UNIONE EUROPEA
I valori dei parametri di Maastricht

Il Trattato di Maastricht (1992) ha stabilito precisi criteri per l’ammissione degli Stati membri all'Unione economica e monetaria (Uem).Gli Stati membri hanno dovuto assicurare, infatti, un alto grado di sostenibile convergenza, vale a dire un’elevata stabilità economica e finanziaria.

 I criteri di convergenza sono stati valutati sulla base dei seguenti parametri:

Criterio

Indicatore

Valore
di accettabilità

Stabilità
dei prezzi

Indice armonizzato dei prezzi al consumo (tasso di inflazione)

non oltre l’1,5% del tasso medio di inflazione dei 3 Paesi con minore inflazione
Stabilità
dei tassi di interesse

Obbligazioni dello Stato a 10 anni

non oltre il 2% della media dei  tassi  praticati dai 3 Paesi con minore inflazione
Stabilità dei tassi di cambio

rispetto della banda di oscillazione dello Sme del 15%

due anni prima dell’ingresso
Sanità della finanza pubblica -    deficit annuale
-    debito cumulato
< 3% del Pil
< 60% del Pil o in significativo avvicinamento a questa misura

Anche dopo l'ammissione all'Uem, gli Stati sono tenuti a rispettare questi criteri, attenendosi a una rigorosa politica di bilancio. In base al Patto di stabilità e di crescita, gli Stati membri hanno l'obbligo di presentare dei programmi di stabilità in cui sono indicati sia gli obiettivi di bilancio a medio termine, sia le previsioni circa l'andamento della loro economia.

Gli Stati che non rispettano gli impegni assunti vengono sottoposti a sanzione.Le sanzioni assumono la forma di un deposito infruttifero, che viene convertito in ammenda dopo 2 anni se permane un disavanzo eccessivo. L’ammontare delle sanzioni presenta una componente fissa pari allo 0,2% del Pil e una variabile pari ad 1/10 dello scostamento del disavanzo pubblico dalla soglia del 3 per cento.

È previsto un tetto massimo all’entità delle sanzioni pari allo 0,5% del Pil Tuttavia se il paese sanzionato intraprende le misure correttive, la procedura viene sospesa fino a quando il disavanzo non viene portato sotto il limite del 3%. Se le misure sono insufficienti a tal fine la procedura viene ripresa e le sanzioni irrogate.

Fonte:ministero del Tesoro