1978 ARGENTINA


Informazioni generali
Città Ospitanti: 6. Buenos Aires (due stadiums), Mar del Plata, Mendoza, Rosario and Córdoba.
Date: dall’1 al 25 giugno 1978.
Squadre Partecipanti: 16 (Argentina, Italia, Francia, Ungheria, Polonia, Germania, Tunisia, Messico, Austria, Brasile, Spagna, Svezia, Perù, Olanda, Scozia e Iran).
Partite Giocate: 38.
Goal Segnati: 102.
Media Goal: 2,68 a partita.
Totale Spettatori: 1.610.215
Migliori Marcatori: Kempes (Argentina) 6 goal; Rensenbrink (Olanda) e Cubillas (Perù) 5 goal.

Storia del torneo
La Coppa del Mondo del 1978 in Argentina venne disputata secondo lo stesso modulo dei Mondiali del 1974 in Germania, vale a dire con sedici partecipanti divisi in quattro gruppi di quattro squadre nella prima fase.
Le prime classificate di ciascun gruppo avrebbero poi disputato la fase finale, con due gruppi da quattro squadre, con le vincitrici dei gruppi che si sarebbero giocate la Coppa del Mondo nella finale di Buenos Aires. Mentre le seconde classificate nei due gruppi avrebbero disputato la finale per il terzo e quarto posto.
La Tunisia fece la storia, battendo per 3-1 il Messico e diventando la prima squadra africana a vincere una partita in una fase finale della Coppa del Mondo. Mentre l’Iran pre-Komeinista fu l’unica squadra, delle sedici, a fare il suo esordio nel Mondiale.
La prima fase del Mondiale fu ricca di sorprese. In particolare, l’Italia impedì all’Argentina di vincere il suo gruppo, con grande dispiacere della Giunta dei Generali che teneva sotto dittatura il Paese sudamericano.
Il Brasile, ancora in un periodo di transizione del dopo-Pelè, deluse le aspettative, ma riuscì comunque a qualificarsi grazie ad una vittoria contro la già qualificata Austria, nell’ultima partita del girone.
I due Gruppi della seconda fase vennero vinti da Olanda e Argentina, che si affrontarono per la vittoria della Coppa a Buenos Aires. I padroni di casa vinsero per 3-1 dopo i tempi supplementari, con la leggenda Kempes autore di una doppietta. Nella finale per il terzo posto, il Brasile si aggiudicò la gara per 2-1 a spese dell’Italia.

La finale
Il 25 giugno 1978 è ancora vivo nella memoria degli argentini, non solo perché riporta alla mente il triste ricordo del periodo della dittatura, con le migliaia di morti e desaparecidos, ma anche perché è il giorno in cui l’Argentina vinse la Coppa del Mondo di calcio che disputava in casa.
Più di 70 mila tifosi gremirono il Monumental di Buenos Aires per gustarsi dal vivo lo splendido calcio che l’Argentina mise in mostra per novanta minuti. Il capocannoniere del torneo, il centrocampista offensivo del Valencia Mario Alberto Kempes, fece esplodere di gioia lo stadio al 38’ siglando il primo dei tre goal argentini. All’82’, però, fu Ernst Happel a pareggiare i conti, con gli argentini che già pregustavano la vittoria; al 90’ poi Rensenbrink sfiorò il goal della vittoria olandese.
I tempi supplementari, però, furono una cavalcata argentina: ad un minuto dal termine del primo tempo supplementare, Kempes realizzò il suo secondo goal e riportò in vantaggio i padroni di casa; a cinque minuti dal termine della gara fu poi Bretoni a siglare il goal del definitivo 3-1 per l’Argentina. Una giornata storica per la Selección, che sollevò la sua prima Coppa del Mondo.

Tabellino
ARGENTINA (3): Fillol; Olguín, Galván, Passarella (c), Tarantini - Ardiles (66’ Larrosa), Gallego, Kempes, Bertoni - Luque, Ortíz (75’ Housemann)
OLANDA (1): Jongbloed; Poortvliet, Krol (c), Brandts, Jansen (73’ Suurbier) - Neeskens, Haan, W.van der Kerkhof, R.van der Kerkhof - Rep (59’ Nanninga), Rensenbrink
Reti: 1-0 38’, Kempes; 1-1 82’, Nanninga; 2-1 105’ Kempes; 3-1 115’, Bertoni
Ammoniti: Ardiles e Larrosa, Argentina; Krol e Poortvliet, Olanda
Stadio: Monumental, Buenos Aires
Arbitro: Sergio Gonella (Italia)

