Dimessi e promossi da Ruggiero a Storace

La XIV legislatura della Repubblica Italiana ha inizio ufficialmente il 29 maggio 2001.

Il secondo Esecutivo presieduto da Silvio Berlusconi giura nelle mani del Capo dello Stato l'11 giugno 2001 e si conclude il 20 aprile 2005. Nuovo incarico a Berlusconi che vara il suo terzo Esecutivo il 23 aprile 2005. Questi tutti i cambiamenti dei Governi della legislatura.


Francesco Storace (Imagoeconomica) 10 marzo 2006
Il 14° cambio nella compagine di governo avviene a legislatura conclusa. Il ministro della Sanità, Francesco Storace, rassegna le dimissioni dopo il suo coinvolgimento nelle intercettazioni nell'ambito dell'inchiesta sulle spie che hanno cercato di danneggiare la campagna elettorale delle Regionali 2005 di Alessandra Mussolini e di Piero Marrazzo."Il semplice sospetto che io possa aver architettato una manovra politica contro i miei avversari politici mi addolora e mi indigna", scrive il ministro in un comunicato. "Sento, più di chiunque altro, il diritto di conoscere in tempi brevissimi la verità, perché nulla é più importante del mio onore personale e politico.Ho il diritto di difendermi e avverto, parimenti, il dovere di sottrarre la mia comunità politica e il governo dalle strumentalizzazioni della sinistra".


Roberto Calderoli (Ansa) 18 febbraio 2006
Si dimette a legislatura di fatto conclusa il ministro delle Riforme Roberto Calderoli. Al gesto viene di fatto costretto dal presidente Berlusconi e dai vertici del suo partito, la Lega, dopo le manifestazioni del giorno precedente dinnanzi al consolato italiano a Bengasi, in Libia, conclusesi con un intervento delle forze di polizia e con ben 11 vittime. Gli incidenti sarebbero stati scatenati, secondo fonti arabe, dall'ostentazione in tv di una maglietta con riprodotte le vignette sull'Islam da parte dello stesso ministro.


Foto Ansa 22 settembre 2005
Dopo le polemiche sul caso del Governatore Fazio e i dissensi nella maggioranza sull'impostazione della Finanziaria, si dimette il ministro dell'Economia Siniscalco che era subentrato a Tremonti il 16 luglio del 2004. Proprio Tremonti ritorna alla responsabilità del dicastero. Il giuramento nella serata del 22 settembre 2005 dinnanzi a Ciampi e la partenza immediata per Washington a rappresentare l'Italia alla riunione del Fondo monetario internazionale.


Foto Ansa 23 aprile 2005
Nasce il Governo Berlusconi 3. Giulio Tremonti ritorna nell'Esecutivo quale vice presidente del Consiglio al posto di Marco Follini, dell'Udc. Francesco Storace, l'ex presidente della Regione Lazio, occupa il dicastero della Sanità succedendo a Girolamo Sirchia. Il portavoce di Alleanza Nazionale, Mario Landolfi, succede al suo collega di partito, Maurizio Gasparri, alle Comunicazioni. Stefano Caldoro, Nuovo Psi, succede a Claudio Scajola all'attuazione del programma di Governo; lo stesso Scajola è stato spostato alle Attività produttive in luogo di Antonio Marzano. Entra nel Berlusconi 3 Giorgio La Malfa, repubblicano, che sostituisce Rocco Buttiglione alle Politiche Comunitarie, che a sua volta subentra a Giuliano Urbani ai Beni Culturali. Nasce un altro ministero, Svuiluppo e coesione territoriale, che sarà di competenza del forzista Gianfrano Micciché.


Foto Ansa 20 aprile 2005
Con l'intervento del presidente del Consiglio al Senato e la salita al Quirinale si dimette dopo 1410 giorni il governo Berlusconi 2, il più longevo della storia dell'Italia repubblicana, nato l'11 giugno del 2001. La prospettiva è di un possibile e rapido reincarico a Berlusconi per concludere la XIV legislatura nel maggio 2006. Il Berlusconi 2 ha battuto il primo governo Craxi che era rimasto in carica dal 4 agosto del 1983 al 27 giugno del 1986. Al primo governo Andreotti il primato di minor durata: solo dieci giorni, dal 17 al 26 febbrario 1972.


