previsioni
13 dicembre 2006
Forum Sole 24 Ore - Banca Intesa: ripresa più lenta, Pil +1,5% nel 2007 (+1,7% nel 2006)
di Michele De Gaspari

Le previsioni per il 2006-2007
(variazioni % annue e data di previsione)
2005 2006 2007
consuntivo settembre 06 dicembre 06 settembre 06 dicembre 06
Prodotto interno lordo 0 1,6 1,7 1,4 1,5
Consumi delle famiglie 0,1 1,4 1,6 1,2 1,4
Investimenti fissi lordi -0,6 2,3 2,7 2,0 2,4
Prezzi al consumo 1,9 2,2 2,1 2,1 2,0


Borse, cambi e tassi
(dati trimestrali, fine periodo)
II/06 III/06 IV/06 I/07 II/07 III/07
Cambio euro/$ 1,28 1,27 1,31 1,31 1,30 1,30
Cambio yen/$ 114,4 118,1 114 113 111 110
Tasso Bund 10 anni 4,07 3,68 3,84 3,94 4,01 3,98
Indice Eurostoxx 50 3.344 3.571 3.934 3.990 4.049 4.030


I risultati in dettaglio del sondaggio congiunturale di dicembre: si stabilizzano le prospettive dell'economia italiana, la ripresa tiene il passo sull'onda della buona salute della domanda internazionale, anche se non mancano i rischi di nuove battute d'arresto (frenata Usa, dollaro debole, caro petrolio, ma non solo); la crescita del Pil, superiore alle attese nel primo semestre 2006, ha portato a una significativa correzione al rialzo delle stime per quest'anno (da +1,1% nello scorso maggio a +1,7% in dicembre); inflazione pressoché stabile al 2-2,1%; euro quasi invariato verso 1,30 contro dollaro; tassi d'interesse in ulteriore contenuto aumento (probabili 25 punti base) entro la metà del 2007.

L'economia italiana ha, dunque, consolidato la svolta nelle prospettive a breve termine, dopo il buon andamento del Pil nei primi due trimestri 2006 (+0,8% e +0,6% rispettivamente) e la stabilizzazione nel terzo (+0,3%), che ha fatto seguito all'evoluzione altalenante, nel contesto di un profilo congiunturale sostanzialmente piatto, dei trimestri del 2005. Ciò significa il superamento della lunga fase di stagnazione; i segnali sul fronte della congiuntura restano nel complesso favorevoli, così come numerosi elementi indicano che il punto di svolta ciclico è ormai alle spalle. Questo moderato passo di marcia è in linea con le stime di consenso dei maggiori centri di previsione, nazionali e internazionali: una crescita più lenta nella media del prossimo anno, con una modesta correzione al ribasso della dinamica del Pil (da +1,7% a +1,5%), legata al leggero indebolimento della ripresa nell'area dell'euro e alla relativa minore performance dell'economia mondiale, a seguito del rallentamento americano. Il 2006, in particolare, è stato un periodo di ritorno alla crescita, dopo il ristagno del 2005; ma ha visto ancora allargarsi il divario con gli altri paesi dell'eurozona.

Gli operatori ed esperti interpellati nel Forum congiunturale di dicembre - la rilevazione è stata condotta nei primi dieci giorni del mese - convergono, in sostanza, sulla prospettiva di un graduale assestamento della ripresa a partire dall'ultimo trimestre del 2006; il loro scenario si rivela, peraltro, un po' meno grigio rispetto al quadro delineato dai principali uffici studi e istituti di analisi economica, secondo i quali appare oggi probabile una crescita del Pil intorno all'1,3-1,4% nella media del 2007, con un contenuto rallentamento della dinamica annua nella prima metà del periodo, dopo un consuntivo del secondo semestre 2006 pari a +1,8/1,9% tendenziale e a fronte di un aumento medio annuo dell'1,7% (dato effettivo grezzo, a parità di giorni lavorativi il risultato sale a +1,8%) stimato nel 2006. Si tratta di un'evoluzione di poco più favorevole di quanto previsto dal Governo (+1,3%) nella Nota di aggiornamento a fine settembre del Dpef 2007-2011, presentato in luglio e su cui si basano gli obiettivi di finanza pubblica per quest'anno e il prossimo, confermati nel Programma di stabilità aggiornato a dicembre.

I principali indicatori congiunturali qualitativi - dalle aspettative sulla domanda e la produzione al clima di fiducia delle imprese, in relativa controtendenza quello delle famiglie - hanno mostrato, nel corso del 2006, una chiara tendenza alla ripresa, dopo i bassi livelli toccati in precedenza; e queste attese più favorevoli dovrebbero trovare riscontro nei dati dei prossimi mesi, perché i segnali di svolta messi in evidenza dalle inchieste negli ultimi tempi sembrano finalmente tradursi in un effettivo rilancio dell'attività economica. Il quadro che emerge dal Forum di dicembre indica, pertanto, un assestamento delle previsioni (leggermente ritoccate al rialzo e aggiustate nel frattempo con i nuovi dati di contabilità nazionale) rispetto alla precedente rilevazione di settembre; l'orientamento di esperti e operatori è sempre condizionato, peraltro, dall'incertezza legata agli scenari internazionali e, in particolare, alla perdurante sopravvalutazione dell'euro (effetto speculare della debolezza del dollaro), alle elevate quotazioni del petrolio, alle difficoltà della situazione politica sul fronte interno, con il percorso parlamentare sempre più in affanno della Legge finanziaria .