Miglior marcatore: Mario Alberto Kempes
Mario Alberto Kempes terminò la Coppa del Mondo 1978 con un bottino di sei goal: un terzo dei quali messi a segno durante la finale con l’Olanda.
La prima fase del torneo non fu particolarmente propizia per il giocatore argentino, visto che non riuscì a mettere la palla in rete una sola volta. Il Ct Menotti fece una ramanzina al ‘Matador’, cercando di smuoverne l’orgoglio e invitandolo a tagliarsi i baffi ed accorciare la folta chioma anni settanta.
Così avvenne e nella seconda fase della competizione Kempes si sbloccò: contro la Polonia realizzò una doppietta, e due reti infilò nella porta del Perù, prima dei due goal messi a segno nella finale contro l’Olanda.

La rivelazione: Perù
Chi ribaltò tutti i pronostici durante la Coppa del Mondo del 1978 fu il Perù.
La nazionale andina aveva bene impressionato già ai Mondiali del Messico nel 1970, ma a tutti sembrava potesse essere un fuoco di paglia. I Mondiali d’Argentina misero a tacere tutti i detrattori del Perù, che invece disputò uno splendido torneo, a partire dalla vittoria per 3-1 contro la Scozia. Vinserò poi contro l’Iran e pareggiarono per 0-0 contro l’Olanda, conquistando così il primo posto nel girone.
Il momento peggiore per i peruviani fu, invece, la sconfitta per 6-1 contro i padroni di casa dell’Argentina nella seconda fase della competizione, con la vittoria argentina fu molto controversa e fonte di polemiche.

La partita più bella
La Scozia riuscì nell’impresa di battere la favorita Olanda, durante la prima fase della Coppa del Mondo del 1978.
In tanti pensano sia stata questa la miglior partita dei Mondiali in Argentina, ed è probabilmente così, con due forti squadre europee a contendersi la vittoria sul suolo sudamericano, con una memorabile prestazione dell’ala del Nottingham Forest, Archie Gemmill.
Questa partita si giocò nello stadio della Città di Mendoza l’11 giugno 1978 e sarà sempre ricordato come ‘il pomeriggio di Gemmill’. La Scozia aveva bisogno di una vittoria con tre goal di scarto per agganciare il secondo posto nel girone e quindi la qualificazione.
Rob Rensenbrink sembrò far volatilizzare i sogni scozzesi con un goal in apertura di gara, ma Kenny Dalglish pareggiò i conti in chiusura di tempo e Archie Gemmill portò poi la Scozia in vantaggio su calcio di rigore. Ma fu la terza rete scozzese, siglata ancora da Gemmill ad essere oggetto di leggenda, uno dei più bei goal mai segnati in un Mondiale. A nulla valse, poi, il goal segnato da Jonny Rep, la Scozia vinse 3-2.

La formazione ideale
(3-4-3):
Emerson Leao (Brasile)
Ruud Krol (Olanda)
Gaetano Scirea (Italia)
Daniel Passarella (Argentina)
Rob Rensenbrink (Olanda)
Osvaldo Ardiles (Argentina)
Teofilo Cubillas (Peru)
Rene Van De Kerkhof (Olanda)
Dirceu (Brasile)
Mario Kempes (Argentina)
Leopoldo Luque (Argentina)


Gli aneddoti
La Giunta militare che teneva sotto dittatura l’Argentina sin dal 1976 cercò di usare la Coppa del Mondo per acquisire i favori della popolazione argentina.

Diversi Paesi furono sul punto di boicottare la Coppa del Mondo. Le storie delle migliaia di desaparecidos, di studenti gettati nel’Atlantico dai DC-3, ancora vivi e con le mani legate, delle camere di tortura e altre atrocità, scossero il mondo. La Svezia fu uno dei Paesi che espressero solidarietà alle ‘madri di Plaza de Mayo’. Anche l’Olanda non fu insensibile a quanto avveniva, tanto che Johan Cruyff si rifiutò di giocare.

Quando, durante la prima fase della competizione, dovevano affrontarsi Francia ed Ungheria, la FIFA chiese agli ungheresi di sostituire la loro usuale maglia rossa, così che nelle riprese televisive fosse maggiormente visibile la differenza con le maglie blu scuro della Francia, considerato che a quei tempi in tv il bianco e nero era la normalità. Così, finì che l’Ungheria giocò con la maglia bianca, mentre la Francia ricorse alle maglie a strisce bianco-verdi di un club locale; così nacque la leggenda della Francia che giocò una partita in una Coppa del Mondo senza la sua maglia ufficiale…e vinse per 3-1.