Testo integrale dell'intervista
12 luglio 2006
A colloquio con il presidente Bush nella Roosevelt Room

2:30 P.M. EDT

Quella che segue è la trascrizione integrale dell'intervista concessa il 10 luglio 2006 dal presidente degli Stati Uniti a quattro giornalisti. Con il corrispondente del Sole 24 Ore Mario Platero dialogano con Bush Masomi Nomuri, del Yomiuri Shimbun, Andrei Sitov, della Itar Tass, Michael Backfisch, di Handesblatt.



(Nella foto della Casa Bianca di Kimberly Hewitt di lunedì 10 luglio un'immagine dell'incontro del presidente Bush con i giornalisti stranieri. Alla sinistra del presidente il consigliere per la sicurezza nazionale Stephen Hadley; davanti a lui i giornalisti. Mario Platero è il secondo da sinistra. Alle spalle siedono i giornalisti delle agenzie americane in qualità di osservatori).






IL PRESIDENTE: Andro’ a vedere Angela Merkel nel suo territorio, a casa. Mi ha
gentilmente invitato a visitare la sua regione. Quando qualcuno mi dice, vieni
dalle mie parti lo considero sempre un generoso segnale di ospitalita’. Guardo
con interesse all’incontro e a una buona discussione con lei su una varieta’ di
argomenti. Ho parlato di frequente con il Cancelliere da quando ha assunto il
suo incarico, lo ritengono importante, perche’ la Germania ha un ruolo molto
importante da svolgere, non solo in Europa, ma nel mondo intero, per cui sono
davvero interessato. E poi in Russia, per avere – Laura io e i Putin ceneremo
insieme, sara’ una buona occasione per continuare la nostra amicizia. Abbiamo
un ottimo rapporto coi Putin. Con loro ci troviamo a nostro agio. E poi
naturalmente il giorno dopo avremo un bilaterale che sara’ piu’ lavoro che
piacere, guardo con anticipazione anche a quell’incontro. Ho parlato di
frequente con Vladimir Putin nelle ultime due settimane di cose molto diverse.
Il mondo e’ complesso. Ci sono problemi che stanno emergendo. Ho sempre pensato
che e’ meglio lavorare con amici e alleati per risolvere i problemi. A quindi in
agenda avremo una serie di dossier.
E poi abbiamo il G8. Credo che le tematiche rilevanti, la sicurezza energetica.
Considero la sicurezza energetica, dal mio punto di vista, su come e’ possibile
diversificare dagli idrocarboni. Questa e’ la definizione di sicurezza dal punto
di vista americano. E” davvero interessante questo momento in cui c’e’ il
bisogno di proteggere la nostra sicurezza nazionale re la nostra sicurezza
economica nel momento in cui c’e’ grande preoccupazione per l’effetto serra e
cosi succede che e’ possibile puntare allo stesso tempo alla sicurezza
economica e politica e alla protezione dell’ambiente. Ad esempio attraverso
l’energia nucleare civile. Per quel che mi riguarda sara’ un tema importante
Se c’e’ davvero la preoccupazione di proteggere l’ambiente, allora l’energia
nucleare civile e un ottima strada. Le tecnologie sono cambiate e di quello
discuteremo. Alcuni si trovano d’accordo, altri no. Comunque sia sara’ parte
del dialogo. Mi interessera’ parlare della ricerca e dello sviluppo di nuovi
tipi di batterie in grado di alimentare le auto per le prime 40 miglia senza
che sia necessario usare la benzina, o discutere dell’etanolo o dei nostri
esperimenti con l’idrogeno. Ci sono dunque una gran varieta’ di cose di cui
discutere per aiutare la sicurezza economica. Parleremo delle malattie
infettive. Ringrazio il presidente russo per aver messo questo tema in agenda.
Sara’ un argomento molto importante se dovessimo avere un’epidemia
influenzale. E’ importante discutere dei nostri problemi piani e di come
lavoreremo insieme al problema. Parleremo di educazione. E intendo parlare di
commercio. Abbiamo il Doha Round e ci si domanda se saremo in grado di fare dei
passi in avanti. A proposito, io sono ancora ottimista. Credo che potremo fare
qualcosa. Ho appena terminato un incontro con il mio negoziatore commerciale ma
il G8 sara’ un ottimo forum in cui parlare di questo e non solo nei primi giorni
del G8, ma anche quando ci saranno I memebri del G20, ci saranno importanti
discussioni con il leader del Brasile e di altri paesi. A poi i valori comuni,
sono importanti, la trasparenza, la lotta alla corruzione, il libero mercato,
valori che tendono a legarci a unirci in un proposito comune. Attendo davvero
con interesse questo viaggio .