La prossima fase di graduale recupero ciclico dovrebbe interessare innanzitutto, per quanto concerne la domanda interna, gli investimenti fissi lordi: dopo la nuova battuta d'arresto (-0,6%) del 2005, essi dovrebbero far segnare un certo recupero (+2/3%) nel corso del 2006-2007. E' probabile, quindi, un rimbalzo dei valori tendenziali nella parte finale di quest'anno. I consumi delle famiglie saranno, a loro volta, caratterizzati da una dinamica annua sempre modesta (intorno all'1,5%) nella media del biennio, confermando la fase di ridotta vivacità della domanda interna, in sintonia con il declino nel clima di fiducia, che ha contrassegnato tutto il periodo 2001-2005. Un'inflazione attesa ancora sopra il 2% e la pressione fiscale che diventa più elevata non possono, infatti, non avere conseguenze restrittive sul potere d'acquisto delle famiglie, comprimendo il reddito reale disponibile e, quindi, la spesa per consumi privati, già condizionata dalla diffusa incertezza e dai timori per il futuro.

I prezzi, alla produzione e al consumo, rimarranno sostanzialmente sotto controllo, ma i primi dovrebbero continuare a scontare le tensioni all'origine (energia e materie prime); nel caso dell'inflazione al consumo è, inoltre, possibile qualche ritardato effetto (tariffe energetiche) legato ai rincari del petrolio registrati negli scorsi mesi. Questo scenario di tendenziale calma è, in particolare, favorito sia dall'apprezzamento dell'euro, sia dallo scarso dinamismo della domanda di beni di consumo, anche se non sono escluse nuove circoscritte tensioni, a causa dei rischi di improvvise impennate nel prezzo del petrolio. Il dato strutturale di un'inflazione non superiore al 2% annuo - indicato dalla Banca centrale europea come obiettivo di stabilità dei prezzi - è venuto meno, tuttavia, per cinque anni consecutivi: 2,5%, 2,7%, 2,5%, 2,7% e 2,2%, rispettivamente, nei dati a consuntivo dal 2000 al 2004; mentre la crescita dei prezzi è risultata pari all'1,9% nella media del 2005 e al 2,1% nel 2006. E' indicata, più in dettaglio, un'evidente resistenza alla discesa della dinamica tendenziale sotto la soglia di "stabilità" del 2% nel corso del prossimo anno.

Il cambio dell'euro nei confronti del dollaro è indicato, sempre nell'orizzonte del 2007, in tendenziale stabilizzazione rispetto ai livelli toccati nell'ultima parte di quest'anno (le più recenti oscillazioni non sembrano, tuttavia, recepite dal sondaggio); esso dovrebbe assestarsi, quindi, intorno a 1,30/1,31, confermando le attuali quotazioni e senza registrare particolari movimenti. Lo yen, a sua volta, è dato in contenuto rialzo verso una soglia di 110-111contro dollaro. Per quanto concerne le prospettive dei tassi d'interesse, il titolo europeo di riferimento per il medio termine - il rendimento del Bund tedesco a dieci anni, a cui si allinea il Btp italiano, con uno scarto che fluttua tra i 20 e i 30 punti base - è previsto in leggera risalita (0,20 punti percentuali) nei prossimi trimestri rispetto al livello di 3,70-3,80 registrato nel finale di quest'anno, con una piccola accelerazione nella prima parte del 2007. Allo stesso modo, il tasso d'intervento Bce dovrebbe aumentare entro la metà del prossimo anno di altri 25 punti base rispetto al livello di 3,50%, fissato nella riunione dello scorso 7 dicembre dal consiglio direttivo dell'Istituto di Francoforte. Nuovi ritocchi nei tassi ufficiali da parte della Bce non sembrano, poi, in vista nel secondo semestre del 2007; lo scenario oggi ritenuto più probabile prevede, infatti, tassi ufficiali d'intervento al 3,75% nella seconda parte dell'anno. La Federal Reserve americana, per contro, non dovrebbe muovere i tassi nella prima metà dell'anno dal 5,25% raggiunto all'inizio dell'estate 2006. Le borse azionarie europee sono, a loro volta, indicate in moderato recupero secondo l'indice Eurostoxx delle principali 50 società quotate.


Domanda variabile
Quali probabilità assegnate allo scenario di un cambio euro/dollaro superiore a 1,44: (% delle risposte)
nessuna 5
meno del 50% 70
più del 50% 25
100