Agnelli & c
1 dicembre 2005
Passo avanti dei giovani nell'Accomandita
Marigia Mangano

Successioni, patti parasociali e regolamento di vecchi conti.

A più di un anno dalla scomparsa di Umberto Agnelli e a quasi tre dalla morte dell'Avvocato, nuovi passaggi chiave segnano la storia dell'accomandita che ha le chiavi del controllo del gruppo Fiat, la Giovanni Agnelli C sapaz. Gli equilibri sostanziali non cambiano, ma il peso dei rampolli della famiglia torinese, quello sì. Tanto che oggi la fotografia più aggiornata dell'accomandita conta fra i suoi 70 azionisti, ben quaranta della quinta generazione. Cruciale nel ruolo crescente dei più giovani della dinastia Agnelli Nasi è la redistribuzione del pacchetto del 9,92% che fa capo agli eredi di Umberto. Una ripartizione culminata poco prima dell'estate con la liquidazione della giovane Virginia Azia, figlia di Giovannino Agnelli e di Avery Howe, e con la riscrittura di un patto di successione tra i due figli di Umberto, Andrea, 30 anni, e Anna, 27 anni. E questo proprio mentre Marella Caracciolo, moglie dell'Avvocato, ha venduto l'ultima azione della sapaz alla Dicembre, cassaforte degli eredi di Giovanni Agnelli.
Liquidata Virginia Agnelli, più peso ad Andrea e Anna. Ci sono voluti ben due passaggi, un nuovo patto parasociale e la liquidazione di alcuni eredi, per ricollocare il pacchetto del 9,92% che faceva capo a Umberto Agnelli.
Per anni la quota nella sapaz è stata sostanzialmente concentrata nelle mani di Umberto, così come sempre a lui faceva capo la titolarità delle azioni della A A, intestataria di una quota dell' 1,6% dell'accomadita. Dopo la scomparsa, è scritto in un atto notarile della società semplice, la scelta è stata obbligata: in mancanza di « alcuna disposizione di volontà » ( « a quanto attualmente consta » ) si è provveduto alla successione secondo le norme di legge. Sono stati così « chiamati all'eredità la moglie Allegra Caracciolo di Castagneto in ragione di tre noni, i figli Andrea e Anna in ragione di due noni ciascuno e la nipote Virginia Azia in ragione di due noni » . Del resto l'articolo 7 dello statuto della A A non prevedeva particolari disposizioni in caso di morte di un socio.
Di qui la nuova ripartizione dell'intero pacchetto del 9,92% dell'accomandita tra i quattro eredi. Ma non è stata una soluzione definitiva.
Perché la scelta finale, registrata ai primi di settembre, ha ridisegnato gli equilibri. Nella A A, Andrea e Anna hanno liquidato la madre Allegra e Virginia Azia, diventando titolari dell'intero capitale della società. Una decisione replicata in parte anche per le quote detenute direttamente nell'accomandita. Con il risultato finale che oggi i 7,58% della Giovanni Agnelli c Sapaz è nelle mani dei due figli, mentre Allegra Caracciolo compare solo con un pacchetto dell' 1,14%, e Virginia è titolare di mille azioni. Il resto, circa l' 1%, è sotto intestazione fiduciaria.
I patti di successione della A A. La mancanza di disposizioni esplicite in materia di successione all'interno della A A ha portato i figli di Umberto a riscrivere i patti sociali, ora sigillati in un documento che porta la data del 6 giugno 2005. Davanti al notaio Antonio Maria Marocco, è stato redatto un atto formato da ben quindici diverse disposizioni. La novità si legge al punto 7 di questo accordo: è stabilito che « in caso di morte di uno dei soci gli eredi, se discendenti consanguinei del socio defunto o, se già soci, ascendenti o fratelli del socio defunto, subentreranno di diritto nella piena proprietà dello stesso socio defunto. In tutti gli altri casi agli eredi spetterà unicamente una somma di denaro » . Al successivo punto viene poi espressamente disciplinato il trasferimento dei titoli, e dunque la prelazione per gli altri soci, e « il necessario, preventivo, consenso scritto da parte del consiglio dei soci Accomandatari della Giovanni Agnelli C » .
Il debutto di Tatiana e Alessandro Furstenberg. Esce Marella.
Anche il ramo Agnelli Furstemberg, intestatario di una quota dell' 1,41% della sapaz, ha dovuto fare i conti con il nodo successione dopo la scomparsa di Edward Egon Furstenberg. Hanno così debutatto a luglio nel libro soci dell'accomandita Alessandro, classe ' 70 e Tatiana, classe ' 71 che hanno rilevato in parti uguali un pacchetto di 4 mila titoli.
Un tassello cruciale, invece, per la storia della Giovanni Agnelli c. è l'uscita di scena dal libro soci di Marella Caracciolo che non compare più in veste di piena proprietaria, ma ha l'usufrutto su un pacchetto di 20,8 mila titoli ( 0,65%) di proprietà della Dicembre. La moglie dell'Avvocato ha venduto anche l'ultima azione direttamente alla Dicembre. Un giro di titoli che chiude quell'accordo, siglato prima dell'estate, tra gli eredi di Giovanni Agnelli: aMargherita, figlia dell'Avvocato, è andato l'asse ereditario complessivo, secondo le volontà generali indicate nei tre testamenti. La società Dicembre è andata invece ai tre fratelli Elkann, appunto Yaki, Lapo, Ginevra e a nonna Marella.