15 aprile 2005 La proposta di Berlusconi di un passaggio parlamentare per un rilancio del programma e un ritocco della compagine di Governo, all'indomani della sconfitta del centrodestra alle Regionali del 3 e 4 aprile, non basta all'Udc. Il segretario Marco Follini chiede e ottiene dal suo partito l'abbandono dell'Esecutivo. I centristi garantiranno solo l'appoggio esterno. Le dimissioni riguardano Marco Follini (vicepresidente del Consiglio) i ministri Mario Baccini (Funzione pubblica) e Carlo Giovanardi (politiche comunitarie), un viceministro, Tassoni, e cinque sottosegretari: Bosi, Delfino, Drago, Galati e Vietti. Anche il Nuovo Psi di Gianni De Michelis lascia il Governo: si dimettono il vice ministro all'Istruzione Stefano Caldoro e il sottosegretario alle Infrastrutture Nanni Ricevuto. Il 18 aprile il presidente della Camera Casini informa di non avere ricevuto alcuna comunicazione formale delle dimissioni. Sempre nella serata di lunedì 18 aprile, il Quirinale annuncia la formalizzazione delle dimissioni di ministri e sottosegretari dell'Udc.


29 dicembre 2004Consiglio dei ministri nomina tre nuovi vice ministri e 11 sottosegretari. I vice ministri sono Antonio Martusciello (FI) e Stefano Caldoro (Nuovo Psi) ai Beni culturali, Francesco Nucara (Pri) all'Ambiente. I sottosegretari sono Michele Saponara (Interno), Luigi Vitali (Giustizia), Roberto Rosso (Welfare), Giampaolo Bettamio (Esteri) ed Elisabetta Casellati (Salute) per Forza Italia; Giuseppe Drago (Difesa) per l'Udc; Silvano Moffa (Infrastrutture) di An; Stefano Stefani (Ambiente), Giampaolo Gobbo (Riforme) e Roberto Cota (Attività produttive) della Lega; Giovanni Ricevuto (Infrastrutture) del Nuovo Psi.


2 dicembre 2004
Nuovi avvicendamenti dopo la nomina di Fini agli Esteri. Il segretario dell'Udc, Marco Follini, entra nella compagine di governo quale vicepresidente del Consiglio, mentre il collega di partito Mario Baccini sostituisce alla Funzione pubblica Luigi Mazzella.


18 novembre 2004
Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi firma il decreto di nomina di Gianfranco Fini a nuovo ministro degli Esteri. Il leader di Alleanza Nazionale, che mantiene anche la vicepresidenza del Consiglio dei Ministri, sostituisce così Franco Frattini, neocommissario europeo alla Giustizia. Fini entra nell'Esecutivo dopo un accordo politico con gli alleati di Governo, che si concretizza nell'appoggio di Alleanza Nazionale alla riforma fiscale fortemente voluta dal premier Silvio Berlusconi.


20 luglio 2004
Umberto Bossi si dimette da ministro per le Riforme Istituzionali. Ricoverato in una clinica di Lugano e duramente provato da una grave malattia, il leader della Lega Nord lascia il Governo Berlusconi e il suo seggio alla Camera dei Deputati, preferendo optare per il Parlamento di Strasburgo. Insieme a lui si dimettono altri otto deputati italiani, che si trasferiscono in Europa. Bossi è tuttavia l'unico parlamentare (e l'unico ministro) della Casa delle Libertà a scegliere il seggio di Strasburgo. Il suo posto nel Governo italiano viene occupato dal presidente dei senatori leghisti Roberto Calderoli, che mantiene lo stesso incarico del suo segretario di partito. L'obiettivo di Calderoli e della Lega Nord, nell'azione di governo, rimane quello di portare avanti le riforme, in particolare quella federalista.


