IL CASO PARMALAT
13 dicembre 2003
Quel filo che lega Geronzi e Tanzi

Almeno fino a qualche mese fa, se un giornale scriveva che la sua squadra di calcio, il Parma, aveva debiti verso Capitalia, l’ex Banca di Roma che ha una presenza massiccia nel calcio dei debiti a valanga, Calisto Tanzi insorgeva. «Il Parma non ha nemmeno un milione di euro di debiti con Capitalia», rettificava. Vero. I debiti con Capitalia a Parma c’erano e ci sono ancora. Ma al piano superiore, quello della Parmalat, la multinazionale che controlla il Parma calcio.
I rapporti tra la famiglia Tanzi con il sistema Capitalia e il suo presidente, Cesare Geronzi, risalgono a molti anni fa. Non solo per il credito concesso da via Minghetti al gruppo di Collecchio. Emblematico degli ottimi legami tra l’imprenditore emiliano da sempre amico di Ciriaco De Mita e il banchiere capitolino è stato l’ingresso di Tanzi nel consiglio di amministrazione dell’allora Banca di Roma, il 30 aprile 2001. Vi è entrato su designazione formale dei soci principali, Fondazione Cassa di Roma, Abn Amro e Toro, ma soprattutto per l’amicizia, mai nascosta, con Geronzi.

Tanzi è uscito dal cda pochi giorni fa, il 4 dicembre, quando sono entrati i rappresentanti dei nuovi azionisti del nuovo patto di sindacato. Nell’occasione è uscito anche Franco Carraro, presidente della Federcalcio, il quale resta comunque presidente di due controllate, la merchant bank Mcc e la società di fondi immobiliari Fimit.
Mentre era consigliere di Capitalia, Tanzi ha concluso un affare con Geronzi. Nel dicembre 2002 la sua Parmalat ha partecipato, a fianco ad altri gruppi, all’operazione di apertura del capitale (il 20,1% in tutto) dell’ex Mediocredito centrale. Parmalat ha comprato l’1,5% di Mcc, per 18 milioni di euro. È la quota di seconda fascia tra quelle acquisite dai nuovi soci. Si colloca dietro i pacchetti del 3% ciascuno acquisiti dalla Fininvest di Silvio Berlusconi, società proprietaria del Milan Ac, da Telecom Italia, da Toro Assicurazioni attraverso il Lloyd Italico, dall’Hopa di Chicco Gnutti.

È soprattutto nel mondo del calcio che si è avuta visibilità dell’intreccio dei percorsi di Tanzi e Geronzi. Negli anni scorsi diversi calciatori del Parma, da Veron a Crespo, sono finiti alla Lazio di Sergio Cragnotti, squadra nell’orbita di Geronzi da lunga data. Anche alcuni dirigenti del Parma sono approdati a Formello. Il 22 ottobre 2001 Michele Uva, ex direttore generale del Parma è stato nominato vicepresidente della Lazio. La sua convivenza con Cragnotti non è stata felice.
Nel gennaio scorso Luca Baraldi, direttore generale del Parma, è stato chiamato dalla Livolsi Partners al capezzale della Lazio, come amministratore delegato e direttore generale. Baraldi ha varato un piano di risparmi e di risanamento. Ma ha dovuto lasciare l’opera incompiuta, ai primi di novembre, per contrasti con Geronzi e i suoi fedelissimi alla Lazio, dall’allenatore Roberto Mancini al nuovo direttore generale Giuseppe De Mita, figlio di Ciriaco.
I legami Tanzi-Geronzi nel calcio sono certificati anche dalla presenza delle figlie tra i soci fondatori della Gea World. È la potente società di procuratori sportivi di calciatori e allenatori che ha una presenza dominante quasi per tutti, tranne che per la Federcalcio.

La Gea World nasce ufficialmente il 17 ottobre 2001, dall’unione della Football Management Srl di Alessandro Moggi (classe 1972), figlio di Luciano, direttore generale della Juventus, con Riccardo Calleri (classe 1966), figlio di Gian Marco, ex proprietario della Lazio e del Torino e con la General Athletic Spa. Quest’ultima società è stata iscritta al registro delle imprese di Roma il 4 ottobre 2000. Soci fondatori Andrea Cragnotti (classe 1971), Francesca Tanzi (1967), Chiara Geronzi (1972), ciascuno con il 20% del capitale, quindi con il 40% RomaFides Spa, fiduciaria interamente posseduta da Bancaroma.

Questi giovani sono rispettivamente figli di Sergio Cragnotti, all’epoca presidente della Cirio e della Ss Lazio, di Calisto Tanzi proprietario di Parmalat e del Parma calcio, di Cesare Geronzi, presidente di Bancaroma, la banca che già allora influenzava le sorti della Lazio e vegliava su altri club, come la Roma.
Rampolli accomunati dalla passione per il calcio-business. Sotto il segno di Capitalia, che puntella le loro quote attraverso la fiduciaria RomaFides. Secondo recenti visure camerali, la General Athletic possiede il 45% di Gea World, alla pari della Football Management di Moggi. Il 10% residuo è di Calleri junior. Dalla Gea World proviene Giuseppe De Mita junior: ne era direttore generale fino al 31 agosto, poi è passato alla Lazio.