Prende la parola Michael.
Sign Presidente, Le relazioni Tedesco americane sono migliorate da quando
Angela Merkel e’ diventata Cancelliere. Con Silvio Berlusconi fuori dal governo
e con Tony Blair con i giorni contati possiamo dire che la Germania e’ diventato
il pilastro piu’ importante in Europa e pensa di usare una formula di
partnership e leadership, simile a quella che suo padre ebbe con Helmut Kohl?
Intanto, lasciami dire, abbiamo disaccordi sull’Iraq naturalmente. Ma a parte
quello, ho sempre sentito che la nostra relazione con la Germania era vitale e
importante. Si e’ detto molto delle mie differenze con il Cancelliere Schroeder
e non c’e’ dubbio, le differenze c’erano. Ma dalla mia prospettiva, e credo di
poterlo dire, ho lavorato per guardare oltre. C’erano altre tematiche di cui
occuparci oltre all’Iraq. Percio’ la relazione e’ stata buona da quando sono
Presidente. Angela Merkel comincia il suo mandato nel momento in cui tutto questo e’
dietro le spalle e ci stiamo muovendo in avanti. Ricordi, una delle prime
decisioni che ho preso dopo l’11 Settembre fu di andare in Afganistan e i
tedeschi ci hanno appoggiato. Ecco che abbiamo lavorato insieme, e come ho
detto prima, la germania ha un ruolo molto importante da giocare in Europa e
nel mondo. E Angela Merkel assume il mantello di Leadership per la qual cosa
sono grato. Dal mio punto di vista, io credo che il Presidente Americano e il
paese debbono mantere un buon rapporto con l’Europa, visto che l’Europa
e’..vitale e’ un centro vitale per il commercio e un centro vitale per gli
scambi ed e’ un centro vitale io spero per lavorare insieme per diffondere i
valori comuni. Abbiamo una buona relazione.

Prende la parola Andre.
Grazie Sign. Presidente per averci invitato, per averci dato questa
opportunita’.
E’ un mio piacere.

Posso congratularmi Sign. Presidente per il suo recente compleanno. Ero la sul
prato a guardare.
Mi guardavi mentre passavo i sessanta? (risate)

No. Il 4 di luglio, la celebrazione.
Consentimi una domanda. Ti sembra che uno a sessant’anni sia vecchio?

No. Niente affatto, Sign. Presidente.
Bene, si (risate ) I giornalisti americani mi fanno capire che e’ come dire
un’eta’ molto avanzata. Tom quanti anni hai?

Sessantuno
Vedi

Tutti conoscono le sue statistiche mediche. Lei e’ in buone condizioni.
Grazie per gli auguri di buon compleanno. E’ finalmente finito. Prego.

Grazie per a sua disponibilita’. Volevo chiederle del continuo processo di
integrazione per la Russia. Ci sara’
Continua integrazione russa?

Integrazione nelle organizzazioni mondiali. Ci sara’ a St. Petersburg un
accordo sui negoziati per l’ingresso della Russia nell’Organizzazione per il
Commercio Mondiale (Wto). E crede che la Russia possa avere un seggio
permanente nel G7 finanziario?
Intanto, per cio’ che riguarda il G8, dalla mia prospettiva la Russia e’ un
partecipante attivo. Il Presidente Putin c’e’ stato, parla, discute decide
interagisce e in piu’ e’ l’ospite, e’ l’ospite di questo G8. Secondo, abbiamo
parlato dei negoziati Wto con la Russia, ho dato una lettera al Presidente che
chiarisce molto bene la nostra posizione in modo che non ci siano ambiguita’ su
quello che deve capitare dal punto di vista dell’accesso al mercato per
entrambi. E continueremo a lavorare per vedere se si potra’ fare qualcosa. Il
Presidente Putin ha i suoi problemi a casa. Noi abbiamo i nostri qui. Vale a
dire, dobbiamo esser certi che qualunque accordo sia firmato sia un buon
accordo. E ci sono due dossier molto importanti per l’America. Il primo e’
l’agricoltura. Vogliamo essere certi che quando qualcuno dice che consentira’
l’ingresso nel suo paese per certi prodotti, mantenga la promessa. E in secondo
luogo c’e’ la questione della proprieta’ intellettuale.. Noi siamo sottoposti
a pressioni. E sono certo che Vladimir Putin ha pressioni anche lui. Ma sono
convinto che sia nel nostro interesse includere la Russia. Speriamo che si
faccia qualcosa. Sono ottimista.

Mario, congratulazioni a te.

Prende la parola Mario Platero
Grazie sign. Presidente, ha visto la partita?
Ne ho vista una parte.

