361.000), seguono il tedesco (148.000) e il giapponese (76.000). La versione italiana, inaugurata nel dicembre 2001, può vantare più di 26.000 contributi. Le lingue in cui è disponibile questa enciclopedia Web sono, comunque, più di un centinaio, dal francese all’espéranto, dal portoghese al thai, senza disdegnare il klingon, il tibetano e persino il Volapük.

Disponibile in download per le versioni inglese e francese, Wikipedia dovrebbe essere disponibile su Cd-ROM o Dvd a pagamento entro la primavera 2005. Inoltre, Mandrakesoft dovrebbe proporla quale tool della sua distribuzione Mandralinux in occasione dell'uscita della versione 10.2.

Ma il progetto è ben più esteso e non si "limita" alla sola enciclopedia. C’è la comunità dei Wikipediani, con il suo Portale della Comunità , e c’è la fondazione Wikimedia, che sta dietro a Wikipedia, invita tutti a immaginare "un mondo in cui ognuno possa avere libero accesso a tutto il patrimonio della conoscenza umana", e spera di potere distribuire anche un Cd-ROM gratuito, in particolare nei paesi africani. Questo soprattutto grazie alle donazioni che la fondazione Wikimedia è incaricata di raccogliere. L'ultima, in ordine di tempo, che sta per concludersi, ha permesso di raccogliere ben 50.000 dollari.

Open source e priva di vincoli ma con ferree norme etiche
Numerose sono le questioni che si pongono in merito a un'enciclopedia redatta in questo modo, spesso considerato poco ortodosso. Anche se chiunque può contribuirvi, $//$questo non significa anarchia$//$, precisa Florence Devouard, vice presidente della fondazione Wikimedia, secondo la quale, il sistema si controlla, per così dire, da sé, grazie agli interventi multipli dei Wikipediani.

$//$Quando si è oggetto di critiche o di osservazioni – precisa Florence Devouard -, si fa attenzione a non ricommettere l’errore. Inoltre, qualsiasi lettore dell’enciclopedia è invitato a reagire se riscontra un problema: non vogliamo nutrire l’utente in modo passivo, come avviene con le enciclopedie normali, quelle cartacee. Se qualcuno è colpito da qualcosa è invitato a segnalarlo, criticarlo e a partecipare$//$.

L'enciclopedia è cooperativa, dunque, ma non senza norme. I partecipanti devono rispettare alcuni principi, come il criticare in modo costruttivo, il divieto di utilizzare testi soggetti a diritto d'autore e, soprattutto, la neutralità del punto di vista. Altra norma: un articolo deve avere un valore conoscitivo e non autocelebrativo. Una volta rispettati questi precetti ci si può ritenere Wikipediani Doc.

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