OSSERVATORIO ENERGIA
29 settembre 2003
Produrre di notte? In Italia non conviene


I Paesi confinanti con l'Italia (Francia, Austria, Svizzera e Slovenia) e la vicina Grecia possono contare su una produzione di energia elettrica superiore al fabbisogno interno. Una quota dell'elettricità da loro prodotta è quindi disponibile per l'esportazione in Italia, a prezzi notevolmente inferiori rispetto a quelli della produzione interna italiana. Si calcola che la percentuale di elettricità acquistata all'estero sia tra il 16 e il 18 per cento.
Durante la notte, e in particolare in una notte tra giorni non feriali, quando i consumi sono pressocchè dimezzati, l'afflusso di energia elettrica dall'estero prosegue inalterato, mentre una parte delle nostre centrali viene staccata.

Produrre di notte non conviene
Ma perché di notte viene utilizzata l'elettricità importata dall'estera? Perchè di notte vale la tariffa "F4", che corrisponde cioè alla "fascia oraria 4". Questa remunera solo i costi di produzione; quindi è poco interessante per i produttori.

Cosa sono le fasce orarie

Nel caso delle forniture a grandi utenze allacciate in alta o media tensione, è possibile accedere a un sistema, definito multiorario, che prevede tariffe diverse per le ore di punta (F1), ore di alto carico (F2), ore di medio carico (F3) e ore vuote (F4). La suddivisione nell'arco giornaliero e settimanale delle cosiddette fasce è differente per le forniture in media tensione ( fino a 50 kV) da quelle per tensione superiore. Le fasce orarie F1, F2, F3 e F4, nel caso di riconsegna in media o bassa tensione, sono le fasce definite dal titolo II, comma 2), paragrafo b), punto 1), del provvedimento del Comitato Interministeriale dei Prezzi (CIP) 19 dicembre 1990, n. 45/1990. Le fasce orarie F1, F2, F3 e F4, nel caso di riconsegna in altissima o alta tensione, sono le fasce definite dal titolo II, comma 2), paragrafo b), punto 2), del provvedimento del Comitato Interministeriale dei Prezzi 19 dicembre 1990, n. 45/1990.

I cambiamenti introdotti dal "Decreto Bersani"

La situazione attuale è il risultato dei cambiamenti introdotti dal cosiddetto Decreto Bersani (Decreto Legge n. 79 del 16/3/1999, che prende il nome dall'allora ministro per le Attività produttive Pierluigi Bersani) che, recependo la Direttiva comunitaria 96/92/CE, ha avviato anche in Italia il mercato libero dell'energia elettrica. Il decreto ha infatti introdotto la liberalizzazione nella produzione, nell'importazione, nell'esportazione e nella vendita di energia elettrica ai clienti riconosciuti "idonei". Scopo del Decreto Bersani è stato quello di creare un sistema di libera concorrenza, regolamentato però da norme di tutela del consumatore finale, in coerenza con il principio di pubblica utilità dell'energia elettrica.

Definizione di "cliente idoneo"
Sono definiti "clienti idonei" quei clienti che soddisfano i requisiti fissati dal Decreto Bersani per accedere al mercato libero e acquistare elettricità da un fornitore diverso da Enel.
Dal 1° maggio 2003, sono clienti idonei tutte le imprese i cui consumi annui sono pari almeno a 100.000 kWh (per una spesa di circa 13.000 Euro). Possono quindi passare al libero mercato artigiani, piccole aziende manifatturiere, medie imprese.
La liberalizzazione, avviata nel 1999 e prima limitata alla grande industria, continuerà nel 2004, quando per rivolgersi al mercato libero basterà una partita Iva, e si completerà nel 2007, quando anche il consumatore domestico potrà scegliere da chi comperare elettricità.

Link utili:

Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas

Gestore del Mercato Elettrico

Acquirente Unico

Ministero Attività Produttive

Associazione Nazionale delle Imprese Elettriche

Associazione Nazionale Industriali Gas

Snam Rete Gas