Sign. Presidente, il nuovo governo italiano ha affermato che ci sono, e qui
cito il ministro degli Esteri Massimo D’Alema, “differenze evidenti con gli
Stati Uniti, soprattutto per cio’ che riguarda le politiche degli anni
passati”. Nei prossimi giorni si dovra’ decidere se restare o meno in
Afganistan. E per cio’ che riguarda l’Iraq e’ stata presa la decisione di
ritirarsi completamente, contrariamente agli impegni sottoscritti dal
precedente governo che avrebbe lasciato un contingente civile. E’ deluso?
Per prima cosa voglio ringraziare gli italiani e il loro governo per il
contributo che hanno dato all’Irak. Erano li’ nei momenti piu’ difficili. Il
precedente governo ha preso degli impegni, li ha rispettati. E di questo siamo
molto grati. Il governo attuale ha fatto una campagna elettorale per non stare
in Iraq, e’ quello che hanno detto in campagna. E dunque, quando vinci le
elezioni dovresti fare quello che hai promesso. Percio’ non sono sorpreso.
Spero ora che si impegneranno in operazioni di addestramento attraverso la Nato
e in aiuti per la ricostruzione. Questo e’ un momento storico. E uno dei
messaggi che inviero’ dal G8 e che la liberta’ e’ universale. Il mondo sta
meglio con le societa’ libere. E dobbiamo preoccuparci del nostro interesse
ristretto naturalmente, ma anche di chi vive sotto il pugno di una dittatura o
di chi cerca di costruire una democrazia. E ci auguriamo che le democrazie
consolidate possano aiutare le giovani democrazie a crescere. E ci sono molti
modi in cui questo si puo’ fare. Ci sono differenze di opinioni naturalmente se
fosse giusto o meno intervenire in Iraq. Ma ora che ci siamo, la speranza e’ che
si possa lavorare con altre nazioni per costruire la nuova democrazia. E questo
non e’ un mio appello, questo e’ l’appello del Primo Ministro Maliki e di
altri. Percio’ ho fiducia di poter lavorare con il governo e guardo a questo
con interesse.

Spera che decideranno di restare in Afganistan?
Certo che lo spero. E’ una nuova democrazia. Vedremo. Ogni paese decide per
conto proprio sul da farsi, ma io spererei che chi deve decidere se ha senso
restare o andare via dall’Afganistan, guardi alle conseguenze del fallimento. E
prenda atto dei grandi benefici della liberta’ per il popolo dell’Afganistan.
C’e’ un governo eletto liberamente, una societa’ in trasformazione. C’e’
bisogno di duro lavoro. E guarda caso io credo che il duro lavoro che ci vorra’
sia necessario per la pace.

Massomi. L’ho detto giusto?

Prende la parola Masaomi
Masaomi.
Abbastanza vicino

Avrei una domanda sulla Corea del Nord. Il consiglio di Sicurezza sta per
adottare la risoluzione Nord Coreana. Gli Stati Uniti hanno affermato di voler
continuare con gli sforzi diplomatici per risolvere la questione. Ma quali
misure le prendera’ per riportare la Corea del Nord al tavolo dei negoziati a
sei?
Intanto voglio ringraziare per il contributo giapponese al Consiglio di
Sicurezza. Secondo, credo che ci sia stato un nuovo sviluppo interessante, i
giapponesi hanno deciso di ritardare i tempi della risoluzione per dare ai
cinesi la possibilita’ di andare a Pyongyang per discutere con il leader della
Corea del Nord il desiderio di vederli ritornare al tavolo de negoziati. Ecco
dunque dove siamo, con loro a chiedere ai nord coreani di tornare al tavolo dei
negoziati. L’opzione del Consiglio di Sicurezza e’ sempre li’. Ma per rispondere
alla tua domanda, la strategia a questo punto e’ riposta nel tentativo cinese di
viaggiare per promuovere la tesi che e’ nell’interesse della Corea del Nord di
tornare al tavolo, di ricordargli che erano gia’ al tavolo e che hanno
accettato di avere una penisola coreana libera da armi nucleari. Su questo i
nordocreani si sono trovati d’accordo con gli Stati Uniti, i russi, i
sudcoreani, i giapponesi e i cinesi.

