arte
In mostra la collezione di Franco Maria Ricci

      “ Laissez moi cultiver mon jardin “: con queste parole di Voltaire l’editore Franco Maria Ricci si è congedato dai suoi lettori nel numero di marzo di FMR, l’ultimo da lui firmato. Si dedicherà, infatti, come un signore d’altri tempi, alla creazione di un giardino che ospiterà, tra “rovine e bambù” e “tante altre cose superflue”, una biblioteca e un grande labirinto. Un percorso nella bellezza, dunque. Come quello allestito dallo scenografo Pier Luigi Pizzi nelle 27 sale del Piano nobile della Reggia di Colorno, in provincia di Parma, che espone fino al 18 luglio 2004 “ La collezione d’arte di Franco Maria Ricci editore e bibliofilo”.

      Promossa dalla Provincia di Parma e dal Comitato per la promozione della cultura e delle residenze farnesiane, la mostra raccoglie 150 pezzi di straordinaria raffinatezza e intensità emotiva. Un’ “anticollezione”, è stato scritto. Perché l’esteta Franco Maria Ricci, lontano dallo stereotipo del collezionista moderno, specializzato in un determinato settore artistico e in un circoscritto periodo storico, spazia in ben cinque secoli di arte occidentale europea - ad eccezione di qualche pezzo proveniente dall’America Latina - dal Rinascimento all’età contemporanea, seguendo uno stile e un’intuizione senza limiti di tempo o di consolidata fama. Accanto ad opere di Maestri dell’arte, infatti, quali Carracci, Bernini, Ligabue, Wildt, Boudard, Hayez, Lanfranco o Thorvaldsen, troviamo anche artisti minori e pezzi la cui attribuzione è stata fatta per la prima volta in occasione della pubblicazione del catalogo curato da Laura Casalis e Giovanni Godi. Che, suddiviso in sezioni decennali, accosta alle acquisizioni di un determinato periodo le contemporanee produzioni editoriali di Franco Maria Ricci. Non poteva mancare, poi, una scelta di rari e preziosi volumi del Bodoni.

      A conferma non solo della predilezione di Ricci per l’arte neoclassica, ma anche della passione per il grande tipografo che rappresentò per lui , geologo di professione, “il colpo di fulmine” che avviò la sua carriera di editore di fama internazionale.

      Varietà di epoche, dunque, di stili e di materiali. Dal bronzo al legno, dalla terracotta al diaspro e al marmo dei numerosi e straordinari busti per i quali gli storici d’arte Sylvia Ferino e Christian Beaufort hanno coniato il termine di “Bustomania”. Che siano di Anonimi o berniniani, di tradizione francese o romana, busti e ritratti racchiudono forse il senso e la magia di questa collezione già organizzata dall’editore in una sorta di galleria ideale nelle sue residenze private e, soprattutto, negli spazi della sua casa editrice. Sono opere di incredibile impatto visivo ed emotivo che raccolgono e ricambiano sguardi. In quel sottile, personalissimo gioco di seduzione che, attraversando i secoli, suscita l’Incontro tra un artista e l’occhio febbrile, appassionato e esperto del collezionista.

      ��La collezione d’arte di Franco Maria Ricci editore e bibliofilo”.
      Martedì, mercoledì, giovedì e domenica dalle 10 alle 19. Venerdì e sabato dalle 10 alle 22. Lunedì chiuso, tranne festivi dalle 10 alle 19.

      Mazzola Bedoli, Sacra Famiglia con angioletto, olio su tela, XVI sec. Piccio, Ritratto di Tommaso Grossi, olio su tela, XIX sec Lanfranco, Sacra Famiglia, olio su tela, XVI sec.
      Bartolini 2, testa di Paride, marmo, XIX sec Wildt, Torso di gladiatore, marmo, XX sec Bartolini, Busti della duchessa Maria Luigia ed Elisa Baiocchi, marmo, XIX sec
      Busto di Antinoo, marmo nero, neoclassico o anni trenta Hayez, Ritratto di Francesca Majnoni, olio su tela, XIX sec Marinali, Busto di santo, marmo, XVIII sec