televisione
5 agosto 2005
Rai, Alfredo Meocci nuovo direttore generale

Alfredo Meocci è il nuovo direttore generale della Rai. Lo ha nominato a maggioranza il consiglio di amministrazione con cinque voti a favore e tre voti contrari. A favore di Meocci con ogni probabilità hanno votato i cinque consiglieri della Cdl, Staderini, Urbani, Malgieri, Bianchi Clerici e Petroni; contro i tre dell'Unione, Rizzo Nervo, Curzi e Rognoni. Non ha invece partecipato al voto il neopresidente Claudio Petruccioli.

Ma la nomina innesca già le prime polemiche. Le associazioni dei consumatori Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori hanno annunciato che presenteranno ricorso al Tar contro la scelta del Cda Rai.
«Senza entrare nel merito delle qualità professionali e umane - scrivono in una nota congiunta le organizzazioni dei consumatori - l'incompatibilità di Meocci, in quanto membro uscente dell'Autorità per le comunicazioni, è palese e ribadita dalle norme vigenti. La sua nomina quindi - proseguono - rappresenta uno schiaffo alla legalità a danno degli utenti del servizio pubblico, e contro tale situazione i consumatori presenteranno un ricorso al Tar del Lazio».

Chi è Alfredo Meocci

Alfredo Meocci è nato a Verona il 30 marzo 1953 ed ha quindi 52 anni. Laureato in pedagogia. Pubblicista dal 1975 è diventato giornalista professionista nel 1982. Giornalista del Tg1 dove è rimasto dal 1982 al 1990, nelle redazioni Esteri, Interni e coordinamento. Ha condotto in studio due edizione del Tg1 fino al 1990. Assessore alla cultura del comune di Verona (dal 1991 al 1993), tra le sue iniziative una grande mostra dedicata Wassily Kandisky. È stato consigliere di amministrazione dell'Istituto Luce. Eletto deputato nella 12/a legislatura, nelle liste del Ccd, di cui è stato anche portavoce con competenza sui problemi dell'informazione e dell'editoria. È stato componente della commissione di Vigilanza sulla Rai, della Commissione speciale per il riassetto televisivo e della commissione cultura della Camera. È stato vicepresidente dell'Ente Lirico Arena di Verona.
Il 12 febbraio del 1998 viene nominato dal Senato componente dell'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, nella commissione Servizi e Prodotti e vi rimane fino a marzo di quest'anno. In quella veste si è occupato con grande attenzione dei problemi legati al rapporto Tv e Minori. Membro dell'autorità per le Comunicazioni, è stato relatore di tutti i pareri all'Autorità Garante della concorrenza e del mercato (Antitrust) sui provvedimenti riguardanti le operazioni di concentrazione e la pubblicità ingannevole, del progetto speciale sulla tutela dei minori, della relazione tecnica sul digitale terrestre. È stato, fra l'altro, relatore del provvedimento che ha consentito la realizzazione di un database unico per gli abbonati della telefonia fissa. Con Vincenzo Monaci è stato relatore del provvedimento volto all'accertamento della sussistenza di posizioni dominanti in base alle norme della legge Gasparri. Si è occupato anche dei temi relativi al rispetto della par condicio all'interno dei periodi elettorali, di pubblicità e di televendite. Ha invece votato contro la decisione dell'Autorità di multare Rai e Mediaset per un importo pari al 2% del fatturato 2003, provvedimento poi impugnato davanti al Tar per il superamento dei tetti pubblicitari.