Prende la parola Michael.
Sign. Presidente, sicurezza energetica. Il 25% del consumo di gas naturale
europeo e’ soddisfatto dalla Russia. Nel caso della Germania arriviamo a un
terzo. Crede che l’Europa o la Germania siano troppo dipendenti dalla Russia
dal punto di vista energetico e contempla il pericolo conseguente e cioe’ che
la Russia ha i mezzi per potenzialmente ricattare l’Europa?
Io credo che ogni nazione, ogni gruppo di nazioni debba fare in
modo autonomo i suoi calcoli in materia di sicurezza nazionale. Posso solo dare
la posizione degli Stati Uniti e da questo potra’ trarre le conclusioni che
vuole. Io credo che siamo dipendenti dal petrolio, in alcuni casi da parti
instabili del mondo. E se questo puo’ essere gestito nel breve termine, nel
lungo periodo, alla fine, credo che ci sara’ un problema del ppunto di vista
della sicurezza nazionale. E dunque, quando si parla di sicurezza energetica,
alcuni dicono che la questione diventa: come ti garantisci l’offerta. Questo e’
un punto di vista. Il problema e’ che quelle particolari forniture a volte
possono mancare possono essere danneggiate. Io considero la sicurezza
energetica come una diversificazione che ci allontana da una particolare fonte
di energia che puo’ essere all’origine stessa della preoccupazione di
insicurezza.
E dunque il governo Tedesco deve decidere da solo se ha senso avere un terzo
della sua offerta da un singola fonte. E posso dirle questo, ho detto agli
americani che spenderemo miliardi di dollari per far avanzare la tecnologia o
per ottenre delle svolte che consentiranno a un futuro presidente Americano di
dire: non mi preoccupo piu’ di una singola fonte di offerta. Non mi devo piu’
preoccupare del dirottamento di quella fonte o della politica. E credo che
tutto il mondo debba muoversi in quella direzione. Credo che il mondo interno
starebbe meglio se fosse meno dipendente da forme di indrocarburi. E’
possibile? Si, e’ possibile. Spendiamo oltre un miliardo di dollari in
tecnologie per l’idrogeno e in ricerca per appurare se e’ effettivamente
possible guidare le auto l’idrogeno che da come uno dei sottoprodotti l’acqua.
La questione con l’idrogeno comunque e’ ovviamente una in particolare, le
tecnologie. Ci vuole un discreto fabbisogno di energia per creare l’idrogeno. E
dunque la questione diventa: saranno capaci nazioni come la nostra, e altre, di
usare l’energia nucleare per produrre quel fabbisogno energetico necessario a
produrre l’idrogeno? E’ una scelta di azione politica che i paesi dovranno
fare. Sull’energia nucleare stiamo lavorando con l’India e la Cina. Credo sia
nell’interesse di tutti che queste nuove economie in crescita. Il loro appetito
per gli idrocarburi e’ diminuito dall’avvento dell’energia nucleare. E’
nell’interesse di tutti per via della globalizzazione della domanda di energia.
In altre parole, se la domanda indiana aumenta i vostri prezzi aumenteranno. E
dunque il nostro contributo alla sicurezza energetica non si preoccupa soltanto
di spendere danaro a casa, ma di lavorare con i paesi emergenti per ridurre
l’appetito per idrocarburi. A questo fine stiamo lavorando con il Giappone, con
la Russia, con la Francia e con la Gran Bretagna, investiamo in un programma per
produrre una generazione di reattori nucleari veloci, in modo da poter
riprocessare, bruciare e ridurre l’ammontare di rifiuti, che, ci auguriamo,
rendera’ l’idea di aggiungere nuove centrali nucleari civili in altri paesi
piu’ attraente dal punto di vista politico.
E il potenziale potere di ricatto della Russia?
Spettera’ agli europei prendere quella decisione. Non e’ un tema
di cui preoccuparci qui a casa. E’ un tema che I leader europei dovranno
analizzare, particolarmente a livello Unione Europea, per essere certi di non
trovarsi una posizione in cui qualcuno puo’ cambiare l’equazione. Ovviamente
c’e’ stato…alcuni dei miei amici leader europei erano alquanto preoccupati
dalla questione ucraina. E abbiamo espresso la nostra opinione in modo molto
chiaro. Ma sono i vostri leader che dovranno decidere se l’attuale situazione
rappresenta un incentive alla diversificazione. Io ho soltanto offerto alcune
idee su come noi stiamo cercando di farlo.

Prende la parola Andre.

Mi ha appena dato uno spunto.
Beh, ci provo Andre, sono Mr. Altruismo, come sai (risate)

