piazza affari
8 dicembre 2004 (ore 17,45)
Scuderia Tronchetti sugli scudi

All’indomani della grande operazione di riassetto, il mercato promuove l'accorciamento della catena. Nel giorno della riammissione, tutti i titoli hanno chiuso la seduta in terreno positivo, ma l'elemento più rilevante riguarda i volumi di scambio, da record pur in una giornata semifestiiva. Secondo dati provvisori, sono passati di mano 554 milioni di titoli Telecom, pari al 3,4% del capitale, e 359,5 milioni di azioni Tim, pari al 4,20% del capitale.
Attività intensa anche per Pirelli, con 92 milioni di azioni scambiate, pari al 2,70% del capitale. Scambi vivaci anche ai blocchi e fuori mercato, dove sono passati di mano 14,771 milioni di titoli Telecom ordinari, pari allo 0,10% del capitale e 2,22 milioni di Tim ordinarie, insieme a 400 mila azioni Tim
risparmio.

Le decisioni di ieri

I consigli di aministrazione di Telecom e Tim hanno approvato l'integrazione societaria finalizzata a semplificare la struttura proprietaria e a ottimizzare la struttura patrimoniale e finanziaria della società dopo la fusione. Sempre oggi un aumento di capitale fino a 1.080 milioni di euro per sottoscrivere la ricapitalizzazione della controllata Olimpia è stato deciso dal Cda di Pirelli che ha valutato positivamente l'operazione destinata a incrementare l'investimento in Telecom Italia. Anche Camfin effettuerà un aumento di capitale da 218 milioni di euro. Il ricavato sarà destinato a sottoscrivere la quota di propria competenza dell'aumento di capitale Pirelli. La holding Gpi, che controlla Camfin, cederà a Banca Intesa, Capitalia, Generali e Mediobanca una quota complessiva del 6,5% del capitale post aumento di Camfin, che verrà suddivisa in misura paritetica tra i quattro soci.

Aumento di capitale fino a un massimo di 2 miliardi di euro, infine, anche per Olimpia. «Le risorse derivanti da questo aumento, si legge in una nota, saranno destinate a incrementare l'investimento in Telecom Italia e quindi, a mantenere a valle una quota percentuale qualificata».


I dettagli dell'Opa.

L'operazione prevede il lancio di un'Opa parziale di Telecom su Tim a 5,6 euro per azione. In particolare, l'offerta riguarda i due terzi del flottante delle azioni ordinarie Tim e la totalità delle azioni risparmio.
Agli azionisti Tim andranno fino a 14,5 miliardi di euro. L'Opa riconosce un premio del 19% per le ordinarie sugli ultimi 30 giorni e dell'8% sulla chiusura di venerdì. Per le risparmio invece 21% sugli ultimi 30 giorni e 4% sull'ultima
quotazione. Una volta conclusa l'Opa partirà il processo di fusione con un concambio di 1,73 azioni ordinarie Telecom ogni ordinaria Tim e 2,36 per la categoria risparmio.
La fusione per incorporazione in Telecom di Tim avverrà previo scorporo verso una controllata al 100% di Tim del ramo d'azienda relativo al business della telefonia mobile nazionale. Al momento della fusione Tim si troverà a
controllare in via totalitaria la società conferitaria delle attività di telefonia mobile nazionali e Tim International. All'esito della fusione Telecom Italia acquisirà la titolarità diretta del 100% di entrambe le società.

I tempi.

La tempistica prevede l'avvio dell'Opa su Tim all'inizio di gennaio prossimo con chiusura del periodo di offerta entro lo stesso mese e pagamento enro il quinto giorno lavorativo successivo al termine del periodo di adesione. In caso di successo dell'Opa (la condizione di efficacia é il raggiungimento dei 2/3 del quantitativo dell'offerte per le due categorie di azioni), approvazione del progetto di fusione da parte dei Cda e convocazione per il mese di marzo delle assemblee dei soci per l'approvazione della fusione. Il completamento della fusione avverrà in tempo utile per un'efficacia dell'integrazione a partire dal secondo semestre 2005, previo scorporo da Tim del ramo d'azienda relativo ai servizi mobili nazionali. La fusione avverrà a valle della distribuzione dei dividendi che si prevedono almeno in linea con l'anno precedente.