16 luglio 2004
Silvio Berlusconi nomina Domenico Siniscalco nuovo ministro dell'Economia, in sostituzione di Giulio Tremonti. La scelta avviene al termine di una fase di scontro aperto nell'Esecutivo, nella quale il presidente del Consiglio deve sacrificare, dietro le forti pressioni di Alleanza Nazionale, il suo ministro più influente e difeso strenuamente anche dalla Lega Nord. Non avviene il preventivato rimpasto di Governo, con la sostituzione del ministro da parte di un altro esponente della maggioranza: Berlusconi opta invece per un avvicendamento tecnico, promuovendo il direttore generale del Tesoro, il 50enne economista torinese Siniscalco.


14 novembre 2002
Il presidente del Consiglio Berlusconi nomina ministro degli Esteri Franco Frattini, fino a quel momento responsabile del dicastero della Funzione Pubblica. Si conclude così l'interim dello stesso premier alla Farnesina, durato più di 11 mesi e iniziato dopo le dimissioni del precedente ministro Renato Ruggiero. Luigi Mazzella, Avvocato generale dello Stato, sostituisce Franco Frattini come responsabile della Funzione Pubblica.


3 luglio 2002
Il ministro degli Interni Claudio Scajola è costretto a dimettersi dopo le infelici espressioni usate nei confronti del giuslavorista Marco Biagi, assassinato dalle Brigate Rosse. Al suo posto il premier Berlusconi chiama il ministro per l'Attuazione del programma di Governo, Giuseppe Pisanu.

Il 31 luglio 2003, dopo un anno di "purgatorio", il presidente del Consiglio reintegra Scajola nel Governo, proprio nel ruolo che era prima di Giuseppe Pisanu.


20 giugno 2002
Il Consiglio dei Ministri revoca a Vittorio Sgarbi la carica di sottosegretario ai Beni Culturali. All'origine della decisione le polemiche sul decreto salvadeficit e sull'alienabilità del patrimonio culturale nazionale. Prima della revoca dalla carica di governo, Sgarbi aveva rimesso le sue deleghe nelle mani del ministro Urbani il 12 giugno.

La messa in discussione delle deleghe di un sottosegretario aveva già avuto un precedente il 21 febbraio 2002. Alberto Brambilla, collaboratore del ministro del Welfare Roberto Maroni, si era visto sottrarre dallo stesso ministro tutte le competenze per una serie di dissensi sulla riforma previdenziale. Va inoltre ricordato che Raffaele Costa rifiutò l'incarico di sottosegretario al Lavoro non presentandosi il 12 giugno 2001 alla cerimonia di giuramento.


5 gennaio 2002
Si dimette il ministro degli Esteri Renato Ruggiero. Le dimissioni, secondo quanto scritto in un comunicato ufficiale, «sono avvenute di comune accordo con il presidente del Consiglio». Entrambi «hanno convenuto sull'opportunità di interrompere la collaborazione di governo che ambedue hanno giudicato importante, proficua, e sin qui positiva». Nei giorni precedenti le dimissioni, però, il ministro era rimasto decisamente isolato nel denunciare numerose dichiarazioni euroscettiche del Governo. Il 6 gennaio il presidente della Repubblica Ciampi controfirma il decreto che assegna al premier Berlusconi l'incarico di ministro degli Esteri ad interim.


4 dicembre 2001
Il presidente del Senato, Marcello Pera, legge in aula una lettera del sottosegretario al ministero degli Interni Carlo Taormina, il quale pone il suo mandato a disposizione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nei confronti di Taormina l'opposizione aveva presentato una richiesta di dimissioni, anche a seguito delle sue esternazioni su alcuni magistrati. Il Governo predispone il decreto di revoca della sua nomina e lo invia al presidente della Repubblica Ciampi, che lo firma il giorno dopo.


21 giugno 2001
Subito dopo il voto di fiducia al Governo Berlusconi, si dimette il leghista Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, per assumere la carica di presidente della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati.

Aggiornato al 10 marzo 2006