Parlando di Ucraina, la Russia ha sussidiato per molti anni I suoi vicini con
risorse energetiche. Il Presidente Putin ha stimato recentemente che si e’
trattato di un ammontare pari a una cifra fra I 3 e I 5 miliardi di dollari
all’anno. DI fatto, ha detto, se ciascuno dei nuovi amici di questi paesi vuole
energia a buon prezzo, saranno pronti a pagare. In altre parole, e’ pronto il
suo paese a pagare per avere gas a buon mercato dall’Ucraina o dalla Georgia?
Guarda, credo che ci sia un mercato abbastanza buono, voglio
dire, c’e’ un mercato e la definizione del prezzo puo’ essere confrontata con
altre situazioni da altre parti per verificare se si tratta di un prezzo equo.
Il punto di Michael e’ chiaro se c’e’ soltanto una fonte di offerta o una
significativa fonte di offerta a volta quella fonte di offerta puo’ controllare
il mercato. E io credo che quello che i consumatori vogliono di piu’ e’ un
modello di prezzi equo e trasparente. Uno dei modi di farlo e’ quello di avere
fonti di energia alternative, per poter fare sclete diverse e questo diventa
particolarmente difficile quando si tratta di gas naturale. Il gas e’ un
prodotto difficile da trasportare, richiede un enorme investimento di capitale.
Il petrolio puo’ essere trasportato con dei camion, via terra, il gas deve
essere trasportato attraverso dei gasdotti. Ora c’e’ una tecnologia dle tutto
nuova in arrivo che puo’ liquefare il gas naturale in modo da poterlo
trasportare con delle flotte. E dunque tutto quello che chiedo e’ che vi sia
trasparenza, che si comprenda chiaramente quali sono le regole e che i
contratti siano aperti, facili da capire e onorati.
Se mi consente di stare nella regione per un momento, lei ha recentemente
ospitato il Presidente della Georgia. Perche’ ritiene che sia nell’interesse
della Nato ammettere un paese con due conflitti interni sul suo territorio?
Credo che sia nell’interesse del mondo di avere una risoluzione
pacifica di quei due conflitti interni. Credo anche che sia nell’interesse
della Nato di accogliere paesi che aderiscono alle regole della legge e
dell’economia di mercato, di accogliere un paese che e’ una democrazia, che
consente il pubblico dissenso e la liberta’ di stampa. Credo che siano valori
meravigliosi e credo che sia un beneficio per la Nato di avere come membro un
paese come la Georgia. Questo non vuole dire che la Georgia entri. Quel che
voglio dire e che la strada per entrare nella Nato per la Georgia dovrebbe
essere aperta e delineata in modo che possano fare quello che e’ necessario per
guadagnarsi l’associazione. Qualcuno si domandava se gli Stati Uniti fossero
impegnati per l’ascesa della Georgia, almeno per fare parte del programma MAP.
Io credo che oggi la gente capisca la mia posizione.
D)Grazie.

Il dialogo con Platero
IL PRESIDENTE: Mario.
D) Si, Sign. Presidente.
IL PRESIDENTE: Consentimi una domanda Mario, hai pitturato il tuo viso ieri?
Il cane Juno avvolta nel Tricolore in corsa verso la vittoria (Foto di Mario Platero, 9 luglio 2006) Non il mio. Ma quello di un mio amico era pitturato, e il mio cane aveva una
bandiera italiana. (Risate)
IL PRESIDENTE: Molto bene (risate)
…E devo dire che ha fatto la sua figura… Sign. Presidente, due alti
funzionari del Sismi, i servizi di controspionaggio italiano sono stati
recentemente arrestati…
IL PRESIDENTE: Mario, ti do’ l’opportunita’ di farmi un’altra domanda perche’
non discutero’ di casi aperti. Se vuoi farmi un’altra domanda…
E’ un caso aperto. E’ un caso aperto nel senso che oggi c’e’ stata una
richiesta del magistrato per l’estradizione di 26 agenti della CIA…
IL PRESIDENTE: Mario -- Mario --
In linea di principio, lei vorrebbe…
IL PRESIDENTE: Mario, no, non discutero’ del caso. Puoi farmi un’altra domanda
visto che ti ho interrotto prima che tu potessi formulare una domanda
completa.
Mi ha confuso con il calcio…(risate)
IL PRESIDENTE: E’ solo per essere equo..
Okay.
IL PRESIDENTE: Qui mi sono trasformato da Mr. Altruista a Mr. Mente
Aperta…(risate.)

