commissione ue
La carlinga dell'aereo Atr della Tuninter precipitato al largo di Palermo il 6 agosto 2005 (Ansa)
22 marzo 2006
La black list delle carrette dei cieli
di Nicoletta Cottone

Oggi dalla Commissione europea è arrivata la black list con l’elenco delle carrette dei cieli: sono 93 le compagnie aeree che non potranno più volare sulle rotte europee, 3 quelle soggette a restrizioni operative.

Nella mattinata il commissario europeo ai Trasporti Jacques Barrot ha comunicato l'elenco delle compagnie alle quali dal 24 marzo 2006 sono interdetti i cieli dell’Unione. «L'Unione europea- sottolinea Jacques Barriot - si è finalmente dotata di una strategia coerente per la messa al bando dei vettori aerei poco sicuri». Da 24 marzo in poi, dunque, le compagnie messe al bando dal singolo Paese dell'Unione saranno interdette dai cieli di tutti i 25 Paesi Ue. Dal 2007, poi, le compagnie aeree extra Ue per operare sui cieli europei dovranno avere la licenza europea. Ogni Paese mantiene il diritto di vietare, solo in casi eccezionali, l'operatività di compagnie aeree di Paesi terzi. Il divieto solo del singolo Paese sarà valutato dalla Commissione europea e dall'Esa e, senza elementi a sostegno del divieto, le compagnie torneranno a volare, altrimenti, spiega Barrot, ci sarebbe distorisione alla concorrenza. La black list, aggiornata quando necessario e, comunque, ogni 3 mesi, sarà consultabile su Internet. Nel caso il vettore fosse inserito nella lista dopo l’acquisto del biglietto aereo, il passeggero ha diritto al rimborso. Se il vettore dovesse cambiare dopo la prenotazione aerea, il passeggero dovrà esserne informato per verificare che la nuova compagnia rispetti gli standard di sicurezza.

Nel mirino soprattutto compagnie aeree africane e asiatiche, risultate nel corso dei controlli poco affidabili sul fronte della sicurezza. Il record spetta alla Repubblica democratica del Congo con 300 aerei e 51 compagnie messe a terra, seguita dalle 13 della Sierra Leone, 11 della Guinea equatoriale, 6 dello Swaziland, 3 della Liberia. Stop anche a 2 compagnie del Kazakistan, 2 del Kirzikistan, una della Corea del Nord, dell’Afghanistan, della Thailandia e del Ruanda. Tre vettori, invece, la Air Bangladesh, la libica Buraq Air e la congolese Hba potranno operare in Europa solo utilizzando alcuni velivoli. Temporanea, invece, l'autorizzazione a operare in Europa per la Air Mauritania, basata su precisi impegni che la compagnia dovrò rispettare. «Questa lista nera - sottolinea il commissario Barriot - manterrà le compagnie di dubbia sicurezza fuori dall'Europa e farà sì che tutte le compagnie che operano nei cieli europei corrispondano agli stessi alti standard di sicurezza». Gli Stati membri hanno, comunque, segnalato che 5 Paesi dispongono di un sistema di sorveglianza inadeguato.

Il Comitato per la sicurezza aerea, che assiste la Commissione europea nella stesura della black list aveva terminato i lavori il 15 marzo, formulando un parere frutto di un esame approfondito sulle misure di sicurezza nazionali notificate dagli Stati dell’Unione e sulla base delle informazioni fornite dalle compagnie aeree e dalle autorità dell’aviazione civile. Il varo del regolamento che istituisce la lista nera comunitaria, che ha subito un colpo d’acceleratore dopo la serie di incidenti aerei che hanno funestato il 2005: dai 16 morti a largo di Palermo del volo Tuninter da Bari a Djerba del 6 agosto 2005 ai 60 morti in Guinea del 17 luglio 2005 su un volo Equatair da Malato a Bata. L’estate nera del 2005 ha registrato anche 121 morti vicino ad Atene su un volo Helios Airways da Lamaca a Praga del 14 agosto, 160 morti nel disastro in Venezuela sul volo della compagnia Wca in volo da Panama alla Martinica, fino ai 41 morti in Perù del 24 agosto con la compagnia peruviana Tans sul volo fra Lima e Iquitos. La Tuninter, protagonista dell’ammaraggio al largo di Palermo che ha registrato 16 morti e 23 sopravvissuti, è stata riammessa al volo, dopo aver dimostrato di essersi adeguata agli standard di sicurezza internazionali.

Oltre agli incidenti aerei anche l’assenza di apparecchiature di sicurezza funzionanti, la mancanza di manutenzione adeguata o di interventi per riparare i problemi riscontrati dalle autorità di controllo farà finire le compagnie aeree dritte nella lista nera. Finora solo tre Paesi europei (Belgio, Francia e Gran Bretagna) avevano rese pubbliche le black list. In Italia, per la ferma opposizione del ministro dei Trasporti Pietro Lunardi, era stata pubblicata una white list, con le compagnie autorizzate a volare.

In seguito all’adozione del regolamento 2111/2005/Ce gli Stati membri hanno informato la Commissione dei divieti di volo e delle restrizioni operative in vigore sul proprio territorio. Da qui la Commissione europea ha preso contatto con le compagnie aeree invitandole ad esprimere il loro punto di vista. Sotto l’obiettivo, dunque, non solo l’utilizzo di aerei in cattive condizioni di manutenzione, vecchi o superati, ma anche l’incapacità delle compagnie aeree di rimediare alle carenze riscontrate durante le ispezioni e l’incapacità delle autorità responsabili della supervisione di effettuare questi delicati compiti.