PARTECIPAZIONI
26 maggio 2005
Enel cede Wind ma resta nelle tlc

La chiamano "dismissione". Ma il contratto approvato dal cda dell'Enel ieri sera per la vendita di Wind alla famiglia egiziana Sawiris nasconde qualcosa di molto diverso: le telecomunicazioni continueranno a impegnare in maniera significativa l'Enel del dopo Scaroni. Lo stato maggiore della società elettrica illustrerà il patto questa mattina, in occasione dell'assemblea che formalizzerà il passaggio della poltrona di amministratore delegato da Paolo Scaroni allo stratega finanziario del gruppo, Fulvio Conti.
Entro l'estate l'Enel cederà il 62,75% di Wind , valutata 12,2 miliardi di euro, al Weather Fund allestito per la bisogna da Sawiris, procrastinando il passaggio del rimanente 37,25% al primo semestre del prossimo anno per poter ricavare benefici dalle perdite di Wind sul bilancio Enel 2005. Ma ecco la vera valenza strategica dell'operazione, delineata nei giorni scorsi ma ora confermata con dovizia di particolari dal contratto approvato ieri sera.
Enel comprerà per 300 milioni una prima quota del 5% di Weather già nella prima fase della cessione di Wind, che consentirà di deconsolidate i 7,2 miliardi di debito accumulato dalla società di tlc e porterà nelle casse Enel circa 3 miliardi. Nel primo semestre del 2006 il secondo atto: Enel cede a Weather la quota rimanente di Wind ma accresce la sua partecipazione in Weather fino a una soglia vicina al 30%. La novità dell'ultima ora riguarda questo passaggio. In occasione del secondo acquisto da parte dell'Enel Weather avrà ricevuto in dote una quota leggermente superiore al 50% di Orascom, il gruppo egiziano di tlc controllato da Naguib Sawiris presente in molti paesi dell'area medio-orientale, con l'intenzione di quotare Weather-Orascom nei tempi più brevi e comunque entro il 2006.
Sawiris avrà così rispettato in pieno l'impegno, accolto con prudente scetticismo, lanciato nelle prime fasi della trattativa per l'acquisto di Wind: la nostra società di tlc sarebbe diventata il "fulcro" di un grande operatore integrato con una presenza crescente in tutta l'area del mediterraneo e del Medio Oriente. Di più: la testa del nuovo operatore sarebbe stata collocata nelle strutture romane e nello stesso management di Wind.
Enel presenterà probabilmente la valenza strategica dell'operazione in questo modo: proprio nel momento cruciale della "rifocalizzazione" sul mercato elettrico nazionale e europeo, che nei primi giorni della prossima settimana vedrà la firma del grande patto tra Enel e Edf, la nostra spa elettrica raggiunge intanto l'obiettivo di dismettere il controllo di Wind ricavandone evidenti benefici finanziari. Allo stesso tempo mantiene una corsia preferenziare per conquistare, attraverso la partecipazione in Orascom-Weather, quella grande ripresa delle telecomunicazioni internazionali che secondo i più quotati analisti dovrebbe passare proprio per un'aggregazione tra operatori sulla base di "bacini" geografici integrati.
Se va bene si sarà utilmente recuperata la parte buona della grande diversificazione dell'Enel voluta da Franco Tatò. Se va meno bene non sarà difficile dismettere quella che sarà comunque una partecipazione non di controllo.