Bene Sign. Presidente, lei conosce Romano Prodi da qualche tempo e conosce
Silvio Berlusconi, li conosce entrambi. Puo’ darci una valutazione della sua
relazione personale con Prodi e di quella con Berlusconi? C’e’ una differenza,
e quanto a suo agio si trova con l’uno on con l’altro?
IL PRESIDENTE: Sono a mio agio con entrambi. La prima cosa da dire e’ che mi
sento a mio agio con il popolo italiano. Abbiamo legami molto stretti. Mi
faccia fare un passo indietro. Quel che e’ interessante del nostro paese, e’
che abbiamo avuto stretti rapporti con molti paese. Il mio ranch e’ stato
fondato da tedeschi, gli italo americani fanno parte de nostro tessuto sociale,
abbiamo una vasta comunita’ Russo americana Norma Mineta un giapponese americano
e un mio ministro. Quando parli di relazioni con un Presidente americano c’e’ la
predisposizione ad avere rapporti stretti con persone che hanno grande orgoglio
per le loro origini. Se devo definire una relazione… e’ che ho una grande
relazione, un grande rispetto per l’Italia. E’ chiaro che spesso le genti sono
diverse fra loro…per questo ci vogliono degli obiettivi comuni. Il nostro
obiettivo con i nostri amici europei e’ di avere un’Europa unita, libera e in
accordo con gli Usa. Berlusconi e Prodi condividono entrambi questo obiettivo.
Lo stesso succede in Germania. E percio’, ho dunque a che fare con Berlusconi e
Prodi in modo diverso? Certo, sono persone diverse, con background diversi. Ma
conosco Romano Prodi da quando era il presidente dell’Unione Europea, ho
lavorato con lui un bel po’. Gli chieda di quella volta quando pedalavo con la
mia mountainbike sulle spiagge Sea Island in Georgia, andavo piu’ forte che
potevo ed ecco li’ Romano Prodi che veniva con la sua testa bassa, ansimando.
Insomma lo conosco, abbiamo fatto sport insieme, sono a mio agio. Puo’ non
essere d’accordo con me, ma la domanda fondamentale e’: puoi avere una buona
relazione anche se c’e’ disaccordo sulle tematiche? La mia risposta e’ si. Fa
parte della vita. Vedi, io sono una persona che vuole prendere decisioni,
risolvere i problemi, chiarire dove sono con la mia posizione e questo nel
mondo sembra creare tensione, ma nel contesto privato della relazione, queste
tensioni poi non ci sono…
Lo vedra’ a..
IL PRESIDENTE: Prodi?
A San Pietroburgo in un bilaterale…
IL PRESIDENTE: Proprio non lo so. Non preparo gli orari dell’agenda, Mario. Ma
lo vedro’…
In un bilaterale?
IL PRESIDENTE: Vediamo, lo prendero’ da parte, soltanto noi due se e’ questo
quello che …Ascoltero’ la tua raccomandazione. Quando lo vedo lo prendero’ da
parte e mi congratulero’ con lui. Non so neppure se abbiamo un bilaterale. Lo
abbiamo…?

STEPHEN HADLEY: Ce ne stiamo ancora occupando.
IL PRESIDENTE: Mario, tu devi farmi parlare delle grandi visioni. Non conoscono
la mia agenda. (Risate.)
D)Grazie.

IL PRESIDENTE: Bene. Masaomi.

Prende la parola Masaomi
Sign. Presidente le relazioni fra Giappone e Stati Uniti stanno passando
un’era dorata lo si puo’ attriburie alla sua amicizia con il Primo Ministro
Koizumi? D’altra parte, le relazioni giapponesi con la Cina e la Corea del Sud
si sono raffreddate durante la gestione Koizumi. Come costruira’ il suo
rapporto con il prossimo primo ministro e che tipo di approccio vorrebbe vedere
in lui per la diplomazia asiatica?
Intanto le nostre relazioni sono buone. Non credo che nessuno
presidente o primo ministro potranno duplicare il nostro viaggio a
Graceland.(Risate). E’ stata un’esperienza incredibile se ci pensi. Una delle
vere lezioni della storia e’ vero? E quell che ho detto agli altri giornalisti
e sono stanchi di sentirlo, ma lo ripeto lo stesso, mio padre ha combattuto i
giapponesi ed e’ per me stupefacente che suo figlio possa portare il
PrimoMinsitro a Graceland. Qualcosa e’ successo. Abbiamo combattuto i tedeschi,
ora sono nostri amici molto vicini. Quel che e’ successo e’ chiaro, la liberta’
si e’ affermata in una democrazia di stile giapponese. E’ quel che stiamo
cercando di fare in Afganistan e in Iraq. Per quel che mi riguarda e’ questa la
posta in palio. Abbiamo dunque una grande relazione. E intendo che resti tale.
E’ nell’interesse americano lavorare da vicino con il Giappone. E’ anche nel
nostro interesse che il Giappone abbia relazioni migliori con la Cina e la
Corea del Sud. Ma come farlo dipendera’ dai leader giapponesi. E questo l’ho
detto al Primo Ministro Koizumi. Ci augirmao che possiate migliorare le
relazioni. E’ nel nostro interesse che nostri amici abbiano buoni rapporti con
altri amici e conoscenti. Sara’ interessante vedere se questo diventera’ un
tema nella vostra campagna elettorale se al popolo giapponese questo
interessera’, ma per questo si tengono elezioni, per determinare se quello e’
un tema importante. C’e’ qualcosa di interessante nel mondo in cui viviamo se i
cinesi sono in grado di riportare i nord coreani al tevolo de negoziati dove
siedono giapponesi, cinesi, sudcoreani, americani e russi, tutti insieme a
convincere Kim Jong il a rinunciare ai suoi programmi nucleari. E’ alquanto
importante se ci pensi. Allo stesso modo stiamo lavorando molto da vicino
sull’Iran con la Germania. E apprezzo la forte posizione del Cancelliere in
materia. E la ragione per cui discuto di questo argomento e’ che sono convinto
che risolveremo piu’ rapidamente i problemi quando li affrontiamo insieme. Per
me e’ uno sviluppo molto positivo, e’ un nuovo modo di fare le cose e’
interessante sapere che in questo momento della storia nazioni con diversi
background che si sono combattute fra loro lavorano insieme per affrontare le
minacce comuni. Ed e’ una minaccia se gli iraniani hanno le armi nucleari. E’
una minaccia alla pace mondiale. E’ una minaccia per tutti noi. E’ una minaccia
se la Corea del Nord sviluppa un’arma nucleare. E’ un fattore molto
destabilizzante per l’Estremo Oriente.
E’ preoccupato dalla relazione fra il Giappone e la Cina ?
IL PRESIDENTE: Me ne preoccupo?
D) Si.