Integrazione "strategica" dal punto di vista industriale

«L'integrazione soddisfa le esigenze di natura strategica e industriale suggerite dall'integrazione tra le piattaforme che governano le attività di telefonia fissa e quelle di telefonia mobile». Così Telecom Italia ha spiegato gli scopi dell'operazione di integrazione tra la società di telefonia
fissa e la Tim. «La clientela avverte il bisogno di usufruire dei servizi consentiti dalle nuove tecnologie senza soluzione di continuità, indipendentemente dal
contesto in cui si trova» sottolinea una nota diffusa dopo i cda che hanno approvato il progetto.

Le innovazioni tecnologiche, guidate dall'accelerazione delle offerte per la banda larga per il fisso e di Edge/Umts per il mobile, indica il comunicato, riducono le barriere tra le diverse reti e ampliano gli ambiti di complementarietà tra le offerte di servizi di telecomunicazioni e quelle di
settori contigui, informatica, media ed elettronica di consumo. L'evoluzione del quadro di mercato e il presidio della creazione di valore per i soci del gruppo, afferma il comunicato, richiedono anche un adeguamento dei
modelli di business e della strategia organizzativa, al quale è funzionale appunto l'incorporazione in Telecom Italia di Tim. Per cogliere appieno, in un momento di forte discontinuità tecnologica, i benefici che l'integrazione
delle piattaforme e dei servizi rende disponibili, il gruppo ritiene dunque opportuno un intervento a livello di struttura societaria che garantisca un governo unitario dei processi di business che una situazione di controllo
parziale del capitale non consente. «Questo permetterà di disporre di strumenti rispondenti al bisogno di integrazione espresso dal cliente, valorizzare gli elementi di complementarietà dei servizi offerti per promuovere i consumi e contestualmente cogliere ogni beneficio derivante
dalle sinergie trasversali tra le diverse aree di business».

La politica di pay-out.

Telecom Italia non aumenterà i dividendi, ma manterrà nel 2004 «la stessa
politica dei dividendi del 2003». Lo ha detto il presidente di Telecom Italia, Marco Tronchetti Provera, nella conferenza stampa seguita alle riunioni dei cda che hanno approvato la fusione.

Il nodo del rating e dell'indebitamento.

Moody's ha confermato i rating "BAA2" sul debito a lungo termine senior unsecured di Telecom Italia e delle sue controllate, mantenendo
l'outlook stabille. Anche Standard & Poor's ha confermato il suo giudizio (BBB+ sul debito a lungo termine, A-2 su quello a breve), ma ha tagliato l'outlook da positivo a stabile. Conferma del rating attuale (A-) è arrivata infine anche da Fitch, che ha tuttavia abbassato l'outlook da stabile a negativo.

«Le agenzie di rating - ha poi aggiunto Marco Tronchetti Provera - ci hanno confermato per iscritto che il debito che emergerà dall'operazione non cambia il nostro rating». Tronchetti ha sottolineato come - secondo le principali società di valutazione - «l'indebitamento è compatibile con l'attuale
rating». Tronchetti ha poi spiegato che l'operazione non sarebbe stata possibile nell'aprile di quest'anno per il livello di debito di Telecom Italia. «Avevamo un vincolo forte con le agenzie di rating per arrivare a 30 miliardi dai 33-34 di aprile» ha spiegato il presidente del gruppo Telecom Italia. «In aprile - ha aggiunto - ci saremmo mossi prima di aver raggiunto un
target che ci eravamo posti da 3 anni. Sarebbe stato difficile ottenere cassa e non avremmo avuto cassa sufficiente per fare un'operazione non diluitiva per
l'azionista di maggioranza di Telecom Italia». Il presidente del gruppo Telecom ha poi concluso dicendo che i nuovi target per l'indebitamento saranno resi noti in occasione dell'investor day previsto per il marzo del 2005.

Infine, per quanto concerne il costo medio dell'indebitamento di Telecom Italia, questo secondo Tronchetti Provera sarà del 4,9 per cento.