bengasi
L'incendio davanti alla sede del Consolato italiano a Bengasi (Ansa)
18 febbraio 2006
Protesta contro l'Italia
in Libia: 11 morti


Undici morti e 60 feriti: è il bilancio dell’assalto al consolato italiano di Bengasi, innescato dalla provocazione del ministro leghista Roberto Calderoli che qualche giorno fa aveva indossato una maglietta con una vignetta su Maometto.

Una solitaria crociata anti Islam che aveva portato il ministro a indossare una maglietta con una delle vignette pubblicate da un giornale danese che hanno offeso il sentimento religioso dei musulmani, provocando ondate di protesta in tutto il mondo.

Le dimissioni di Calderoli sono state chieste, oltre che da numerosi esponenti dell’opposizione anche dal premier Silvio Berlusconi. La Farnesina ha chiamato tutti gli ambasciatori dell’area medio-orientale per sottolineare che il governo italiano si è dissociato dalla pessima e pericolosissima iniziativa di Calderoli e il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha annunciato di voler anticipare una colazione già in agenda con tutti gli ambasciatori della Lega araba.

«Il gesto di Calderoli - commenta il segretario dei Ds Piero Fassino - ha provocato i gravissimi incidenti dfi Bengasi e ha delegittimato l'immagine dell'Italia agli occhi dell'opinione pubblica islamica». Comportamenti, secondo il segretario dei Ds tanto più gravi perchè non corrispondono in nessun modo ai sentimenti del popolo italiano. Molto duro anche il ministro degli Esteri Gianfranco Fini. «Era prevedibile che la sceneggiata di Calderoli - dice Fini - avrebbe scatenato reazioni nel mondo arabo». Secondo Fini se Calderoli rifiuta l'invito alle dimissioni del premier, Berlusconi ha una sola strada da percorrere, quella di revocare l'incarico al ministro leghista.

Gli scontri sono iniziati alle 17 di ieri: la polizia libica ha represso duramente la manifestazione lanciando lacrimogeni e sparando con proiettili veri. Le cariche che si sono susseguite hanno provocato la morte di undici persone e il ferimento di almeno sessanta, alcuni dei quali in gravissime condizioni. Automobili sono state date alle fiamme, fra le quali quella del console Giovanni Franco Maria Pirrello, e il consolato è stato colpito da un fitto lancio di pietre. Il personale del consolato, sei persone in tutto, è stato allontanato e messo al riparo in un albergo. L'ambasciatore italiano in Libia Francesco Trupiano è stato ricevuto ieri sera dal ministro dell'Interno libico Nasser al-Mabruk, che ha condannato gli atti di violenza.