IL PRESIDENTE: Beh, spero che miglioreranno, credo sia il modo migliore di
dirlo. Credo che la relazione sia importante, ma io non posso farla migliorare,
riguarda loro le parti in causa, comunque, guardo con interesse a attesa a
questo viaggio. Chi ci va, Stretch (un giornalista americano invitato ad
assistere alla tavola rotonda)ci vai, Steve, Tom, ci andate?.

D) Sign. Presidente Mr. President

IL PRESIDENTE: No, basta domande.

D) Basta?

Prende la parola Michael
Ancora una?
IL PRESIDENTE: Okay, si.

O ttimo. Sign. Presidente, lei ha menzionato il ruolo della Germania,
assumendo che non vi sara’ una risposta positivia dell’Iran prima del vertice
del G8…
IL PRESIDENTE: Non credo di poter ancora accettare il presupposto.

D) Si, bene, proviamoci Yes, well, let's just give it a try.

IL PRESIDENTE: beh, e’ ipotetico, Michael

D) Okay, proviamoci, quali misure…

IL PRESIDENTE: Puoi provarci, avvertimi…(Risate).
Quali misure, quali sanzioni cerchera’ di adottare e come convincera’ la
Russia e la Cina a seguirla?
Ne parliamo a lungo. Ma parte della diplomazia e’ lavorare in modo
costante, avere un dialogo costante e una discussione costante e ricordare agli
interlocutori che abbiamo obiettivi comuni. L’obiettivo in Corea e’ quello di
avere una pnsioola libera ada armi nucleari. L’obiettivo in Iran e’ quello che
non ci sia un programma nucleare. E ognuno ha interessi diversi. Percio’ ognuno
a pressioni diverse. Per cui la diplomaiza chiede tempo. E quell che osserviamo
quell che osserva il mondo e’ la diplomazia al lavoro. Lavoreremo con grande
discrezione con i nostri amici per raggiungere gli obiettivi diplomaticamente e
un obiettivo e’ anche quello di dire tutti insieme con una voce comune all’Iran,
No, niente armi nucleari. Non sono sicuro di accettare l’ipotesi secondo cui non
capitera’ qualcosa di positivo.
Finora non e’ successo nulla. Da parte iraniana va avanti da un bel pezzo.
Vero, ma ci sara’ un incontro molto presto, mercoledi’.
Per cui lei si fida degli iraniani?
No, no, no. Mi chiede di predire il risultato dell’incontro,
quello non posso farlo e comunque siamo pronti a reagire.
Dunque ci sono…

IL PRESIDENTE: Ci hai provato comunque sulla domanda ipotetica.

Prende la parola Andre
Brevemente.

IL PRESIDENTE: Si, Andre.

I Russi hanno il loro Osama Bin Laden, Shamil Baseyev, responsabile per
l’uccisione dei bambini a Beslan. Cosa ha da dire ai russi su questo. Inoltre,
discutera’ con il Presidente Putin delle sue nuove idee su un trattato che
dovra’ rimpiazzare lo Start 1 in scadenza?
IL PRESIDENTE: Gli parlero’ di una varieta’ di soggetti. E voglio ascoltare quel
che ha da dire. E io… credo che stiamo ancora raccogliendo dettagli sulla morte
di quell tizio, per capirne di piu’, ma se in effetti e’ la persona che ha
ucciso I bambini a Beslan si e’ meritato quell che e’ successo.

Prende la parola Mario Platero
Sign. Presidente, sulle Nazioni Unite dopo Kofi Annan
IL PRESIDENTE: E’ interessante come questi terroristi possano uccidere bambini
cosi’, come se niente fosse. Non gliene importa nulla.
E’ emerso il nome recentemente del principe Zeid Raad, un memrbo della
famiglia reale giordana, il rappresentante permanente Giordano alle Nazioni
Unite, che sarebbe il primo musulmano in corsa per l’incarico.
IL PRESIDENTE: Cerchi di stringermi il cappio nel…
No, quel che dico e’ sarebbe contro un musulmano moderato
IL PRESIDENTE: Stai cercando di impegnarmi su un nome, di parlare di nomi…
No, no, no. In generale. (Risate.)
IL PRESIDENTE: Per quello che ne so, tradizionalmente c’e’ una sorta di
rotazione fra le regioni e adesso stiamo guardando all’estremo oriente per il
prossimo segretario generale. Segretario Generale, eccolo, Holland.
(Parla uno dei giornalisti americani presenti, ndr)
Mi scusi (risate.)

IL PRESIDENTE: Beh e’ piu’ o meno dove l’attuale, piu’ o meno, ha piu’di
sessant’anni. No, ne ha 53?
D) Cinquantuno.

IL PRESIDENTE: Cinquantuno. Il suo compleanno e’ stato recentemente…comunque
le discussioni che ho ascoltato in materia riguardano qualcuno dall’estremo
oriente.

Prende la parola Platero
D) Dall’Asia.

IL PRESIDENTE: Si, dall’Asia. Percio’ e’ la prima volta che ascolto questa
proposta. Ed e’ vero che lavoriamo molto da vicino con amici e alleati per la
ricerca del miglior candidato possibile, ma non ci impegneremo pubblicamente,
come stai cercando di fare.

D) Ma in linea di principio sara’ contro l’idea di avere un musulmano,
dall’Indonesia ad esempio che potrebbe concorrere per la posizione...?

IL PRESIDENTE: Niente affatto, non sarei contro un musulmano, il criterio e’ che
io sono a favore di qualcuno che voglia deiffondere la liberta’ e migliorare le
prospettive di pace, che faccia cose difficili come confrontarsi con le
tirannie, che si preoccupy della condizione umana e suoni il fischietto sulla
violazione dei diritti umani.

Prego, ultima domanda, ma stavolta sul serio. Micheal mi ha incastrato in un
altro giro…(risate).

Parla Masaomi
Tornando alla questione Nord Coreana, pensa di poter risolvere la crisi con
Kim Jon il o ha in mente un cambiamento di regime?
Vogliamo che il leader della Corea del Nord abbandoni il suo
programma di armi nucleari. In passato ci abbiamo provato da soli e non ha
funzionato. Ho cambiato politica e oggi lo stiamo facendo in gruppo. Lo ripeto
non saranno gli Stati Uniti da soli a negoziare con la Corea del Nord. E credo
che i riulstati saranno piu’ soddisfacenti perche’ non c’e’ soltanto una
persona a dire di smetterla, ma ci sono i vicini che dicono la stessa cosa.
Quel che mi ha colpito e’ che tutti i russi i cinesi, i giapponesi i sudcoreani
hanno detto alla Corea del Nord di non lanciare i missili. E loro li hanno
lanciati lo stesso. E dunque deve essere chiaro che questo comportamento e’
inaccettabile, dobbiamo parlare con una sola voce e restare uniti. Qualcuno mi
ha chiesto, che cosa voleva ottenere? Non lo so. La sua non e’ una societa’
trasparente. E’ difficile dirlo. Se io prendessi una decisione lo leggeresti
sul giornale. Tutti i giornalisti, la gente si domanderebbero perche’? e tutti
potrebbero leggere le diverse opinioni e questo e’ un bene. E’ quel che fa una
societa’ aperta. Non so che obiettivo volesse raggiungereMa dalla mia
prospettiva ha inviato un segnale secondo cui non e’ preoccupato di isolarsi
ulteriormente. La mia posizione e’ che la gente della Corea del Nord puo’ avere
una vita molto migliore di quella che il loro leader ha scelto per loro. In
Corea del Nord c’e’ fame, ci sono enormi campi di concentramento. E’ un
comportamento inaccettabile. E spero che guardando in avanti il leader nord
coreano scelga un percorso diverso, intanto liberandosi delle armi per la
distruzione di massa in modo verificabile. Noi abbiamo scelto, adesso tocca a
loro.
Sa, uno dei momenti piu’ toccanti della mia presidenza e’ stato quando la madre
di una giovane quando una giovane e’ stata rapita della Corea del Nord.
Qualcuno ha figli? Immaginate che una nazione straniera ordini il rapimento di
vostro figlio, perche’ sia rimosso senza che ne sappia piu’ nulla. E questa
madre mi diceva di chiedersi se la figlia fosse stata uccisa, che hanno cercato
dappertutto e che alla fine si e’ capito ce era in Corea del Nord
La madre dunque sedeva con me nell’Ufficio Ovale. E’ stato molto emozionante.
Dopo tutti questi anni aveva ancora un dolore profondo nel cuore…credo che ci
possa essere un futuro migliore che vivere in una societa’ cosi’. E dunque la
scelta e’ sua. Noi dobbiamo continuare ad essere molto chiari. Se scegliera’
l’altra direzione restera’ isolato. E la sua gente non avra’ dei benefici.
Bene, grazie a tutti, mi sono divertito.